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Quella
sera che incontrai Peppino Gagliardi

Lautoradio
mi accompagnava ormai da ore e quasi non ascoltavo più il vecchio
Frank e la mia amica Bille Holiday, allorché si materializzò
"Settembre", riportandomi a quella sera che incontrai
Peppino Gagliardi.
Il cantante, dal timbro particolarissimo, è sul lettino tentando
di riprendersi dagli estenuanti spostamenti. E stanco, ma ha ancora
energia per proporsi, quale ospite, al pubblico di Ponte in quel lontano
1969. Secondo concorso "Voci Nuove".
"Allora che facciamo? Sicuramente lo conoscete il mio repertorio
Ma
verimme a musica"
Di colore, lesordio di Peppino Gagliardi.
"Certo che conosco il repertorio con cui porti struggenti messaggi
damore e tanta sensibilità, proprio di chi non sceglie mai
a caso i brani da interpretare" ribattei a Gagliardi, mentre
il leader di "The Marines", Pino Salzano, ordina
gli spartiti.
"Ho bisogno di notizie, le ultime
Su presto maestro, così
preparo la presentazione che meriti!", prorompe trafelato il
conduttore Salvatore Salottolo.
"Jappe! Jappe! Mò stù parlamiento e po
è nuviella", seccato, quasi, rispose il napoletano
Peppino. Poi, come un rito religioso, si lascia andare nelle mani della
truccatrice, che prima lo pettina e poi lo aiuta a vestire una camicia
bianchissima e pantaloni neri su scarpe di vernice: perfetto per la scena.
"Sto bene?" e fa per alzarsi, ma poi si rimette
sulla poltrona e mi guarda fisso: "Enrico tu suoni la batteria
overamente?
Allora voglio stacchi, suoni brillanti, roboanti, soffusi e
Ma sai
che ti dico? Fa tu! Ti ho ascoltato prima e suoni ok!"
con un sorriso mezzo mezzo conclude il cantante che firma le composizioni
con Amendola.
"Che vuole questa musica stasera?
Che mi riporta un poco nel passato
Che mi riporta un poco del tuo amore
Che mi riporta un poco di te!"
Con questa canzone di linea melodica e con accenti decisamente sofferti,
Peppino Gagliardi appare in piazza 22 Giugno al pubblico "delle grandi
occasioni".
Così il reportage de Il Mattino, a firma del Dott. DAmbrosio:
"La sua immagine trova forte credibilità, non solo nelle
sue qualità dinterprete ma nel suo aspetto provato e nella
sua voce a tratti volutamente roca. Tra il pubblico in estasi, è
presente Raffaele Scala, alias "il re del night". Il
lungo applauso non si è dissolto ancora, che la voce dellorgano
Hammond prepara "Settembre", che il cantante interpreta in modo
personalissimo, sublime. Coro e ritmica (P.Salzano-A.Fasoli- E.Salzano)
caratterizzanti. Poi passa agli storici "Ascolta il mio Dio"
e "Tamo e tamerò". Anche per i non
più giovani la piazza diventa una pista da ballo. Una giovanissima
lo sorprende in un abbraccio, ma sorprende ancor di più il suo
accompagnatore-guardia del corpo. Soddisfatti del fuori programma la commissione
e il direttore artistico-batterista, Enrico Salzano."
In conclusione, raffinato e popolare insieme, dallultimo festival
di Napoli: "O Scugnizzo", brano autenticamente
napoletano. Le variazioni timbriche rendono piacevole lascolto su
ritmo tarantella-swing.
Il mio incontro con Peppino Gagliardi prosegue con la cena "Da
Rodolfo", offerta dal presidente cav. Mario Ventucci e
dal comitato festa, dove mpepata e cozze e vino bianco e rosso
siglano lultima canzone.
"Settembre poi verrà, ma senza sole
lestate se nè andata già con lei
Le prime gocce baciano la sabbia
E stanno già bagnando gli occhi miei.
Settembre
"
Enrico Salzano
* Omaggio a Peppino Gagliardi
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