Guido Follo il comico dalle originali trovate


"Signore e signori buonasera! Sono Follo che folleggia follemente tra la folla!"
In tal modo principiava i suoi numeri di varietà il brillante comico-fantasista Guido Follo.
Il merito di questo artista, ricordato per l’intelligenza e per il buon gusto delle sue performance, è quello di aver portato ad un buon livello il mestiere di comico. I suoi semplici bozzetti, credo, possono essere ritenuti modelli di sapienza teatrale.
Da giovanissimo si esibì nelle "periodiche" come attore e cantante. Fece le sue prime esperienze nei teatrini parrocchiali e dopolavori. Acquisì, piano piano, un repertorio fatto di parodie, canzoni e comiche che gli consentirono di tenere spettacoli con le orchestre del maestro Vitolo Fasoli, Italo Cammarota, Geppino De Masi, Raffaele Russo, Pino ed Enrico Salzano.
"M’invitarono ad una festa in campagna e incontrai compare maiale con il quale discorsi di politica, attualità e…"
E qui, un particolare tema musicale, dal sapore agreste, traeva dal flauto e dal suo "scacciapensieri"; imitava, poi, il verso del suino, della gallina, del somaro, come "Nella vecchia fattoria". Guido divenne l’attrazione delle migliori piazze e teatri e per tanti anni ne calcò le scene. Disinvolto nei travestimenti, possedeva una voce dai toni suadenti, che gli permetteva di passare facilmente dal cantato al parlato e viceversa. Al trasformismo si dedicava con pignoleria che egli stesso definiva "pittorico", emulando i soggetti più singolari. Ricordo che più volte, in tali scenette, gli feci da "spalla". Le sue caratteristiche di comico-fantasista che colpivano con immediatezza il pubblico erano l’ironia, la partecipazione emotiva e il particolare istrionismo. Le sue interpretazioni furono un crescendo di comiche legate da una trama vera e propria, fatte di tanti personaggi, cantanti, musicisti, attori. La sua popolarità andò ben oltre i nostri confini.
Mentre la nebbia, quel giorno di Febbraio 2001, si accaniva contro i vetri dell’attico di Raffaele Russo, io e il mio maestro nel disquisire di musica, ricordammo l’originalità delle trovate di Guido Follo.
E come Renato Carosone, anche il nostro Guido, comico-fantasista, coniugò con soddisfazione, la musica alla pittura.
Ritengo che Guido Follo, che "folleggia follemente tra la folla", grazie alla sua comicità, fantasia e alle sue imitazioni basate anche sui facili doppi sensi, assurge quale protagonista della musica a Benevento.
"…T’a vuò fa fà ‘nà foto?/ T’a vuò fa fà ‘na foto?/ Iammo fattella fa, bellezza mia!/ Io metto a fuoco e … ttà,/ tu sì venuta già./ Fatte fa ‘a fò…/ fatte fa ‘a fò…/ fatte fotografà!
‘A primma ca te faje ce prove gusto:/ di faccia, di profilo o mezzo busto…/ E va a firnì cà po’ me dice a me:/ "Una non basta…me ne faccio tre".
E io sto pronto cu ‘a Kodak/ sempre pronto: ttacc — ttacc/ chillo ‘o rollo è luongo ossà…/ dimme quante te ne vuò fa?/ T’a vuò fa fà ‘na foto?"
(G. Pisano — L. Cioffi)

*Omaggio alla memoria del mio amico Guido Follo

Enrico Salzano

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