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C'era
una volta la canzone beneventana


U viculo
a nevere quella sera era insolitamente animato: due capannelli,
in quella scarsa luce, esposti al freddo di quel febbraio del 61,
parlottavano come congiurati lì convenuti. Un passante, reduce
dalla vicina cantina di "Don Michele", riferì
che più volte era stato pronunciato il termine "riscossa"
e, con veemenza, "Ritorneremo!". Poi, ondeggiando e brontolando,
i capannelli indirizzarono i loro passi alla volta dello studio del M°
Ettore Paragone dove, pronunciata la parola dordine "Serata
della canzone Beneventana", si palesarono quali congiurati si,
ma per il ritorno della nostra canzone ai fasti di un tempo.
Il comitato era presieduto dal commendatore Ernesto Gramazio e
composto dal dott. Antonio Fallarino, Vincenzo De Masi, Angelo Di Dio,
Giulio Musco. Parolieri: E.Gramazio, L. Celegato, V. De Masi, A. Di Dio.
Musicisti: G. Anepeta, A. Alfieri, L. Benedetto, F. Citarella, E. Paragone,
R. Russo. Solisti: T.Gogliano, R. Russo, S. Sorgente, A. Fasoli.
Le prove per la manifestazione artistica si tenevano in via G.Ruscelli,
casa Paragone, ed era assolutamente vietato assistere, ma grazie al mio
amico Giulio Paragone vi fu una deroga per Enrico e Pino
Salzano, musicisti. Il libretto recitava: "Canzoni canzoni
canzoni ed arte varia. Serata della canzone Beneventana". Presentano
Mario Zeoli e Annamaria Calicchio. Orchestrali: T. Gogliano,
violino; C. Martini, violino; A. Amorico, violino; M.
Santoro, violino; S. Sorgente, sax; N. Fattori, clarino;
A. Riccioli, tromba; R. Russo, fisarmonica; E. Cammarota,
contrabbasso; A. Fasoli, batteria; al piano il M° Cosimo
Minicozzi. Dirige lorchestra il M° Ettore Paragone.
Con la partecipazione straordinaria di Lamberto Ingaldi e del piccolo
Enzo Luciani, fisarmonicista. Cantanti: Luisa Micco, Nella Rocchesi,
Fausto Albano, Romolo Fiore, Mario Montano, Gino Palatella, Salvatore
Zitani, Tullio Zitani. Sul palcoscenico del Teatro Massimo, alle ore
21.00 del 25 settembre 1961 apparve Mario Zeoli, che con Annamaria
Calicchio porse allaffollata platea il messaggio del presidente
Ernesto Gramazio: "Il comitato e i partecipanti alla serata
di gala della canzone Beneventana, ringraziano autorità e pubblico
per aver contribuito a questa manifestazione darte".
Le opere presentate nella "Serata della canzone Beneventana"
ebbero quale tema dominante la melodia e il romanticismo. Ricordo particolarmente:
"Senza e te", di Gramazio-Alfieri, interpretata
dallottimo Tullio Zitani; "Uocchie nire"
di De Masi-Paragone, dal fortunato duo Luigi Palatella-Luisa
Micco e "Comma na vota" di Gramazio-Anepeta
dalla sapiente voce di Salvatore Zitani. Elettrizzante e civettuola
Luisa Micco in "Nnamurato ntussecuso" di
Celegato-Paragone: "Ciccillo mio, ciccì, così
voglio vestì! O nnamurato mio nun vò che ggia
purtà o pantaloncino. Neh, che cè di male?"
A tanto, guappescamente, continuava il collaudato Romolo Fiore
con "Malandrino" di De Masi-Paragone: "Scusate,
giuvinò, a do scennite? A coppa casa e annamurata mia?
Embè pruvete pure vuje chistu curtiello!!" Ma certamente
allegro rispondeva il comico e fini dicitore Lamberto Ingaldi:
"Muore tu. Nuje vulimmo campà, te facimmo e lupini
abbuffà". Poi: "O core nun se sbaglia"
di Celegato-Russo, per la soave ugola di Nella Rocchesi.
Caratterizzante e tipica linterpretazione di Fausto Albano
in "Pena dammore", degli autori Di Dio-Citarella.
Ma debbo segnalare loriginale "Tarantella zitto zitto"
scaturita dallestroso, affiatato, prolifico binomio Vincenzo
De Masi-Ettore Paragone e preziosamente interpretata dal tenore Tullio
Zitani. Risento ancora la sezione ritmica dellorchestra e i
caratteristici arrangiamenti sostenere la melodia: "Tarantè,
stasera e vase nun se danno cchiù annascuse, ma se danno zitto
zitto?".
"La serata della canzone Beneventana" vide il suo
epilogo tra un tripudio di applausi e di fiori. Encomio solenne agli autori,
alle voci, allorchestra, impeccabilmente diretta dal M° Ettore
Paragone, al maestro Cosimo Minicozzi, ai solisti Todeschini,
Gogliano, Raffaele Russo, Silvio Sorgente, Alfonso Fasoli.
Così i "congiurati" della "Serata della canzone
Beneventana" partiti da u vicolo a nevere
in quella fredda sera del febbraio del 61, risvegliarono lamore
per la nostra musica.
Enrico Salzano
* Omaggio alla musica beneventana
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