Katia Panarese

Katia Panarese può cantare blues, gospel songs, rithm and blues, rock’n roll, musica pop e… Ma Katia non si è lasciata condizionare mai da nessuno stile, perché proprio lei ne ha creato uno con la sua voce superba e talvolta enfatica.
"Un brano diventa mio soltanto se appartiene alle mie esperienze di vita, diversamente non riesco a cantarlo, assolutamente!" Infatti le sue interpretazioni sono semplicemente emozionanti.
Cresciuta in ambienti musicali con la madre Claudia Iele, cantante, e il papà Pierino, chitarrista, acquisì un particolare carattere musicale, ma le prime esperienze indipendenti le ebbe con Dream music, di Geppino Miresse, in locali e sale da ballo.
"La voce di Katia Panarese è naturale, semplice, immediata, con un ottimo controllo della respirazione. Ma al di là della tecnica, quello che stupisce è la sua convinzione". Questo il mio giudizio dopo l’audizione con The Marines, quando interpretò "I will always love you" e "Unforgettable".
Il periodo che va dal 1997 al ’99 può essere considerato il più significativo per la cantante. Piazze e locali le aprirono le porte, tantissimi concerti ben preparati evidenziarono il suo soul spontaneo, impreziosito dagli arrangiamenti di Pino Salzano (piano e tastiere) e dal colore della band, formata da Enrico Salzano, percussioni e voce; Alfredo Salzano, batteria; Giuseppe Marlon Salzano, basso elettrico e voce. Pregevoli le rielaborazioni di "Funky gallo" (Zucchero); "Non dimenticar" (Nat King Cole) e "It’s raining" (Randy Crawford), brano che portò anche al BENgio Festival-Seconda edizione.
"La sua voce può essere di seta oppure con forti accenti funky". Così Pino Salzano, nel presentarla in occasione di un concerto, per pochi intimi, a Colle Sannita dove, con il suo bel viso, cantò splendidamente "One moment in time", "The greatest love of all" e "Waiting to exale". Infine, l’entusiastico commento del sindaco: "Non c’è nulla che lei non possa cantare!", mentre la musica in sottofondo ritornava con "Unforgettable", per ricordare la grande Dinah Washington.
"Molti mi dicono che devo continuare a cantare e tu per primo, ma devo badare alla mia amata famiglia", mi confessa Katia, mentre tenta di fermare quella peste di bambino che armeggia con una ceneriera di cristallo. "Hai visto, Enrico? Come posso riprendere a cantare con queste responsabilità?" Cerco di ribattere, ma la cantante dalla voce superba e talvolta enfatica, riprende: "Credo che tu stia scrivendo una grande opera per tutti i talenti musicali della nostra città, ma se è vero che non hanno avuto spazio per farsi valere, oggi ti sono grati poiché accendi su di loro tutte le luci della ribalta. Grazie, Enrico!"
Summer time… an’the live in ‘is eas y fish are jump in’… but til that morn in there’s a noth in’ can harm you whit dad dy an’mammy (Gershwins-Heywards)

*Omaggio a Katia Panarese, mia amica.

Enrico Salzano

Torna all'indice