"Special guest" al BENgio Festival 2005
Con Nunzio Gallo, "…Napule che se ne va"

Penso di scrivere un libro dove ricorderò i momenti belli della mia vita, ignorando quelli brutti e presenterò un nuovo album dove interpreto tutti i miei successi… Sai, sono in tanti che mi vogliono ancora sentire cantare”. Infatti, moltissimi i suoi fans sparsi nel mondo che possono ancora ascoltare la potente vocalità che, negli anni d’oro della sua carriera, intorno al 1960, ha contraddistinto la musica italiana ma non potranno leggere la sua pubblicazione né ascoltare l’ultimo CD. Nunzio Gallo, prestigioso interprete della Napoli che fu, nato nel 1928, il 24 febbraio 2008 ci lasciava orfani ‘e chelle belle canzoni ‘e ‘na vota. “…E ‘a luna guarda e dice:/ Si fosse ancora overo! /Chist’ è ‘o popolo ‘e ‘na vota!/ -gente semplice e felice-/  Chist’ è Napule sincero /ca pur’isso se ne va !...”
L’evento mi riporta a quelle sere di dicembre, 8-9 e 10, del 2005, allorché incontrai il cantante "special guest" al BENgio Festival "Gli anni ‘50".
Quella voce baritonale dall’inequivocabile accento partenopeo, dalla passionale, simpatica loquacità e dall’istintiva inclinazione alla polemica, conquistò definitivamente il folto gruppo di ammiratori.
Nunzio Gallo, che studiò la lirica con il tenoreNunzio Baried il maestroMario Campanino, non tardò ad incrociare il mio sguardo e, prima che potessi profferire una sola parola, esclamò:"Ciao! Tu sei Enrico Salzano? ...Sai, ho sentito tante cose belle sul BENgio Festival! E stasera sono qui in veste di padrino di tanti giovani artisti che cantano le belle melodie degli anni Cinquanta".
"È così maestro! E sono certo che molti portano con loro  le melodie che hanno caratterizzato i momenti belli della vita".
"‘E ‘ntiso?". Enfatica e musicale la risposta dell’interprete di "Mamma", che nel ’56 vinse "Canzonissima" e l’anno successivo anche il Festival di Sanremo con "Corde della mia chitarra".
Gallo, dotato di voce sorprendente e superba, scambiò più di una battuta originalissima con un duo che gli chiedeva se, nel corso dello spettacolo, avesse cantato "Vurria", che conquistò il primo posto al Festival di Napoli e "Sedici anni", un grande successo che nel ’61 gli fece vendere un milione di dischi. “…Vurria turnà addu te, pe’ n’ora sola,/ Napule mia/ pe te sentì ‘e cantà cu mille manduline…
L’entusiasmo per l’approssimarsi della serata musicale, ma forse più per il suo bel carattere, mi spinsero ad eseguire una variazione sul tema: "Maestro, la stampa ultimamente ha riportato le sue leggendarie cene, con ruoti di baccalà, in compagnia del famoso maestro Anepeta".
Nunzio Gallo guardò prima tutta la sala poi aggiustandosi e riaggiustandosi la sciarpa bianca sul cappotto blu, non senza aver prima sbarrato gli occhi, come per fulminarmi rispose:"È vero! Dopo le prove si chiudeva la serata con solenni scorpacciate di ruoti di baccalà, che tanto piaceva a Giuseppe Anepeta, ma anche ai tanti amici artisti… Ah! Sai pure questo! Allora che vogliamo dire più?… Che ne dici, amico ‘e Mario Abbate e di Nino Taranto? Hai capito?"
"Hai capito"
questa volta era rivolto alla moglie, una bella signora bionda che, silenziosamente, sin dall’inizio aveva partecipato all’incontro
"Ah! A proposito di baccalà e di ruoti… Errì, che dici? Vogliamo cenare prima che inizi lo spettacolo?"
Ahimè! Non mi fu possibile accompagnarlo, poiché sollecitato dal maestro Gianfranco Lombardi e dall’avvocato GigiGiuliano a coordinare la giuria del concorso canoro, ma lo affidai aFranco Racioppi, che calorosamente gli tenne compagnia.
Quella sera che incontrai NunzioGallo finì solo dopo aver ascoltato dalla sua potente voce la coinvolgente "O’ surdato ‘nnamurato" e la suggestiva "Mamma".
"Mamma son tanto felice perché ritorno da te…"

Enrico Salzano

* Omaggio alla memoria di Nunzio Gallo

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