Luisa Micco, una voce singolare

La voce di Luisa Micco era per certi versi unica, eccezionale nella duttilità e sostenuta da una musicalità al di sopra della media. Per queste caratteristiche rimane ancora un nodo da sciogliere sul perché un’interprete, con tali capacità, non sia diventata una stella di prima grandezza. Luisa guidava e controllava a suo piacimento la voce secondo il brano affidatole: frivola e civettuola in brani allegri oppure drammatica nelle composizioni passionali. E pensare che i suoi inizi non facili, che risalgono addirittura alla fine degli anni Cinquanta, non facevano prevedere una carriera così piena di sensazioni, se non avesse avuto nel suo iter artistico il maestro Geppino De Masi. Nel ’61, Luisa "colpì" il pubblico della "Serata della Canzone Beneventana" con la semplicemente elettrizzante "Nnammurato ‘ntussecuso" di L. CelegatoE. Paragone: "Ciccillo mio, Ciccì, così voglio vestì! ‘O nnamurato mio nun vò cha ‘ggia purtà o pantaloncino. Neh, che c’è di male?"
E non ci fu niente di male quella sera del 25 settembre allorché Luisa Micco e Luigi Palatella duettarono in "Uocchie nire". Ma il 1961 si annunciava come l’anno della definitiva consacrazione del personaggio Micco. Infatti, il 18 dicembre, Luisa sempre al "Massimo" vinse il "Primo microfono d’oro — Città di Benevento", con un brano di grande esaltazione: "Chitarrata" di R. MarottiG. De Masi, conquistando a furor di popolo il titolo di "Regina della Canzone". Ricordo che un mare di fiori inondò il suo camerino. Eppure, in quel concorso Luisa Micco sconfisse voci per la quali gli esperti prevedevano una carriera musicale ricca di soddisfazioni. Il pubblico che s’interessava a lei cresceva, assistendo puntualmente ai suoi spettacoli. La cantante possedeva doti canore invidiabili e sulla scena riusciva a tenere in pugno la platea per tutto il tempo della sua esibizione. Poi, con il complesso "Luisa and The Forgers", diretto da Geppino De Masi, partì per una lunga tournèe nei migliori locali della Costa Azzurra a St. Raphael, Saint-Etienne, Nizza, Montecarlo e a Jean-Les-Pins, dove riscosse dai cugini francesi caldi e lusinghieri successi. Forte di queste esaltanti esperienze, Luisa con i suoi "The Forgers"rientrò in Italia, dove iniziò un lungo giro attraverso la penisola, toccando Nicastro, Bari, Napoli, Avellino, Benevento e tantissime altre località.
Incise per la EMG di Napoli un disco. Sorsero finanche i "Club Luisa".
Dopo tanto, sarebbe comunque superfluo continuare a descrivere come Luisa Micco abbia continuato il suo cammino negli anni successivi e di come, ancora oggi, sia considerata una della più belle voci della musica a Benevento.

Enrico Salzano

* Omaggio alla voce di Luisa Micco e al maestro Geppino De Masi, suo consorte.

Torna all'indice