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Tullio
de Piscopo, batterista dal ritmo incandescente

"È
con entusiasmo e stima che Benevento accoglie fra i protagonisti della
musica il maestro Tullio De Piscopo, il batterista percussionista,
figlio del mai dimenticato Giuseppe, batterista dellorchestra
Anepeta, ma anche fratello di Romeo, raffinato batterista
jazz".
"Ciao guagliù!!!" improvvisamente esclama, mentre
mi gratifica con il suo sorriso e il faccione bonario, che indirizza,
però, anche ad una band, questa volta non musicale, ma di giovanissime
che lo assediavano sin dal pomeriggio, lanciandogli: "Tullio sei
unico!" "Sei il migliore!" "Tullio
Tullio
Tullio".
"Dai, fammi lautografo!". Addirittura una sventolona dai
capelli rossi: "Dai! Qui
sulla camicia!". Ma, alle pretenziose
teenagers si aggiungono anche gli adulti.
Poi, grazie alla presenza di due agenti, lintervista riprende. "La
musica unisce
".
E De Piscopo: "È vero! È il ritmo che ci unisce.
Il ritmo e la musica non hanno dialetti
È un linguaggio universale.
Però cè anche Napoli, questo centro che è mediterraneo
ma che si sposta: Brasile, Oriente
Certo tu mi capisci
Suoni
la batteria".
Intanto, mi accorgo che il geniale musicista sprizza energia e sono certo
che nella musica cerca il divertimento assoluto, vero, con una grande
carica, convinto di dettare legge, come in realtà accade.
"Maestro, sei uno dei pochi batteristi che con estrema facilità
passa dal jazz ai ritmi latino-americani".
"Si! Ho imparato molto a Napoli con i gruppi che suonavano nei
locali americani, ma ascoltavo già i grandi Art Blakey, Max Roach
e Philly Jo Jones; poi ho scoperto Elvin Jones e quindi Tony Williams.
Questa era la scala dei batteristi che io ascoltavo. Invece la musica
che mi affascinava era quella di Miles Davis quando era con Philly Jo
Jones, Paul Chambers, Red Garland e John Coltrane, oppure al posto di
Coltrane figuravano Hank Morley o Sonny Rollins. Ascoltavo anche i "Jazz
Messengers". Per laltra musica ricordo di aver conosciuto gli
africani sotto casa mia, a Porta Capuana. Cerano dei venditori ambulanti
che, dopo aver venduto i loro prodotti, tiravano fuori degli strumenti
e suonavano; io cercavo di inserirmi con un bongo o con le bacchette su
un tamburello. Era difficilissimo inserirsi in quella musica, che però
mi è rimasta dentro. Il mio linguaggio, in sintesi, è il
frutto di tanto studio e tanta ricerca nellambito jazz-rock, riportato
alla scala melodica napoletana."
Noto dei "rall" del batterista e non immagino perché,
ma i vistosi cenni dellaccompagnatore direttore di palco
che indica lorologio e poi il palcoscenico chiariscono la cosa.
"Ciao guagliù!" E fa per allontanarsi, ma di colpo
si ferma e mi indirizza veemente: "Enrico, la musica è
vita! La musica non sciopera mai! Immagina cosa sarebbe uno sciopero della
musica
La musica è vita!!!"
Questa volta mi lascia davvero ma non senza il suo grido di battaglia:
"Ciao guagliù!"
11 settembre 2005 Festa di S.Maria della Pace ore 21.30
circa: "Tullio De Piscopo in concerto" si apre con una sua composizione,
con molteplici fasi di grandissime evoluzioni. Il suo stile è riconoscibile
fin dalle prime battute; il ritmo incandescente si sposa alla passionalità
primitiva; ottimo mix fra potenza e sound. Poi, mister "Io sono il
tempo", accompagnato da una band deccezione: "Pummarola
blues band", cede la batteria al nipote, ma per passare al microfono
e solo dopo aver incitato la folla con i suoi "Yeaaah!"
passa ad "Andamento lento", "Cafè dò
sole", "Stop Bajon", "Jastao", "O Sarracino",
"E fatte è sorde", dove batteria, basso e chitarra
viaggiano in unica strada, facendola granitica. Ma quello che sorprende
di questo scatenato personaggio sul palco, è lincredibile
attualità che caratterizza con i suoi brani: essi hanno un modo
unico di affermare il ritmo e di giocare sulle squisite sonorità.
In perfetto completo scuro, lartista napoletano, propone "Torero"
in un personale arrangiamento che entusiasmò persino Renato
Carosone. Ottima la presenza dei sax: soprano della giovanissima e
anche corista e, tenore del tastierista. Tantissimi ballano e persino
un donnone con un bambino.
"Ciao maestro Tullio De Piscopo! La tua figura resta inalterata nel
tempo per lincredibile attualità di arrangiamenti e di concezioni
ritmiche nonché per quel senso spettacolare che ti distingue da
tutti gli altri"
"Ciao guagliù"
Enrico Salzano
* Omaggio
a Tullio De Piscopo, mio amico, che sarà impegnato nella tournee
"VAI MO 2008" organizzata in occasione del trentennale
della carriera di Pino Daniele, con i maestri Rino Zurzolo, Joe Amoruso,
Tony Esposito e James Senese.
Alla grande!!
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