Quella sera che incontrai Joe Sentieri

"Vivo con la pensione minima, 700 euro, devo ringraziare Berlusconi per quella proposta del vitalizio, mille euro al mese, secondo la legge Bacchelli. Sono disoccupato, nullatenente, disgraziato… Conservo tre tastiere, oltre duecento premi, i dischi della mia vita e i quadri che ho dipinto". Così un amaro e rassegnato Joe Sentieri nell’intervista, forse l’ultima, a "Il Giornale" dell’11 marzo scorso.
Il cantante del saltello, genovese di nascita, raggiunse il massimo del successo a quarant’anni con "Quando vien la sera" e con "E’ mezzanotte". Era il Festival di Sanremo del ’60 e Joe aveva già una carriera alle spalle con "Un disco dei Platters" e "Uno dei tanti", che successivamente divenne un grande successo di Ben E. King, Tom Jones e Silvester. Vincitore nel ’59 di Canzonissima con "Piove". Ma, saltello a parte, Joe Sentieri era per il panorama italiano dell’epoca un personaggio inedito e moderno, che ben aveva appreso la lezione di Johnnie Ray, quello dalle note addirittura piante più che urlate. Una serata romana mi offrì l’opportunità di ascoltarlo in "Ritroviamoci", "Milioni di scintille" e il genere "Sinatra". A quel tempo, negli anni Settanta, ad una certa ora, il pubblico smetteva di ballare e si sedeva a guardare "l’attrazione".
"Una serata centrata in pieno, questa!". Ero infervorato e non smettevo di parlare, enfatizzando i momenti musicali.
"Grazie Enrico! … Anche questa è fatta!"
"Sai è interessantissimo l’arrangiamento di "Come pioveva"!"
E il cantante dai capelli rossi e dal viso lentigginoso: "Tento con questa interpretazione di evocare quel genere fiorito negli anni ‘40".
"Joe, ho notato dei giovani interessatissimi al tuo personaggio"
"Forse mi scoprono stasera, cogliendo la novità e ancor più la spettacolarità".
"Ma non dimentichiamo che il personaggio Sentieri è stato un apripista…un rompighiaccio".
E’ quasi elettrica la sua dinamicità…anche quando consulta l’orologio. "Accidentissimo!…Dai, andiamo via…riprendiamo domani…ogni cosa a suo tempo e tu che suoni la batteria di…tempi te ne intendi."
Ma non riprendemmo più e…il tempo è passato.
Questo accadde quella sera che incontrai Joe Sentieri.
Ciao Joe!

Enrico Salzano

* Omaggio a Joe Sentieri

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