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Quella
sera che incontrai Tullio Pane

Tre lunghissimi
autorevoli colpi di campanello annunciarono la pattuglia capitanata dal
barbiere Certosino, dal sacerdote Domenico Miraglia e da
don Camillo Del Prete, che sinerpicò raggiungendo
velocemente il mio appartamento sito al secondo piano di quel palazzo,
dallesterno chiaro, di via Posillipo. Laccogliente salotto
accolse Tullio Pane, oggetto di mille attenzioni del suo amico
Certosino: "Tullio, gradisci un caffè o preferisci
uno strega? Ti vuoi rinfrescare?".
Ma il cantante, reduce dai trionfi sanremesi con "Buongiorno
tristezza" e "Il torrente", rispose
con un bel sorriso; poi, pizzicando energicamente la guancia dellamico
a mò di ringraziamento, si guardò intorno interrogativamente:
"Vorrei parlare al direttore dellorchestra". Ma
prima che il diciottenne Pino Salzano potesse aprire bocca, il
solito Certosino esplose: "Tullio, Tullio! Eccolo!".
E quasi spingendo lo sbigottito Pino continuò: "Vedrai
che portento questo giovanissimo che, con la sua valida formazione orchestrale,
onorerà la festa di Cristo Re". Questa volta linterprete
di "Pusilleco nsentimento" e di "Suonno
dammore" esplicitamente lo zittì tra i sorrisi
dei presenti e autorevolmente: "Allora Pino, vogliamo provare?".
Lorologio che pendeva dalla parete damascata, segnava le 21:00,
allorché con soddisfazione di Tullio Pane e del complesso
"The Marines" finirono le prove. "Maestro, adesso
mi sento sereno
tranquillo per affrontare il pubblico! Così
non andranno deluse le aspettative dei tantissimi ammiratori ansiosi di
ascoltare "Marechiare", "Michelemmà",
"Funiculì funiculà", "La tarantella".
Così il soddisfatto Pino Salzano.
Ma io non lo ero affatto e non sorridevo come Tullio Pane, oberato
comero a smontare la batteria che rimontai con il supporto di Luigi
Gramazio sul palco in corso Dante. "E importante, Enrico,
il tuo ruolo con lo strumento ma anche con il tamburello in "Michelemmà"
e "La tarantella"
Come sai lesecuzione si
basa proprio sullo scandire del ritmo". Lultimo avvertimento
del pupillo del maestro Anepeta mi folgorò.
Il concerto di Tullio Pane di quel lontanissimo 1963 è ricordato
da tanti come un vero e proprio successo, che non finì in piazza
ma a casa del simpatico Certosino, dove continuò con panini
imbottiti e vino bianco, mentre il tenore napoletano e il Beneventano
Andrea Principe, accompagnati da Pino Salzano (organo e
fisarmonica); Enrico Salzano (batteria e voce); Aldo Di Giacomo
e Giulio Paragone (chitarre); Nicola Taddeo (congas); Luigi
Gramazio (sax) e da Alfredo Mottola (tromba) scrivevano la
colonna sonora dellalba del nuovo giorno.
CHE GIOIA QUELLA SERA CHE INCONTRAI TULLIO PANE!
Enrico Salzano
* Omaggio alla famiglia
Pane
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