A undici anni dalla scomparsa
Il testamento spirituale del M° Raffaele Russo
Un prezioso documento sugli artisti locali


Facevo fatica a seguire la mano che veloce correva sui tasti di quella Excelsior, nella esecuzione de "Il volo del calabrone" nello scenario magico del teatro Romano. Subito dopo un czarda, che non faceva rimpiangere per niente il precedente brano, venni richiamato dalla presenza di Raffaele Russo, maestro di musica, che estasiato sedeva solo a qualche spalto da me e ne fui contento. Manifestai la mia soddisfazione ai musicisti, Raffaele D'Elia, batterista e Giulio Paragone, pianista che cercarono, con vistosi segni, di richiamare la sua attenzione, ma invano.
Nonostante la parata dei fisarmonicisti si evolvesse al meglio, improvvisamente notai una fuga del maestro. Istintivamente lo raggiunsi: "Maestro, fra poco suonerá Peppino Principe... Restate!" Ma lui, guardandomi proruppe: "Me ne vado! Me ne vado!... E tu non mi accompagnare più! Ho la mia auto!"
L'eco dei nostri passi sull'acciottolato sembrava triplicarsi, complice l'assoluto silenzio rotto bruscamente: "Bravo Enrico!... Complimenti per quanto stai scrivendo sulla musica a Benevento!... Io ti seguo e t'invito a continuare questo arduo lavoro!". Un sentito abbraccio nei pressi della sua auto e qualche termine espresso nel gergo dei musicisti, poco o niente, serví a mascherare un forte pallore... Una sofferenza. Prima di avviare il motore abbassò il finestrino e quasi d'un fiato: "Ti aspetto domani da me per un importante comunicazione!"
Attonito guardavo le luci posteriori della vettura che si perdevano nel buio, poi riavendomi tornai in teatro sconvolto per come erano state pronunciate quelle ultime parole. Trascorsi la notte rivedendo quel viso sofferente e riascoltavo la sua voce. Con il volto emaciato e  una lunga barba, il giorno dopo Raffaele mi aprì la porta senza invitarmi ad entrare e frettolosamente mi strinse fra le mani una busta ben chiusa accompagnando il gesto con queste parole: "Contiene le mie foto e uno scritto, conservali come se fosse un testamento". Ci abbracciammo e colsi nei suoi occhi una straordinaria comunicatività.
Lessi in un sol fiato il contenuto: era un vero e proprio testamento contenente il suo giudizio sulle qualità dei musicisti beneventani. Ne ero fiero e commosso. Dopo soli qualche giorno, la sua scomparsa. Capii la sua grande apertura e stima verso la mia famiglia e ne parlai (ne avevo proprio bisogno) con il mio amico Gigi Giuliano, pianista, e con Alfredo e Giuseppe Marlon Salzano, rispettivamente batterista e bassista.
Oggi, a undici anni dalla scomparsa del maestro Raffaele Russo ricordo a me stesso e ai suoi estimatori quanto segue:
"Sono cresciuto in via Fragola tra chitarre e mandolini apprezzando le figure di Mario Tavino, mandolinista e compositore; Don Lorenzo Celegato, poeta dialettale; mio padre Giovanni, chitarrista... Tonino Sorgente, oggi professore di lingue... a riposo e famoso Don Saverio, nonché bravo musicista; Benedetto Politi, cantante con una voce calda e vellutata. Io e questi due personaggi siamo coetanei; incominciammo, loro, a recitare, ed io ad accompagnare con la fisarmonica le macchiette di Tonino, le canzoni di Benedetto e di altri. Poi, ho fatto parte del complesso musicale del maestro Alfredo Salzano e di quello del maestro Vitolo Fasoli e, spesso partecipavano anche Tonino e Benedetto... Silvio Sorgente, sassofonista e musicista puro, appassionato e con qualità eccezionali e debbo citare un altro bravo musicista, Ermannino Cammarota, figlio del maestro Italo... Il maestro Italo Cammarota, un grande musicista del quale ho tratto moltissimo; le sue composizioni eccellentissime sono di una bellezza straordinaria... Abbiamo suonato sempre in diretta con Ninì Pagliuca e, qualche volta, facevamo... le prove per telefono. É stata una meraviglia suonare con Ninì per la sua pennata, il suo modo di esprimersi, la sua tecnica, la sua conoscenza, la sua musicalità e tante altre belle qualità. Grazie, Ninì, per le emozioni che mi hai trasmesso durante le nostre esecuzioni... Eccellenti allievi sono stati il caro Pino Salzano, Gigi Giuliano, Mario Lamparelli, Franco Tucci, Enrico Salzano... Don Saverio e Raffaele D'Elia, batterista irruente, preciso di colore; Enzo Luciani, oggi medico affermato e ottimo musicista, che aprì lo spettacolo presentato dal caro professore Mario Zeoli... L' ultima mia composizione è "Nino" che ho dedicato a mio padre... Solo con l'insegnamento ho conosciuto la bellezza della musica perché in precedenza avevo suonato ad orecchio; esso mi ha permesso, inoltre, di migliorare il mio stile e la mia conoscenza musicale... “
Tanto costituisce solo una parte di quanto lasciatomi da Raffaele Russo, indimenticabile e fraterno amico, ricordato e insignito del "Premio alla Carriera" V Edizione: La musica a Benevento : i protagonisti.

Enrico Salzano

* Omaggio a Raffaele Russo, fisarmonicista

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