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Il
maestro Raffaele Russo 2
Il maestro
Raffaele Russo con la sua fisarmonica (foto dall'archivio di Casa Salzano)
AL
MIO MAESTRO RAFFAELE RUSSO
"Il maestro
non arriva ancora? Come mai?" si chiedono i musicisti lì convenuti
per quella serata. "Eppure alle prime è sempre puntuale, ma
vedrete che fra poco verrà." Così, bonariamente, il
batterista dei ritmi latino-americani Raffaele DElia, mentre
incrocia già le bacchette.
"Si! Si, che viene! Non temeto, e non andato di pressa, altrimenti
vi schiaffo quattro schiaffi nfaccia a faccia!!" replica leclettico
Tonino Sorgente.
"Ma si! Ma si! Non fate così. Non vi preoccupate oltremodo",
rivolgendosi ai più ansiosi, il professore Ninì Pagliuca,
mentre con la proverbiale pazienza ricerca un complicato accordo con la
sua magica chitarra. "Viene, e quando?" tuona dallalto
del suo vocione Silvio Sorgente che, senza attendere risposta alcuna,
riprende con il suo sax, ora vellutato ora graffiante, "Stella
by starlight", sulla ritmica dei "collaudati" Ermannino
Cammarota - contrabbasso; Alfonso Fasoli chitarra e
basso; Luigi Gramazio - contrabbasso e sax; Peppino De Blasio
- fisarmonica; Franco Tucci fisarmonica; Mario Lamparelli
fisarmonica; Gigi Giuliano pianoforte; Enrico
Salzano batteria e percussioni. Mentre, più in là,
puntigliosamente in smoking, le voci di Silvano Pagliuca, Andrea Principe,
Benedetto Politi e di Romolo Fiore fioriscono virtuosisticamente
in rapidissime scale. Improvvisamente una voce: "Il maestro è
qui! E dove?" girando su se stesso tanto da torcere il bel papillon,
Raffaele DElia e, continuando: "Io non lo vedo affatto!
Ma
forse
là in fondo." "Si, si, è lui!".
La voce di Ninì sulle altre "Ma non sentite la sua
fisarmonica? Non lo vedete? Allora siete ciechi?" E, infatti, prima
indistintamente e poi nitidamente la piccola, grande figura del MAESTRO
RAFFAELE RUSSO, con la testa reclinata sul suo amato strumento sorride
a noi tutti e, al suo fianco i maestri: Ermanno Cammarota - contrabbasso;
Italo Cammarota - violino e sassofono; Vitolo Fasoli - clarino
e sassofono; Alfredo Salzano - clarino e sassofono; Amedeo Romano
- fisarmonica; Alredo Mottola - tromba; Michele Alleva
tromba; Pino Salzano - fisa e tastiere; Guido Follo
comico - fantasista; piano e direzione orchestrale - Pino Rosiello,
Antonio De Rimini, Odorico Baldini.
E tutti sorridono mentre la grande orchestra esegue "Nino"dedicata
a papà Giovanni, felice tra loro.
Enrico Salzano
"Ripropongo
"Il maestro Raffaele Russo" in omaggio alla luminosa figura
di musicista e lo addito quale esempio a tutti coloro che si avvicinano
alla musica."
Benevento
Teatro Massimo ore 21.00: "La Malaguena" di Ernesto
Lecuona assolo di fisarmonica del Maestro Raffaele Russo.
Applausi a scena aperta e delirio tra il pubblico presente al termine
dellesecuzione. Mio fratello, seduto alla mia destra, commentò
con enfasi: "Tecnica e virtuosismo allo stato puro!" Era il
1960.
RAFFAELE RUSSO nacque a Benevento nel 1930 e i suoi primi dieci
anni li visse tra chitarre e mandolini, strumenti che suonava papà
Giovanni con i suoi amici e, poi, con il piccolo Raffaele.
1946. Il papà, un giorno, gli regalò una fisarmonica-
che gioia!
Ricordo: via Fragola divenne un cinema che aveva la colonna sonora nelle
prime performance del futuro talento: "La cumparsita", "Il
tango della gelosia", "Rosamunda", "Smoke gets in
your eyes", "Un giorno ti dirò".
1950. Il fatale incontro con Tonino Sorgente, chansonier
di razza, e Benedetto Politi, voce calda vellutata, portò
ad un sodalizio artistico che passò ben presto nelle file dellorchestra
del maestro Vitolo Fasoli, e poi in quella del maestro Alfredo
Salzano. Feste in piazza, matrimoni, cerimonie, costituirono il primo
strato per il giovane fisarmonicista, tanto che partì con lorchestra
"Hula Hula" del maestro Italo Cammarota alla volta
di Telese Terme, con Ninì e Silvano Pagliuca alle
chitarre, Raffaele DElia alla batteria, Silvio Sorgente
al sassofono, Tonino Sorgente e Benedetto Politi voci.
