Un violino in quella notte di fine agosto

“…Suo-na so-lo per me, oh vio-li-no tzi-ga-no for-se pen-si an-che tu a un a-mo-re, lag-giù sot-to un cie-lo lon-tan se un se-gre-to do-lor fa tre-mar la tua ma-no, que-sto tan-go d’a-mor fa tre-ma-re il mio cuor, oh vio-li-no tzi-ga-no…” (B. Cherubini – C. N. Bixio)
Mentre affronto la ripida scala, mi accorgo di non avere solo il fiato corto ma anche il naso narcotizzato e gli occhi pieni di lacrime. Sono preoccupato e non poco, ma la dolce figura di Tatiana mi rassicura: “Vieni! Ho preparato un piatto tipico della mia terra… vedrai ti piacerà!”. Tratto il tema cipolla-cavolo con estrema cautela e, incoraggiato dalla violinista, passo decisamente all’attacco della pietanza russa dal sapore acre ma estremamente genuina. Genuino anche l’amaro e il suono del violino di Tatiana Blagodatskiky che si propone con la suggestiva “The lonely shepert” e scopro, così, una musicista di estrazione classica ma anche versata nelle espressioni leggere.
“Sono stata invogliata allo studio della musica da mia madre e il primo strumento mi fu donato dal maestro Muraviv Nicolai Alexsejevic. Conseguì il diploma nel 1980 e poi la laurea all’Università di Izhevsch (Russia). Ho lavorato con l’Orchestra del Teatro dell’Opera e Balletto di Izhevsch, con tournèe in tutta la Federazione Russa. Insegnante di violino e pianoforte presso la Scuola Statale n°12 di Izhevsch. Componente dell’Orchestra Sinfonica Nazionale di Udmurtia con la quale compio lunghi giri di spettacoli in Italia con tanti artisti prestigiosi, tra i quali Katia Ricciarelli.”
Improvvisamente si interrompe nel suo racconto e mi guarda lungamente. Il suo italiano non è certamente dei migliori, ma interviene Edoardo, il baffuto marito di Tatiana: “Dai!... Dai Tatiana! Non vedi che Enrico ha capito? Dai prosegui!”. Ma non accade. Poi, la sua mano diafana accarezza il suo inseparabile violino, quasi a sostenersi per il proseguimento.
Solista in teatri, scuole, locali. Partecipazione al Festival Internazionale di Daugpiles e, nell’anno 1999 mi trovo con la grande Orchestra Sinfonica Russa diretta dal maestro Leonardo Quadrini”. Stavolta, però sono io ad interrompere la bella e dolce violinista, che invito a riproporsi in “Chardos” di Monti e ne “Il volo del calabrone”, brani che avevo precedentemente ascoltato all’Auditorium Calandra. La sue interpretazioni, non prive di felici intuizioni timbriche e arricchite da una sorta di lotta fisica con lo strumento, sono esempi originali di violinismo, mentre in “Love story” e “Besame mucho”, Tatiana sfrutta fino in fondo le note più struggenti dello strumento: sound corposo e delicatissimo. L’elettrificazione esalta le risonanze del violino, ma aumenta gli echi dando allo strumento la stessa corposità di più violini che suonano all’unisono.
Edoardo, gentilezza fatta persona, offre vodka e liquori chiari che mi “finiscono” senza far svanire, però il ricordo di TatianaBlagodatskiky, violinista nella “BENgio Orchestra” diretta dal maestro Alterisio Paoletti.
Sogno di una notte di fine agosto.

* Omaggio aTatiana Blagodatskiky, violinista.

Enrico Salzano

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