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Serata
della canzone beneventana
Il M° Tullio Zitani, il M° Cosimo Minicozzi, i
M° Paragone, Gogliano, Fasoli e D'Elia (Foto d'archivio di Casa Salzano)
'O
vicariello 'a "nevere", quella sera, era insolitamente
animato.
Due capannelli -figure, in quella scarsa luce, in quel freddo febbraio
che parlottavano quali congiurati lì convenuti - Un passante,
reduce dalla vicina cantina di "Don Michele", riferì
che il termine "riscossa" era stato pronunciato con veemenza
più volte, me anche: "Ritorneremo"! E con forza
continuarono i "congiurati" sino a raggiungere lo studio del
M° Ettore Paragone dove, una volta pronunciata la parola d'ordine:
"Serata della canzone Beneventana", si palesarono
per il comitato del ritorno della nostra canzone ai fasti di un tempo.
Il comitato era presieduto dal comm. Ernesto Gramazio e composto
dal dott. Antonio Fallarino, Vincenzo De Masi, Angelo Di Dio,
Giulio Musco. Parolieri: E. Gramazio, L. Celegato, Vincenzo De
Masi, A. Di Dio. Musicisti: G. Anepeta, A. Alfieri, L. Benedetto,
F. Citarella, E. Paragone, R. Russo. Solisti: T. Cogliano, R. Russo,
S. Sorgente, A. Fasoli.
Le prove per la manifestazione artistica si tenevano in via G. Ruscelli,
casa Paragone, ed era assolutamente vietato assistere, ma grazie all'amico
Giulio Paragone, vi fu una deroga per Enrico e Pino Salzano.
Il libretto recitava: "Canzoni canzoni canzoni ed arte varia-
Serata della canzone Beneventana".
Presentano Mario Zeoli e Annamaria Calicchio.
Orchestrali: T. Cogliano, violino; C. Martini, violino;
A. Amorico, violino; M. Santoro, violino; S. Sorgente,
sax; N. Fattori, clarino; A. Riccioli, tromba; R. Russo,
fisarmonica; E. Cammarota, contrabbasso; A. Fasoli, batteria;
al piano il M° Cosimo Minicozzi.
Dirige l'orchestra il M° Ettore Paragone.
Con la partecipazione straordinaria di Lamberto Ingaldi e del piccolo
Enzo Luciani, fisarmonicista.
Cantanti: Luisa Micco, Nella Rocchesi, Fausto Albano Romolo Fiore,
Mario Montano, Gino Palatella, Salvatore Zitani, Tullio Zitani.
Sul palcoscenico del Teatro Massimo, alle ore 21.00 del 25 Settembre
1961, apparve l'immenso Mario Zeoli, che con la bella Anna Maria Calicchio,
porse all'affollata platea il messaggio del presidente Ernesto Gramazio:
"Il comitato e i partecipanti alla serata di gala della canzone
Beneventana, ringraziano autorità e pubblico per aver contribuito
a questa manifestazione d'arte".
Le opere presentate nella "Serata della canzone Beneventana"
ebbero, quale tema dominante, la melodia e il romanticismo.
Ricordo, in particolare: "Senza 'e te", di Gramazio-
Alfieri, interprete l'ottimo Tullio Zitani; "Uocchie nire",
di De Masi- Paragone fu interpretata dal fortunato duo Luigi Palatella
e Luisa Micco; "Comm'a nˆ vota" di Gramazio- Anepeta
dalla sapiente voce di Salvatore Zitani. Elettrizzante e civettuola Luisa
Micco in "Nnammurato 'ntussecuso" di Celegato Paragone:
"Ciccillo mio, Cicc“, cos“ voglio vest“! 'O nnammurato mio nun
vò cha 'ggia purtà o pantaloncino. Neh, che c'è di
male?" A tanto, guappescamente, continuava il collaudato Romolo
Fiore con "Malandrino", di De masi- Paragone. "Scusate,
giuvinò, a do scennite? 'A coppa 'a casa e annammurata mia? Embé
pruvate pure vuje chistu curtiello!!" Ma certamente allegro rispondeva
il comico, fine dicitore, Lamberto Ingaldi, con: "Muore tu-Nuje
vulimmo campà, te facimmo 'e lupini abbuffˆà" Poi:
"'O core nun se sbaglia" di Celegato- Russo, per la soave
ugola di Nella Rocchesi. "Pena d'ammore" caratterizzata
dalla tipica interpretazione di Fausto Albano, scritta da Di Dio- Citarella.
Ma debbo segnalare l'originale "Tarantella zitto zitto",
scaturita dall'affiatato e prolifico binomio De Masi- Paragone e impreziosita
dal "nostro" Tullio Zitani. Risento chiaramente la sezione ritmica
dell'orchestra e i caratteristici arrangiamenti sostenere: "Taranté,
stasera e vase nun se danno cchiù annascuse-ma se danno zitto zitto?"
"La serata della canzone Beneventana" vide il suo epilogo
tra un tripudio di applausi e di fiori. Un plauso agli autori, alle voci,
all'orchestra impeccabilmente diretta dal M° Ettore Paragone, al pianista
Cosimo Minicozzi, ai solisti Todeschini Gogliano, violino- Raffaele Russo,
fisarmonica- Silvio Sorgente, sax alto- Alfonso Fasoli, batteria.
SONO CERTO
CHE I "CONGIURATI" DELLA "SERATA DELLA CANZONE BENEVENTANA",
PARTITI DA 'O VICARIELLO A "NEVERE" IN QUELLA FREDDA SERA DEL
FEBBRAIO DEL 1961 RISVEGLIARONO L'AMORE E LA PASSONE PER LA NOSTRA MUSICA.
AD ESSI VA
IL TITOLO DI PROTAGONISTI DELLA MUSICA A BENEVENTO.
Enrico
Salzano
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