Il Maestro Ettore Paragone

Nel 1947, per sconfiggere l’angoscia e i ricordi di lutti e rovine causati dalla guerra, un comitato di cittadini beneventani, tra i quali figuravano: Cosimo Russo, Edoardo Boccardo, Giuseppe Russo, Luigi Tresca ed Emalio Ferrara, riproposero la "Piedigrotta Beneventana", richiamandosi alle prime edizioni degli anni 1919-20-21. Essa riscosse grande successo ed entusiasmo in una cornice di luminarie e di fuochi pirotecnici. Le canzoni composte da Cosimo Caggese, Vincenzo De Masi, Mario Matassa, Vincenzo D’Agostino, su musiche di Vitolo Fasoli, Alfredo Salzano Senior ed Ettore Paragone, toccarono l’anima dei beneventani. Tra le più caratteristiche si ricordano "Tarantella zitto zitto"…., "Tarantè, stasera e vase nun s’è ddanne chiù annascuse…..ma s’è danne zitto zitto?…." musicata dal maestro Ettore Paragone.
Ettore Paragone, nacque il 18 aprile 1905 a Benevento e, già da giovanissimo, iniziò gli studi musicali. Pianista e contrabbassista, si distinse subito per il forte e volitivo carattere. Direttore d’orchestra di musica leggera ed operettistica: "Il canto delle sirene" di Petri, tenutasi al Teatro Comunale di Benevento, nel 1949, lasciarono tra gli appassionati forti emozioni e larghi consensi. Gli anni 1945-50 lo videro cimentarsi al contrabbasso, nel santuario della Madonna delle Grazie, in toccanti esecuzioni di musica sacra: "L’oratorio di Natale" di Bach e nella Chiesa di S.Anna nella struggente funzione "Tre ore di agonia" "Passioni" di Bach e i solisti Todeschini Gogliano violino, Vincenzo Greco violino, Padre Egidio Circelli organo, voci Cosimo Arturo Zitani e Vincenzo Testa.
Superba la conduzione dell’orchestra del "Festival di Benevento", al Teatro Massimo nel 1960.
Sul podio in piazza Risorgimento, nel 1960, la nutrita formazione orchestrale fu diretta dal maestro Paragone, magistralmente suonando un repertorio di canzoni napoletane e dei classici di musica internazionale che mandò in visibilio il folto pubblico. I concerti, per pianoforte e voce, con la bella ugola di Silvano Pagliuca, erano appuntamenti che il forbito auditorio non si lasciava mai sfuggire. Tecnica ed espressività erano le caratteristiche fondamentali del nostro musicista. Giuseppe Verdi era il suo punto di riferimento: "Il Trovatore" lo affascinava, "L’Otello" lo stregava, "La forza del destino" lo esaltava. Tanti i suoi allievi, fra questi ricordiamo: Luigi Gramazio — contrabbasso, Luigi Palatella — canto, Mario Montano — canto, e suo figlio Giulio, pianoforte.
Gli strumentisti: Raffaele Russo fisa-piano, Silvio Sorgente sax, Alfonso Fasoli chitarra e batteria, Luigi Gramazio sax-contrabbasso, Vitolo Fasoli clarino e sax, Ninì Pagliuca chitarra classica, sono apparsi più volte nelle sue formazioni orchestrali.
La città di Benevento gli tributò attestati di benemerenza artistica: "Premio di compositore musicale", mentre la città di Nocera inferiore: "Pomo d’oro" per il brano "Tarantella zitto zitto" anno 1968. Il mio ricordo, di Don Ettore va, in particolare, alla creatività delle sue opere geniali, fresche: "Muore tu …nuie vulimme campà", "Giudiziosa? E già", "Malandrino", "Nun me vvuò bbene", testi di Vincenzo De Masi. "Dint’a a’ nuttata", "nnammurato ntussecuso" con Lorenzo Celegato "Il poeta". Una raccolta preziosa, di questo emblematico personaggio, interpretata da Cosimo Arturo Zitani, Tullio Zitani, Salvatore Zitani, Romolo Fiore, Mario Montano, e Luigi Palatella.
Fin qui il cammino del maestro Ettore Paragone, immortalato, però, nella musica a Benevento quale protagonista.
*Un omaggio al mio fraterno amico Giulio Paragone.

Enrico Salzano

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