Andrea Principe: una voce per tutte le stagioni

Andrea Principe può ritenersi uno dei pochi che sia riuscito a guadagnarsi un successo al di là delle mode musicali, poiché con la sua voce si è imposto su ogni tipo di pubblico, che intravede nel suo repertorio una specie di "ricetta magica" che lenisce l’animo.
"Un brano fa per me solo se contiene qualche cosa che è legato alla mia personale esperienza; diversamente, fatico ad interpretarlo".
Nato a Benevento nel 1932, dopo le immancabili esperienze in localini e in sale parrocchiali, Andrea studiò con il maestro De Bellis presso il Liceo Musicale di Benevento. Nel ’54, dopo un periodo di tirocinio, forte delle sue convinzioni e in possesso di una voce naturale e immediata, partecipò e vinse il premio "Ninfea D’Oro" e una scrittura con L’Orchestra di Radio Torino, diretta dal maestro Ceragioli.
"Il successo ottenuto nel corso di quei tre indimenticabili mesi, mi convinse definitivamente che dovevo continuare a cantare".
"Fu un periodo duro quello di Torino e Milano?"

"Si, durissimo! Oggi è tutto pianificato, mentre in quei tempi si conduceva una vita incredibile: sempre in giro per tutta la Lombardia, Piemonte e tante altre regioni…Così mi feci le ossa come si conviene".
E come si conviene cantò: "Serenata celeste", "Me so’ ‘mbriacato ‘e sole", "Nu’ quarto ‘e luna", "Accarezzame", "Te voglio bene (tanto tanto)". Con l’invidiabile presenza scenica, Principe fu l’interprete prezioso anche del genere "italo-napoletano".
"Si dice che poco niente importa per te l’origine di un brano".
"Cerco di reinterpretarlo con una nuova veste, con uno spessore più drammatico, più umano".

Conversiamo entusiasticamente, mentre il giradischi rimanda la voce di Andrea Principe in "Fenestella e Marechiaro", di A. Esposito — A. Salzano, "lanciata" in occasione del II Festival della Canzone, con straordinarie capacità tecniche. Schiacciando poi il tasto verde del "Geloso", ascolto una grande quantità di materiale estremamente interessante ed eterogeneo, inciso da "The Marines", dove si colgono riadattamenti di successi vecchi e nuovi tra i quali "Smile", "Magic moment ", "La vie en rose", "La più bella del mondo", Granada e "Chitarra malinconica" di E. De Rimini — A. Salzano, che "una voce per tutte le stagioni" portò alla napoletanissima manifestazione "Portacapuana ‘n festa", accompagnato da un’orchestra composta da ben cinquanta elementi.
"Sono soddisfatto della mia carriera artistica…tantissimo! Ho cantato accanto a Mario Abbate, Sergio Bruni, Nunzio Gallo, Luciano Tajoli, Tullio Pane, Luciano Rondinella, Mirna Doris, il maestro Aterrano e con… Sono apparso in tv con Michele Cucuzza, in "La vita in diretta"; "Piazza Grande" di Magalli, dove cantai "Nel blu dipinto di blu" accompagnato dall’orchestra del maestro Mazza e su Rete quattro in "La domenica del villaggio"."
Uomo sensibile e di grande bravura è Andrea Principe, che con semplicità mi confessa: "Quando ho scoperto di saper cantare ho immaginato che potevo rendere felice la gente e oggi ne ho la piena convinzione, ma non posso dimenticare di ricordare e ringraziare le figure dei maestri Italo Cammarota, Alfredo Gramazio, Raffaele Russo, Vitolo Fasoli, Geppino De Masi, Pino Salzano, "Gli amanti della musica" e il complesso tipico "Momento napoletano" con il quale tuttora svolgo l’attività artistica".
Qualcuno immagina che avere dei riconoscimenti sia importante per poi cullarsi e vivere di rendita, ma Andrea Principe si considera sempre alle prime armi ed è per questo che il suo libro è ancora da scrivere.
Sona chitarra mia/ Sciuoglieme tu, ‘stì ‘ppene!/ Sona chitarra mia,/ dille c’à voglio ‘bbene./ Stanotte, sulamente,/ famme sunnà cu ‘tte;/ adduormeme ‘stu core,/ adduormele cu ‘tte. (E.De Rimini — A.Salzano)

Enrico Salzano

* Omaggio al fraterno amico Andrea Principe e alla sua famiglia.

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