Apprezzato dal pubblico e dalla critica
Vittorio Marsiglia, macchiettista al Calandra
Spettacolo della promoarte, ripreso da TV7 e moderato dal giornalista Alfredo Salzano


Niente giacca a quadretti, né bretelle rosse su camicia bianca ma, solo con la sua chitarra, appare, carismatico, con la solita verve, dinamico e con quel suo sorriso da “cuffiatore” per il sollazzo del pubblico del “Calandrache lo accoglie con uno scrosciante ed interminabile applauso. Vittorio Marsiglia,erede di una tradizione comico-popolare evidenzia, la sera del 26 Febbraio, la ben nota mimica facciale in “I due gemelli”.
“…Mm’hè fatto dduje gemelle/ belle, belle, belle, belle…/ ò maschio
e ‘a femmenella/belle, belle, belle, belle…/ ’o guaglione, brutto comm’a che!/ ’A guagliona, cchiù carogna ‘e te!”.
Nel parterre, figurano musicisti, fans, amici storici, tutti però con i loro amarcord, sin dal pomeriggio il contrabbassista Luigi Gramazio, Tonino Itro, sassofonista, il bluesman Domenico Scrocco, Silvio Sorgente, sax alto, l’attore Lamberto Ingaldi… Pungolato da Alfredo Salzano, Carlo Missaglia, coautore con Marsiglia dellapiccola antologia della macchietta,è prezioso allorché racconta: ”l’origine della macchietta e le linee guida, i tracciati che bisogna seguire nel momento che si vuole trattare l’argomento “Macchietta”. Non canzone comica, buffa a doppio senso, né canzone allegra o spinta, ma solo Macchietta…”.
Elegante, disinvolto, ironico a tratti sferzante, fine dicitore - alla Murolo– Marsiglia,tra una maschera e l'altra, racconta la sua “Canto malinconico parole meste di un amante deluso, ma soprattutto ingannevoli: cominciano tutte con un’apparenza osè,ma poi si trasformano strada facendo, e diventano il racconto di una tristezza maliziosa”.
”…oculato…son stanco e brocioculato/ son stanco e bruciato…/ canterò malinconico e sto can…to/ la consolerà…/ uo uo uo uo uo uo uo uo uo  ououo”.
Naturale, credibile, burlesco, a suo agio, racconta poi del “canto raffreddato del protagonista, lui parla di acuti e di note, ma è evidente che in realtà abbia in testa ben altro”.
”…Ho spruzzato la chitarra/ di colonia di Cotj/Quanno m’esce a nota acuta/ Carulì,haie che sentì!/ Io prima tocco il mi/ poi dopo vado a re,/ e quando arriva a fa/ dint’o canto, dint’e nnote, /dint’a voce…doce…doce…/ Carulì/Il profumo del mio canto/ fino a lloco adda’ saglì./ Eccì…Eccià…Salute!/ Grazie”.
L’esplosivo spettacolo che continua con esilaranti storie di ordinarie disavventure vede l’”intrusione” di un Gigi Giuliano organizzatore della kermesseche, lasciati i panni di avvocato, indossa facile facile quelli di un indolente soggetto che non lascia scampo alle sue istanze e così l’attore comico è costretto a cantare, a modo suo, un inglese scompigliato, infarcito di godibili giochi di parole scalcagnate, nonsense, e altre non proprio leggere. Vittorio Marsiglia, simpatico istrione al Calandra, insuperabile nell’affrontare i ruoli più impegnativi anche grazie alla confidenza instaurata con il pubblico.
”…’Sta ragazza che ho trovato/ è ‘na cosa ‘a stravedè…/ E po’ po’ – te te –tèè mammà mà/ Cierte ccò – cierte cose belle che non tiene tu/ Nfru.”

Enrico Salzano

* Omaggio a Vittorio Marsiglia protagonista della musica a Benevento

Torna all'indice