"Raffaele, Polvere di stelle!" si chiedeva da destra,
mentre da sinistra: "La rumba delle noccioline!"
Lo strumentista divenne simpaticamente popolare tra i giovani che, ansiosi
di stringere la ragazza in un ballo, cercavano la complicità con
lorchestrale.
Poi divenne insegnante, il nostro Raffaele Russo, e alla sua scuola
si formarono eccellenti musicisti: Franco Tucci, Mario Lamparelli,
e Tonino Sorgente prima, e poi Pino ed Enrico Salzano,
Gigi Giuliano, Enzo Luciani. Un patrimonio di una bellezza straordinaria
le sue composizioni; ricordo in particolare: "Tu mio primo amore",
su testi del napoletano Alfonso Chiarazzo; "O core nun
se sbaglia", con il poeta Lorenzo Celegato, presentata
a "Serata della Canzone Beneventana", con Carlo De Marco
"Serenata senza speranza", brano melodico che si
classificò primo al Festival di Benevento con lorchestra
diretta dal maestro Ettore Paragone. Dai suoi ricordi: "Quando
tornai a casa da Telese, ebbi una grande paura, perché trovai la
mia stanza colma di fiori. Mia madre mi tranquillizzò: "Non
avere paura, hai vinto il primo premio al Festival di Benevento con la
tua canzone!"
Il maestro indossò la divisa del nostro esercito e, a S.Giorgio
a Cremano Commiliter- diresse una nutrita formazione orchestrale,
riscotendo il plauso dei superiori: "Luna Caprese", "Il
volo del calabrone", "Aggio perduto o suonno" "Tea
for two", "Dita vertiginose", "Non so dir ti voglio
bene".
Trasferito a Milano: "Microfono dargento"- trasmissione
delle Forze Armate, condotta da Nunzio Filogamo. I beneventani
tutti radioascoltatori.
Eloquente fu la dimostrazione delle sue capacità di fare dello
swing con lo strumento, ispirandosi allo stile jazzistico di Gorny
Kramer.
Anni 50- 60. Ritornò a Benevento dove ereditò
dal maestro Italo Cammarota lorchestra "Hula Hula",
con i solisti:Silvio Sorgente, sassofonista e musicista puro e
appassionato, con qualità eccezionali; Ermanno Cammarota,
contrabbassista, figlio del maestro Italo, musicista completo; Raffaele
DElia, batterista dotato di grande fantasia e dinamismo.
Il Maestro ricorda ancora: "E stato meraviglioso suonare con
Ninì Pagliuca, per la sua pennata, il suo modo di esprimersi,
la sua tecnica, la sua conoscenza, la sua musicalità, e tante altre
belle doti. Grazie a Ninì per lemozione che mi ha trasmesso
durante le nostre esecuzioni."
Anni 70- 80. Il musicista riscosse ancora numerose
soddisfazioni da direttori didattici ed ispettori scolastici, durante
la carriera di docente di musica.
Pubblicò due metodi per chitarra, due per tastiera, ed una parte
teorica - introduttiva al metodo del solfeggio P. Bona. Insegnò
anche ai "Corsi di orientamento musicale- tipo bandistico corale"
e ai corsi di aggiornamento a Napoli, presso il Conservatorio "S.
Pietro a Maiella" conseguendo la qualifica di "Maestro di banda
e Direttore di coro".
A Bonn e Parigi, con il complesso di fisarmoniche, ottenne la medaglia
doro e diploma, a Recanati, Montemiletto e Milano, ancora coppa
e diploma.
Tantissime le esibizioni, le serate ed i concerti in TV con loriginale
"Don Saverio" (Tonino Sorgente), Ninì
Pagliuca chitarra, Luigi La Polla, brillante attore,
e ancora tanto successo quale pianista al Museo del Sannio con "Temi
musicali 1930- 1943".
Raffaele Russo ha continuato linsegnamento e la composizione:
lultima sua nata "Nino", dedicata al papà,
è una pagina originale e toccante.
IL MAESTRO RAFFAELE RUSSO DOTATO DI INESAURIBILE FANTASIA SI E
ISPIRATO AI MAESTRI DELLO SWING CREANDO PRIMA NOTE MELODICHE A NOTA SINGOLA,
E POI ARMONIZZANDOLE CON GUSTO ISTINTIVAMENTE MODERNO. LA SUA FELICISSIMA
INVENZIONE MELODICA, FA DELLARTISTA UNA PERSONALITA MUSICALE
DI ASSOLUTO RILIEVO, TANTO CHE PRIMEGGIA TRA I PROTAGONISTI DELLA MUSICA
A BENEVENTO.
* Ai nipoti Giovanni e Lucio
Enrico
Salzano
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