Il Maestro Pino Rosiello

Il viaggio tra i protagonisti della musica a Benevento mi impone l'affettuoso ricordo del Maestro Pino Rosiello "sicuro assertore del bello…." così scriveva Beniamino Gigli, in una dedica nel 1950. Figlio d'arte e ragazzo prodigio, Pino Rosiello nacque a Vieste il 2 settembre 1906.
Il padre, direttore della banda musicale di Vieste, lo avviò a soli nove anni verso il suo elemento naturale: "La Musica". Compose a dieci anni brani musicali, anche se semplici, ma che prevedevano la sua meravigliosa futura carriera artistica. I suoi quattordici anni, lo videro sul podio, disinvolto direttore della banda di Vieste suscitando entusiasmo e consenso per la sua bravura. Gli anni dal 1929-1931, l'ormai Maestro Rosiello, imponente figura dal volto cordiale e dall'aperto sorriso che chiaramente denotava un temperamento musicale romantico, li trascorse tra Napoli e Benevento che lo videro, tra l'altro, protagonista nei commenti musicali delle pellicole mute nel cinema "select".
Con lui i Maestri: Italo Cammarota - violino; Vincenzo Greco - violino; Todeschini Gogliano - violino; Alfredo Salzano senior – clarino; Vitolo Fasoli – clarino; Cosimo Arturo Zitani, Cosimo Iasiello e Vincenzo Testa - voci. Nel 1933, diresse l'orchestra di Patrasso e in Grecia portò al successo una compagnia operistica ed operettistica e, da allora, iniziò l'ascesa artistica.
Tornato a Benevento, sposò l’insegnante elementare Elena Iervoglini, dalla quale ebbe l'unica figlia Anna Maria, si dedicò ad attività corali che, per la qualità dell'esecuzione e per il numero eccezionali delle voci suscitė il vasto eco. Giacomo Puccini il "romantico", fu il suo punto di riferimento e allorché si trattava la "musica Pucciniana", il suo animo spaziava in cieli infiniti e comunicava a tutti le grandi emozioni di artista. "Mimì", "Manon le scaut", "la Boheme", "La fanciulla del west", "Madame butterfly", "Tosca", erano le opere particolarmente vicine al nostro maestro Pino che non perdeva occasione, di estasiare, ora nella Villa Comunale o in piazza Roma il colto auditorio beneventano, alla guida della Banda di Benevento.
Diresse, nell'anno 1947, il Concerto di Chieti riscuotendo enormi successi nelle lunghe Tournèe per l'Italia. Poi nell’anno 1949 fu chiamato a Recanati, dove diresse la banda ed il concerto di Beniamino Gigli, il tenore, di cui Pino Rosiello divenne immediatamente l'accompagnatore ufficiale. Tra il grande maestro ed il grande cantante si instaurò un rapporto di profonda amicizia e così tra le rispettive famiglie. I notabili dell'epoca, i musicisti, solevano trascorrere le serate in casa Gigli per ascoltare intimamente i ripassi più famosi dei due artisti: "Mi par d'udir ancor", dai "Pescator di perle", e di tenere lezioni al soprano Anita Cerquetti, ma, nonostante il grande rapporto di amicizia, Beniamino Gigli non riuscì a convincere Pino Rosiello a seguirlo in una serie di concerti, infatti, tornò nel 1954 alle sue bande: Squinzano, Montefalcione e Conversano, e nel 1965 ancora a "Squinzano ed ancora a Montefalcione".
Benevento lo ha premiato più volte: "Bacchetta d'argento" anno 1953. A Roma invece, il Principe Ernesto Baringer in nome dell'Accademia mondiale degli artisti e professionisti, "Maestro Accademico". Le città di Vieste e Conversano gli tributarono onorificenza e medaglie. Insegnante, seppe inculcare in tanti allievi, che lo divorava: "La Musica!!". Compositore di grande sensibilitą, ricordiamo: "Diva", "Mirka", "Gondola", e un patrimonio di composizioni per bande e suonate per orchestra e pianoforte. Una grande commozione mi pervade allorché ripenso ai frequenti, entusiastici incontri che il Maestro Pino Rosiello teneva per armonizzare le composizioni di mio padre: "Dimme!", "Chitarra malinconica", "Amore antico", "Nennella pacchianella", cantate da Tullio Pane, da Mario Abbate, da Andrea Principe, da Tullio Zitani, e da Romolo Fiore.
La musica a Benevento vede nel Maestro Pino Rosiello un luminoso e grande protagonista da additare quale esempio alle presenti e future generazioni.

Enrico Salzano

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