Vittorio Marsiglia, macchiette, frizzi e lazzi


"Le sue macchiette sono semplicemente esilaranti!"
"Verseggia in italiano e in napoletano con eleganza ed ironia".
"È in possesso di una voce dai toni suadenti, che gli permette di passare con disinvoltura dal cantato al parlato".
Questi i commenti del pubblico del Calandra alla fine dello spettacolo di Vittorio Marsiglia.
"Ma avete notato quanti tipi singolari ha riprodotto su quel palco?", aggiunse un esuberante signore che, nel corso dello spettacolo, aveva strattonato per il troppo entusiasmo un vicino di poltrona.
Marsiglia, infatti, erede di una tradizione comica-popolare, su musiche agili e disinvolte, evidenzia una straordinaria mimica facciale in "M’aggia curà".
"M’aggia curà! M’aggia curà/ ‘Nmiez’a sta capa/ na cosa pesante pesante me sento. (…)
Comme me pesa sta capa, neh!/ Comme me pesa sta capa, neh!/ Aiza!/ Ched’è?/ Aiza!/ Ched’è?/ A capa me pesa, guè. (…)"

Poi, ancora del duo Pisano — Cioffi, ripropone: "I due gemelli"
"Tu sì nnata pe’ te mmaretà,/ pecchè si femmena./ Io so’ nnato pe’ me spusa a tte,/ pecchè so’ mascolo. (…)
Io benedico a mammeta,/ ca se spusaie a pateto,/ e te facette nascere/ pe’ fa felice a me (…)"

Abile nei travestimenti, Vittorio Marsiglia si ritira più volte dietro quel paravento, per riappropriarsi subito della scena allorché, con in testa un berretto gallonato, è "Il tranviere".
Cantante — chitarrista, quando lascia riposare il pianista, propone con il sostegno del pubblico: "E allora?". Verso il finale il suo spettacolo diventa più complesso fino ad esplodere in un susseguirsi di macchiette fatte di soggetti ironici e grotteschi.
Dimessi il papillon multicolore, la giacca a quadroni, il frac e la paglietta, riappare in versione sportiva, non più sotto le luci della ribalta, ma con Enrico Salzano: un brindisi, una foto ricordo e i comuni trascorsi musicali, suggellano quella sera…
Quella sera che incontrai Vittorio Marsiglia.
"Se l’uomo è timido, piuttosto ingenuo,/ la donna sa come adda fa p’o putè cogliere./ Tuccà è difficile, bacià è impossibile./ Viene a parlà con la mammà e si può concludere…
E il povero Savierio, quando è salito su,/ corredo, casa, lascito, nun trova niente cchiù/ e restano a suo carico la moglie e la mammà/ e tre fratelli piccoli ch’isso adda dà a mangià"…Nfrù, nfrù !!!

Enrico Salzano

* Omaggio al mio amico Vittorio Marsiglia - Ripropongo la serata del 2006 a richiesta dei suoi tantissimi fans.

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