Il ricordo di un uomo singolare
Il Maestro Vincenzo Micocci

Nel '56, con Ennio Melis, inventò il neologismo "cantautore"



Critico musicale per l’Espresso e Fiera letteraria, amò tutti i generi musicali ma particolarmente il jazz. Vincenzo Micocci, grande amico di Louis Armstrong, produsse il pianista Romano Mussolini e Nunzio Rotondo, trombettista,tra i primi musicisti bop in Italia,ma anche “Il nostro concerto” di Umberto Bindi, “Il barattolo” di Gianni Meccia, Nilla Pizzi, Edoardo Vianello, Giorgio Gaber, Luigi Tenco, Ornella Vanoni e “Una lacrima sul viso” di Bobby Solo di cui vendette più di un milione di copie.
Enzo per i tanti, a Roma, da commesso di dischi “Musica e Radio” dello zio, assurse a direttore artistico della RCA e della Ricordi. A lui e al suo amico Ennio Melis si deve,nel ’56, il neologismo “cantautore” ma in un primo momento “cantantautore”. Tra la fine degli anni ’60 e inizio ’70 mise su la “Parade” e la “IT” con le quali produsse Antonello Venditti, Francesco De Gregori, Rino Gaetano, Ron, Sergio Caputo, Fiorella Mannoia, Grazia De Michele, Paola Turci, Mario Castelnuovo.
Alberto Fortis nel ’78 dedicò a Micocci “Milano e Vincenzo”, un forte rimprovero: “Vincenzo ti ammazzerò…” che figurò in classifica.
Di Vincenzo Micocci, produttore artigiano, nomignolo che gli venne dagli addetti ai lavori, vanto una serata musicale vissuta una notte di tanti anni fa e un’immediata simpatia che si trasformò in amicizia, anche per i semplici contatti successivi. Era il tempo dei grandi Mak P 100 a Benevento, e il maestro era con Nico Fidenco, il cantante “gentleman”, presso il Jolly Hotel pronto per la kermesse studentesca dell’Istituto tecnico per Geometri. Nella camera trasformata, per l’occasione, in un vero e proprio camerino apparivano spartiti musicali aperti su due leggii e una fisarmonica abbracciata da Pino Salzano, leader dei “The Marines”, mentre Micocci e Fidenco, scoperto nel ’60 proprio dal produttore, parlottavano.
“Maestro Fidenco, i musicisti dei fratelli Salzano sono una garanzia per la buona riuscita della serata.”Stia tranquillo!” Così Mario De Marco l’entusiasta presidente della commissione studentesca. “Si! Ho sentito il complesso e non vedo motivo alcuno che al piano mi accompagni l’amico Micocci, se non per sostenere la mia voce” replicò il “gentleman” della canzone. L’interprete di “What a sky”, alto, leggermente stempiato, completo scuro, camicia bianca e cravatta lucida, dopo una pausa e uno sguardo volutamente svagato, riprese: “Necessita soltanto che ci accordiamo sulle tonalità… Enzo ci pensi tu? “Ma Pino Salzano, pianista: “Nico, ho preparato già i brani del tuo repertorio, informando il maestro Micocci, esponendoli ad arrangiamenti personalizzati; in presenza dell’ottimoEnzo Nicolella, tenorsassofonista e flautista; di Alfonso Fasoli, chitarra solista e voce, e dalla sezione ritmica organicamente composta daEnrico Salzano, qui presente, batterista e corista; dal chitarristaTonino Gioioso e dal bassista Antonio Di Pace.”
Il Mak P 100 dell’anno 1966 si tenne nel salone della festa dell’Hotel di via Perasso, oggi “President Hotel” con i “Merry Boys” formazione perfettamente a proprio agio e di estrema energia, ma solo nella prima parte, mentre a mezzanotte su un’altra pedana, Nico Fidenco, Vincenzo Micocci e “The Marines” regalarono sessanta minuti di autentiche emozioni che ancora oggi riaffiorano nell’ascolto dei lenti: “Legata ad un granello di sabbia”, “Il mondo di Suzie Wang” e per gli allegri twist “Con te sulla spiaggia” e “Se mi perderai”.

Enrico Salzano

* Omaggio a Vincenzo Micocci,insostituibile amico e straordinario protagonista della musica italiana,ad un anno dalla sua scomparsa

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