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Che notte quella notte!
Dietro le
quinte i cantanti, aspettando il loro turno, davano lultimo tocco
al papillon mentre le donne si stringevano per evidenziare il vitino di
vespa; cera anche chi ripassava ilo testo della canzone in gara,
chi amoreggiava con il pianista e chi con il fotografo. "Adesso
basta! Farò interrompere la manifestazione immediatamente!"
minacciò il funzionario di turno, spalancando la porta del
camerino del Teatro Massimo, sorprendendo così le coppie. Povero
Edoardo Caselli, al quale non bastò un solo fazzoletto per
asciugarsi il sudore e riportare la pace agli spiriti colpiti dal "Virus
Cupidi". Caselli presentò, non poco turbato, "Canzone
mia" (Sica-Somma) per la voce di Beniamino (Mino)
Reitano, proponendosi ottimisticamente per il prosieguo. Ma spesso
lo spettacolo vero, si dice, si tiene nel retroscena. E così fu!
"Rita Pastonchi è impegnata a Fiuggi! Chi interpreterà
"Fenestella e Marechiaro"?" Ancora una iattura calò
sul presentatore-regista-organizzatore del "Secondo Festival della
Canzone" del 7-8 maggio del 1962. Ma in suo soccorso venne il
compositore Alfredo Salzano che propose per il suo lavoro, su versi
di Antonio Esposito, la voce di Andrea Principe. Il sollievo
non durò: si assentarono, infatti, il maestro Cosimo Minicozzi
e il tenore Tullio Zitani, elementi di spicco della musica a Benevento;
il gruppo delle vallette di Battipaglia e, allultimo momento, persino
il
notaio non si trovava. Intanto, come ricorda un articolo dellepoca:
"Nel backstage aumentava a dismisura la confusione per le operazioni
di voto"; "un vero e proprio mercato della compravendita; "si
lodano le composizioni e si accusa la mancanza di unorganizzazione
davvero valida". Infine, gli organizzatori dietro le quinte,
con il regista e i soliti maneggioni, diedero vita ai consueti litigi:
chi urlava, chi chiedeva spiegazioni, chi protestava, chi chiedeva addirittura
lintervento della pubblica sicurezza.Che notte quella notte! "È stata u-na fol-li-a lho in-con-tra-ta per la vi-a, dis-se "Vie-ni a ca-sa mia" co-sa mai po-te-vo far? Per-ciò Te-re-sa, ti pre-go non scherza-re col fu-ci-le; far co-sì non è gen-ti-le ma la-scia an-dar Te-re-sa, dai non mi spa-rar! " (Chiosso-Buscaglione) Enrico Salzano *Omaggio a quella notte |