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Il
maestro Popi Fabrizio
Il maestro
Popi Fabrizio ai microfoni di "TV 7"
Cera
una volta "Lautunno sannita", leggendaria manifestazione
artistico-musicale inneggiante alla vendemmia; la "Piedigrotta
beneventana" coinvolgente e turbinosa; "Il carnevale
beneventano" con i carri allegorici e le gioiose composizioni;
"Concorsi di voci nuove", "Feste rionali", "Festival
di Benevento", che scovarono tanti eccellenti,che
poi hanno caratterizzato la scene musicale della nostra città.
Poi il silenzio.
Oggi, invece, il "BENgio Festival", il concorso per giovani
interpreti e cantautori giunto ormai allottava edizione, grazie
al coraggioso maestro Gigi Giuliano, che si avvale della presenza
di Popi Fabrizio, quale direttore artistico.
Popi Fabrizio, firma di prestigio della musica e talent scout,
nasce artisticamente nel settembre del 1969, allorché, studente
in architettura al quarto anno, firmò il primo contratto discografico
con lallora "CBS" (oggi SONY). Linizio
fu fulminante, tanto che la sua prima composizione, "Malattia
damore" interpretata da Donatello, conquistò
il primo posto nella hit parade della vendita dei dischi. Lavorò
con il fratello Maurizio, musicista, compositore e direttore dorchestra,
laccoppiata risultò straordinaria. Ma nel 1970 al Festival
di Sanremo, dove figurava tra gli artisti, capì che il suo
vero posto non era in prima linea, ma dietro il palco. Abbandonò,
quindi, la carriera artistica per quella di produttore e, mentre suo fratello
continuava scrivere alcune tra le più belle canzoni della nostra
musica leggera, si dedicò alla ricerca di nuovi talenti e artisti.
E con Maurizio, suo fratello, e Giancarlo Lucariello, ex produttore
dei Pooh, lanciarono Viola Valentino, Riccardo Fogli e Miguel
Bosè. Diventò, nel 1986, direttore artistico della Polygram
dove, oltre a due dischi di Zucchero ("Oro, incenso e birra"
e "Rispetto") e uno di Fabio Concato ("Giannutri"),
creò due nuovi artisti, Rosanna Casale e Biagio Antonacci.
Nel 1990, lavorò alla BMG ARIOLA (oggi BMG-RICORDI),
sempre con il ruolo di direttore artistico finalizzato alla scoperta di
nuovi artisti; e questa volta toccò ai Pitura freska e alla
immensa Giorgia. Nel 1995 fondò una sua etichetta, la PPM,
e nei tre anni successivi diede il via a nuovi fortunati progetti, tra
i quali, i più concreti, portano il nome di Leandro Barsotti,
"I ragazzi Italiani", e Lisa, classificatasi terza
al Festival di Sanremo 1998. Attualmente il suo impegno è rivolto
alla fondazione di un centro di formazione che rappresenti veramente per
i giovani il punto di lancio per la loro attività nel settore dello
spettacolo, sia come artista che come manager.
Laltro giorno lo abbiamo incontrato nel foyer del "Calandra".
Ultima giornata di preselezioni dellottava edizione del BENgio
Festival. Ci ritroviamo con il "guru" della manifestazione ,
il direttore artistico Popi Fabrizio. Già da stanotte sarete al
lavoro per tirare fuori i 12 finalisti che parteciperanno allottava
edizione di questo festival. Iniziamo a parlare di queste tre giornate,
con qualche anticipazione, e poi parliamo dei primi successi.
"Per quanto riguarda questa edizione, come al solito il panorama
è a 360°; cè musica di tutti i generi, di tutti
i tipi, e ci sono delle cose, secondo me, molto interessanti. Adesso si
tratterà di decidere quali saranno i 12 e poi cominciare a lavorare
per ognuno di questi 12. Comunque, devo dire molto, molto interessante:
ci sono tre o quattro soggetti di cui sentiremo parlare. Così come
stiamo sentendo parlare, in questi giorni, del vincitore Valerio Di
Rocco e di Francesca Borsini ("migliore interpretazione
2001") che, finalmente, sono approdati al grande Festival, anche
se devono superare ancora la selezione definitiva. Per noi questo è
già un grande successo, perché vuol dire che la strada che
abbiamo imboccato è quella giusta, e comincia già a dare
dei risultati. E molto importante per noi, perché ci aiuta
e ci sprona sempre di più a lavorare meglio per questi ragazzi,
per dare loro una possibilità."
Quindi, attraverso Valerio Di Rocco e Francesca Borsini, prodotti
dalla "Promoarte", è stata data grande visibilità
al lavoro che avete svolto in questi anni?
"Si, senza dubbio è la molla che ci può aiutare tantissimo
a fare sempre di più per questi ragazzi. Il nostro lavoro si basa
sulla qualità, noi cerchiamo i "veri" artisti, senza
scopi commerciali, come magari fa qualche altro. Il nostro lavoro è
questo: scegliere gli artisti davvero bravi e capaci; poi, se nel destino
è scritto che diventino famosi
."
Sanremo ormai si sta arricchendo di una folta truppa del BENgio
Festival. Oltre a Francesca Borsini, Valerio Di Rocco, Alterisio Paoletti,
che è stato protagonista come direttore dorchestra allesibizione
di Mino Reitano, tuo fratello Maurizio Fabrizio, che fa parte dello staff
della Promoarte, uno dei componenti del gruppo "I Mutamente"
che hanno vinto ledizione del 1999 del BENgio Festival e Dominique
Fidanza che è una delle componenti delle "Lollipop".
"Si, è vero e questo dimostra che ciò che succede qui
è qualcosa di buono, vuol dire che si sta lavorando bene. Tutto
questo per noi è motivo da una parte di grande soddisfazione, e
dallaltra è uno sprono per fare sempre meglio per questi
ragazzi."
Per concludere, nei prossimi giorni ci troveremo anche per parlare
di altre iniziative.
"Si, stanno partendo tutte, nel senso che adesso chiudiamo la fase
delle audizioni; ci è capitato tra "capo e collo" il
Festival di Sanremo, del quale certamente siamo contenti, ma non dimentichiamo
che stanno iniziando i casting per la compagnia stabile, i musical per
lanno prossimo, uno è già in programma e andrà
in scena tra breve e un altro a fine anno; Maurizio, mio fratello, sta
lavorando su unaltra idea molto interessante. Quindi si è
messo in moto definitivamente il meccanismo che deve fare di questo teatro
(lauditorium Calandra) quello che io avevo già detto tempo
fa, cioè una fucina, un laboratorio per la ricerca di grandi personaggi
e grandi talenti".
IL MAESTRO POPI FABRIZIO, VERO ARTEFICE DEI SUCCESSI DEL "BENgio
FESTIVAL", ENTRA COSI A PIENO TITOLO NELLA ROSA DEI PROTAGONISTI
DELLA MUSICA A BENEVENTO.
Enrico
Salzano
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