Vincenzo Micocci: se ne va un fondamentale capitolo
della musica. Nel '66 suonò con "The Marines"

Sino a qualche giorno fa soltanto, potevo contare sulla presenza del produttore artigiano Vincenzo Micocci, Enzo per i tanti che, a Roma, da commesso di dischi “Musica e Radio” dello zio, assurse a direttore artistico della RCA e della Ricordi. Alui e al suo amico Ennio Melis si deve, nel ’56, il neologismo «cantautore» ma in un primo momento «cantantautore».
Critico musicale per l’Espresso e Fiera letteraria, amò tutti i generi musicali ma particolarmente il jazz. Grande amico di Louis Armstrong, produsse il pianista Romano Mussolini e Nunzio Rotondo, trombettista ma anche “Il nostro concerto” di Umberto Bindi, “Il Barattolo” di Gianni Meccia, Nilla Pizzi, Edoardo Vianello, Giorgio Gaber, Luigi Tenco, Ornella Vanoni e “Una lacrima sul viso” di Bobby Solo di cui vendette più di un milione di copie .Tra la fine degli anni ’60 e inizio anni ’70 mise su la Parade e poi su la IT con le quali produsse Antonello Venditti, Francesco De Gregori, Rino Gaetano, Ron, Sergio Caputo, Fiorella Mannoia, Grazia di Michele, Paola Turci, Mario Castelnuovo. Alberto Fortis nel ’78, dedicò a Micocci “Milano e Vincenzo” un forte rimprovero: “Vincenzo ti ammazzerò…” che figurò in classifica.
Era il tempo dei grandi Mak P100; da allora sono passati quarantasei anni allorché conobbi Enzo Micocci che, con Nico Fidenco il cantante gentleman, figurava al Jolly Hotel, quale ospite della  Kermesse studentesca dell’Istituto Tecnico per Geometri che da li a poco sarebbe iniziata e fu subito amicizia, sì amicizia, anche per semplici contatti successivi. “Maestro Fidenco, i musicisti dei fratelliPino ed Enrico Salzanosono una garanzia per l’ottima riuscita della serata.Stia tranquillo!” Così Mario De Marco il presidente della commissione studentesca.”Si! Ho sentito il vostro gruppo e non vedo motivo alcuno che al piano m’accompagni l’amico Micocci, se non per sostenere la mia voce nelle seconde”. L’interprete di “What a sky”, alto, completo scuro, camicia bianca e cravatta lucida, dopo una pausa e uno sguardo apparentemente svagato, riprese: “Necessita soltanto che ci accordiamo sulle tonalità.Enzo ci pensi tu?” Ma  Pino Salzano, pianista:”Ho preparato già i brani del tuo repertorio, informando il maestro Micocci, esponendoli ad arrangiamenti personalizzati in presenza dell’ottimoEnzo Nicolella, tenorsassofonista; Alfonso Fasoli, chitarra solista e voce e  della sezione ritmica qui benrappresentata daEnrico Salzano, batterista e voce; Tonino Gioioso, chitarra ritmica; Tonino Di Pace, basso elettrico”.
Il MAK P100 dell’Anno 1966 si tenne nel salone dell’Hotel di Via Perasso, oggi “President” con i “Merry boys“ ma solo nella prima parte mentre, a mezzanotte su un’altra pedana Nico Fidenco con Enzo Micocci e “The Marines” regalarono sessanta minuti di autentiche emozioni che ancora oggi riaffiorano nell’ascolto dei lenti “Legata ad un granello di sabbia”, “Il mando di Suzie Wong” e per gli allegri twist “Con te sulla spiaggia” e “ Se mi perderai”.
Addio Enzo, con te se ne va un fondamentale capitolo della musica e un grande amico.

Enrico Salzano

* Omaggio al maestro Enzo Micocci

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