Al "Massimo" con Vittorio Marsiglia

«...Certo è sempre emozionante quando rivedo la mia città... Ricordo... e sono trascorsi tanti anni, ahimè! Allora frequentavo gli studi al Collegio "La Salle" e, al mattino sin dalle sette e un quarto con i miei amici, con la scusa di andare a prendere il caffè, buttavamo più di un’occhiata alle ragazze che frequentavano il vicino Istituto Tecnico per ragionieri. Sentivo la vocazione per l'arte, ma a Benevento non vi erano possibilità, pertanto " ob torto collo" me facette 'a mappatella e mi trasferii a Napoli».
Cosí il maestro Vittorio Marsiglia, con calda partecipazione emotiva, già celebrata sui palcoscenici di tutta Italia con il suo linguaggio "in libertà". Ricordiamo i "tiempe belli" della musica con il maestro Raffaele Russo, i fratelli Pino ed Enrico Salzano, Alfonso Fasoli, Luigi Gramazio, Gigi Giuliano... La comunicazione dell'artista, dinamica, imprevedibile, la mobilità del viso, la vis comica, sono le chiavi che gli permettono di passare con leggerezza dallo scherzo alla commedia, dalla parodia alla macchietta, fino alla farsa.
Tanto é il parlare, che non noto la presenza di altri giornalisti e cameraman che chiedono a gran voce l'intervista a Vittorio Marsiglia in "Iss, essa e o' malamente”, al " Massimo", spettacolo presentato nel 1973 per la prima volta, guadagnando consenso di pubblico e di critica.
Oggi, Vittorio Marsiglia con il suo genere poetico-canzonettistico-comico-musicale, appare il giusto personaggio della Napoli agrodolce del nostro tempo.
"La sera vado al circolo, il giorno a via Caracciolo, sono il conte Mammocciolo y de Cavaturacciolo; non bado, sa, allo spicciolo: mille, duemila, che! Sono sciocchezze, iniezie! Oh, ciao, addio, marché..."

Enrico Salzano

* Omaggio all'attore Vittorio Marsiglia

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