Vittorio Marsiglia


Ferdinando Russo, il poeta della canzone napoletana, pubblicò su “La Tribuna”, il 18 agosto del 1925, un articolo: “Le canzoni, sia pure ben scelte e adatte alla vostra piccola voce, non sono per voi - gli dicevo una sera dopo il suo debutto, che non fu di meno una rivelazione, al Salone Margherita – Voi avete bisogno di un repertorio speciale, fatto di cose che non siano la vera e propria canzone… - e per la prima volta gli parlai della macchietta. La macchietta era, per me che l’avevo ideata, una canzonetta appena cantata e un po’ sussurrata che, serbando tutto il carattere napoletano, doveva delineare tipi, non sospirare d’amore; e questi tipi curiosi, comici o grotteschi, dovevano essere scrupolosamente interpretati. E chi me le farebbe queste macchiette? “Io!” rispose Nicola Maldacea”.
E così con i versi di Ferdinando Russo, con la musica di Nicola Valente e con le caratteristiche non comuni di Nicola Maldacea, nacque la macchietta napoletana. Canzoncine umoristiche, ironiche, grottesche, che tutti conosciamo bene grazie al duo Pisano-Cioffi, portate al successo dall’eccelso Nino Taranto: “Ciccio formaggio”, “L’hai voluto te!”, “Mazza, pezza e pizzo”, “Carlo Mazza”, “Agata”, che oggi sono state riprese con successo da Vittorio Marsiglia.
Vittorio Marsiglia nasce nel 1946 a Benevento. Dotato di una vena musicale istintiva, esprime ben presto una personalità originale ed entusiastica. Cantante-chitarrista, nei primissimi anni ’60, con i complessi “Hula-Hula” e i “Bravi”. Bassista con “I Sanniti”. Trascinante la sua voce ne “Il rock del nonno” al Teatro Massimo in occasione della trasmissione radiofonica “Il Buttafuori”, con Raffaele Russo, fisarmonica e direzione orchestrale; Alfonso Fasoli, chitarra solista e batteria; Luigi Gramazio, contrabbasso e sax; Dante Rosiello, sax e batteria. Ma rammento anche “Cicero cha-cha-cha”.
“Festival di Napoli” edizione 1968 – Vittorio presenta, con successo, “Casanova ‘70” in coppia con Oreste Lionello. Ma il suo vero grande amore è il teatro e, allontanata la chitarra, si dà al genere macchiettistico napoletano, seguendo così la strada percorsa da Maldacea, Fregoli, Petrolini, Taranto.
In “Isso, essa e ‘o malamente”, spettacolo presentato nel 1973, Marsiglia guadagna consenso di pubblico e di critica. Preziose le esperienze con Taranto, Fabrizi, Bramieri, i fratelli Giuffrè.
Mentre, per la tv, si ricordano: “Domenica in”, “Concerto per Napoli”, “Teatrino di Napoli e dintorni”. Negli anni ’80 diventa, a Canale 5, “portiere” nello show comico “Grand Hotel”. Una sua frase lo rende celebre in tutta Italia: “…E la domanda è servita, signore!” Seguono “La cena è servita”, con Davide Mengacci e in Rete 4 ritorna al “Pranzo”.
Ma il suo amore lo richiama e ripropone: “Isso, essa e ‘o malamente”.
Dal 1994 al 1996 appare con Luana Ravagnini in “Canzonando” e in “T’e perduto ll’occasione” e “Sotto chiave”. E ancora in tv in “Viva Napoli” con Mike Bongiorno, “Paperissima” e “Giorno dopo giorno” con Pippo Baudo, e ancora…
OGGI VITTORIO MARSIGLIA CON IL SUO GENERE POETICO-CANZONETTISTICO-COMICO-MUSICALE APPARE IL GIUSTO PERSONAGGIO DELLA NAPOLI AGRODOLCE DEL NOSTRO TEMPO, COME LO FU NINO TARANTO AI SUOI.
PER TALI MERITI FIGURA FRA I PROTAGONISTI DELLA MUSICA A BENEVENTO.
“La sera vado al circolo, il giorno a via Caracciolo, sono il Conte Mammocciolo
y da Cavaturacciolo; non bado, sa, allo spicciolo: mille, duemila, che! Sono sciocchezze, inezie! Oh, ciao, addio, marchè…” (Russo - Valente)

Enrico Salzano

* Omaggio al mio amico Vittorio Marsiglia.

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