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Il
Maestro Giulio Paragone
Giulio Paragone
(foto d'archivio di Casa Salzano)
Teatro Comunale-
Benevento- anno 1949. Il giullare irrompe festoso nelloperetta "Il
canto delle sirene" e tra una capriola e un motteggio indirizza alla
volta degli attori gridolini di scherno. "Un successo memorabile"
scrissero. Il cast deccezione vedeva gli attori: Aristide, Mario
Romano, Paolo Ocone, Adriana Guerra, Gemma Paragone. Lorchestra
diretta dal maestro Ettore Paragone; regia di Tortora; il giullare, di
soli 7 anni, Giulio Paragone.
Giulio Paragone nacque a Benevento il 6 settembre 1942 e, ancor piccolo,
iniziò gli studi di pianoforte con papà Ettore. Ben presto,
via Girolamo Ruscelli rimase estasiata del tocco armonioso del giovane.
Intanto, già negli anni 50, la chitarra era diventata lo
strumento più emblematico del rock. Successivamente si assistette
ad una diffusione stupefacente dello strumento e, sia la chitarra elettrica
che quella definita acustica, conobbero proprio nel periodo del beat e
dei cantautori di protesta il momento massimo dei salti tecnici e stilistici.
Erano gli anni in cui levoluzione dello strumento era legato ai
grandi Eric Clapton, Jim Hendrix, Bob Dylan. E, se anche non tutti erano
considerati tecnicamente perfetti, resero la chitarra strumento universale,
il giusto compagno per tantissimi giovani che in tutto il mondo si esprimevano
con la musica. E, la pienezza dellaccompagnamento e laffascinante
timbrica della chitarra, convinsero Giulio ad affiancarla al pianoforte.
Tutto accadde poi per caso, nel clima freddo di quellinverno fine
anni 50, allorchè Raffaele Scala, cantante, propose a Pino
Salzano di preparare un lavoro musicale, loperetta "Abeti sulla
neve".
"Unoperetta?" chiese stupefatto il quindicenne Pino.
"Beh, una bella operetta!" rispose entusiasticamente Raffaele.
"Insomma, devo creare unorchestra e lavorare per unoperetta?
E impegnativo!" Ma Pino, tentato, riprese: "Ho bisogno,
organicamente, oltre alla mia fisarmonica e della batteria di mio fratello
Enrico, anche di un piano e di una chitarra". E la scelta cadde sullamico
dinfanzia, Giulio Paragone. Giulio suonò con "The Marines"
loperetta "Abeti sulla neve" che fu un successo e fu replicata
al Teatro "La Salle".
Seguì, poi, un periodo vivace e pieno di contenuti artistico-musicalit:
"Estate Morconese" edizione 1961- "The Marines": Pino
Salzano, fisarmonica, organo e direzione orchestrale; Giulio Paragone,
chitarra; Enrico Salzano batteria; Andrea Principe, contrabbasso e voce;
Michele Principe, voce; Vittoria Piccolo, voce; Tonino Tresca, comico;
con la presenza di Alfredo Salzano, sax e clarino: "Mare verde",
"24.000 baci", "Granada", "Il tuo bacio è
come un rock", "Torero", "Tu vuò fa lamericano".
Andrea Principe cambiò i versi del brano "Vienitenne a Surriento
cu me" in "Vienitenne a Morcone cu me" accattivandosi la
simpatia di quel pubblico.
Intanto, il nostro musicista, con un suo linguaggio progressivo, cominciò
a percorrere la sua strada di chitarrista puro e cristallino.
Teatro Massimo- Festival della canzone 1961
Complesso "The Marines"- ospiti- Pino Salzano fisarmonica e
direzione orchestrale, Giulio Paragone chitarra, Enrico Salzano batteria,
Andrea Principe voce. Con i cantanti: Michele Principe, Gino Mercurio,
Maria Rosaria Cappelli, Vittoria Piccolo, Pino DArienzo.
In questo spettacolo il giovane Giulio pose con la chitarra vitalità
e immediatezza condita con disinvoltura, suonando prima con il cuore e
poi con il cervello.
Teatro Massimo- Festival della canzone 1962
Complesso "The Marines"-ospiti- Pino Salzano organo, fisarmonica
e direzione orchestrale; Giulio Paragone pianoforte; Claudio De Luca chitarra;
Enrico Salzano batteria; Andrea Principe contrabbasso e voce solista.
Ospiti: Mario Abbate; orchestra "Reitano and his brothers",
con la voce di Beniamino Reitano (Mino).
