Un anno fa scompariva l'amico de "The Marines"
Mino Reitano, l'interprete dalla prorompente vitalità

Ho sentito il suo canto, le sue capacità recitative, per tanti anni e mi è piaciuto sempre. Sono intenditore di musica, specialista, e so capire quando una cosa è spontanea o costruita.
Mino Reitano ha tentato, riuscendoci, ad esprimere la sua visione musicale che è rimasta impressa nell’animo di persone comuni e di gente famosa, tutti però con le loro storie. Egli ha incarnato, come pochi, la figura media di un’epoca italiana, portando nel mondo della canzone, pagando di persona, le debolezze e le virtù, l’intelligenza e i provincialismi. Maltrattato dai critici “colti”, imparò sempre qualcosa, in quanto personaggio unico, vero.
Conobbi Beniamino (Mino), professionale fino all’ossessione e ostinato come un calabrese, in occasione del “2° Festival della canzone”, tenutosi al Massimo il 7-8 maggio del ’62 dove, accompagnato dalla “Reitano and his brothers”, orchestra diretta dal prof. Franco Reitano (organo e voce) concorse con “Canzone mia” di G. Sica – F. Reitano, due brani interpretati con voce suggestionante e tecnica non comune, dal diciottenne di Fiumara Calabra. Sostenuto dai virtuosismi di Antonio Reitano, tenorsassofonista, propose anche “Twist time” (Unadiben – F. Reitano) che scatenò, letteralmente, la sonnolenta platea. Qualcuno ballò fra le fila di poltrone.
“…Ti saluto TWIST/ benvenuto TWIST/ questa è la tua ora/ questo è il tuo momento/ tu svuoti tutto e tutti:/ nessuno sa resistere TWIST TIME./ Oh, TWIST oh, TWIST oh, TWIST oh, TWIST, TWIST, TWIST, TWIST oh, oh, oh, oh, / l’ora del TWIST…”
Mino Reitano non vinse quel festival, ma lasciò un forte ricordo della sua prorompente vitalità artistica e la solenne promessa che ci saremo rivisti per fare musica. All’enfatico personaggio piacque molto il Complesso “The Marines” dei fratelli Pino ed Enrico Salzano che, nel fuori programma, presentarono una schiera di voci nuove e “vecchie”. Mino Reitano apprezzò anche le composizioni: “Acqua... Acqua…Fuoco…Fuoco!” di E. De Rimini -  G. Giuliano; “Se tu mi guardi”, versi e musica di Pino Salzano e “Fenestella ‘e Marechiaro” di A. Esposito – A. Salzano. Ormai un forte legame lo legava ai musicisti beneventani.
In Germania, inizialmente, fece rock and roll con i “Quarrymen” che poi erano i “Beatles”. Tornato in Italia partecipò, nel 1966, al Festival di Castrocaro e al Festival di Sanremo edizione 1967 con “Non prego per me” di Mogol – Battisti. Ma i suoi grandi successi, targati 1968, restano: “Avevo un cuore” di Nisa – A. Salerno – F. Reitano – M. Reitano e “Una chitarra cento illusioni” (Nisa – F. Reitano). Nel ’71 vinse “Un disco per l’estate” con “Era il tempo delle more”, un italianissimo brano composto da Nisa – F. Reitano – M. Reitano. Una carriera invidiabile, che non cambiò assolutamente l’animo del buon ragazzo di Fiumara. Nella seconda metà degli anni ’70 compose le colonne sonore di molti film che non vennero apprezzate dalla solita critica “colta”. Dotato di voce possente che impostava anche quando non necessitava, approdò nel 1988 a Sanremo dove presentò la patriottica “Italia”, scritta da Umberto Balsamo e che avrebbe dovuto cantare, qualche anno prima, Luciano Pavarotti, classificandosi al 6° posto. Regolarmente bersagliato dai critici, Reitano ottenne, invece, con la sua interpretazione di trasporto melodrammatico, oltre un milione di schede del Totip. “Italia, Italia, di terra bella e uguale non ce n’è”. Sanremo ’90, però, gli voltò le spalle allorché portò “Vorrei” di Cristiano Malgioglio. Eliminato due anni dopo con “Ma ti sei chiesto mai”, ritornò nella città dei fiori soltanto dieci anni dopo con “La mia canzone” di Panella – A. Paoletti – Mino Reitano, dove ricevette poca considerazione.
Sai, c’è una ragione di più/ per dirti che vado via./Vado e porto anche con me/ la tua malinconia…”
Nel 1982 Mino Reitano cantò al Gran Hotel Minieri con “The Marines” composto da Alfredo Salzano, batteria; Giuseppe Marlon Salzano, percussioni e voci; Roberto Fallarino, tastiere; Giulio Boniello, basso elettrico. Arrangiamenti e direzione di Pino ed Enrico Salzano. Conduzione di Lino Trotta. Riprese TV 7 – Antenna Benevento International. Michele Pietrovito, audio e luci. Regia di Mario Del Grosso.
Quanti ricordi…tanti anni di musica e non sentirli…Enrico, che dici?...Ho lavorato tantissimo ma ho sempre inseguito un mio progetto…Chissà, se sono riuscito a realizzarlo!

Enrico Salzano

* Omaggio a Mino Reitano, campione del bel canto all’italiana.

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