Arrangiamenti orchestrali per le canzoni in gara di Pino Salzano e Giulio
Paragone.
Ricordo il pianoforte del brillante Giulio in "Nulla rimpiangerò",
in un arrangiamento tipico con la ritmica prevalente e con la fisarmonica
presente in sottofondo, apparendo per la qualità tecnica ma anche
per lo stile interpretativo raffinato e completo, soprattutto nellorchestrazione.
Menzione donore per "The Marines"; agli interpreti: Andrea
Principe, Beniamino Reitano, Gino Mercurio, Annamaria Pennella, Maria
Rosaria Cappelli, alla "Reitano and his brothers", ai musicisti-arrangiatori
Pino Salzano e Giulio Paragone.
Concerto della Canzone Napoletana- Festività Cristo Re- 1963
Complesso "The Marines" diretto da Pino Salzano, organo e fisarmonica;
Giulio Paragone, chitarra; Aldo Di Giacomo, chitarra; Alfredo Mottola,
tromba; Luigi Gramazio, sassofono; Nicola Taddeo, congas; Enrico Salzano,
batteria; Andrea Principe, voce; e lesordio del giovanissimo Pierino
De Tata.
Ore 20:30 del 24 novembre: Tullio Pane cantò "La Tarantella",
"Luna Rossa", "Funiculì funiculà", "Michelemma"
e, con il solo accompagnamento della fisarmonica di Pino Salzano, estasiò
nellinterpretazione di "Marechiare". Mentre, Andrea Principe
ottimamente propose "Fenestella e marchiare", "Chitarra
malinconica" di Alfredo Salzano, "Granada", "Giamaica",
"Munastero e Santa Chiara". The Marines: "Patricia",
"Tea for two", "The millionarie", "Mambo number
five".
Brani caratterizzati dalla potente sezione rimica: Paragone Di
Giacomo Taddeo Salzano e dai fiati del duo Mottola- Gramazio.
In "Te voglio bene assaie" Giulio Paragone sfruttò nella
parte centrale la struttura classica del brano con un elegante arpeggio
di chitarra classica.
Gli anni che seguirono furono importanti per lo strumentista che affrontò
con maturità temi musicali raffinati e completi con il violinista-cantante
Ettore Miele e con Benedetto Politi, voce solista.
Oggi abito a soli pochi metri dallabitazione del mio amico Giulio
e questo mi dà occasione per frequenti incontri, dove la conversazione
cade, indovinate un po? Ma sulla musica, naturalmente! La nostra
passione ereditaria! E proprio ieri mi ha manifestato un grande entusiasmo
per la mia iniziativa sui musicisti beneventani, incoraggiandomi a proseguire
i racconti.
Ad una mia precisa domanda circa la musica nella realtà locale,
il pianista mi ha guardato e, sornione ma preciso, ha ricordato i maestri:
Leonardo Quadrini, Italo Cammarota, Ermanno Cammarota, Pino Rosiello,
Alfredo e Pino Salzano, Alfredo Gramazio, Amedeo Romano, Raffaele Russo,
Todeschini Gogliano, Peppino Vallone, Padre Iadalese, Alfredo Mottola,
Vincenzo Greco, Ninì e Silvano Pagliuca, Vitolo ed Alfonso Fasoli,
Ugo Argenziano, Raffaele DElia, Antonio Carluccio, Luigi Palatella,
Mario Montano, Romolo Fiore, Arturo e Tullio Zitani, Stelvio Palombo,
Ettore Miele, Tonino Itro, Vincenzo Tiseo, Luigi Gramazio, Franco Tucci,
Padre Egidio Circelli, Silvio e Tonino Sorgente, ed i fratelli Timbro
Osvaldo, Franco, Enzo e Giuseppe.
Io ho ricordato il maestro Ettore Paragone.
IL MAESTRO GIULIO PARAGONE, SULLA SCENA FIN DAGLI ULTIMI ANNI 50,
E UN MUSICISTA IN TUTTO E PER TUTTO, DEL SUO TEMPO: MUSICALMENTE
DOTATO E ARTISTA GENIALE, EGLI CERCA PUNTUALMENTE NELLE MUSICA UNA PAROLA
NUOVA DA REGALARE AL SUO PUBBLICO.
TANTO LO PONE TRA GLI ECCELLENTI DELLA MUSICA A BENEVENTO.
* Omaggio
al fraterno amico Giulio, alla gentile Angela e ai suoi amati figli Ettore
e Nadia
Enrico
Salzano
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