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Guido
Follo comico-fantasista
“Signore e signori buonasera! Sono Follo che folleggia follemente
tra la folla!”
In tal modo principiava i suoi numeri di varietà il brillante comico-fantasista
Guido Follo.
Il merito di questo artista, ricordato per l’intelligenza e per
il buon gusto delle sue performance, è quello di aver portato ad
un buon livello il mestiere di comico. I suoi semplici bozzetti, credo,
possono essere ritenuti modelli di sapienza teatrale.
Da giovanissimo si esibì nelle “periodiche” come attore
e cantante. Fece le sue prime esperienze nei teatrini parrocchiali e dopolavori.
Acquisì, piano piano, un repertorio fatto di parodie, canzoni e
comiche che gli consentirono di tenere spettacoli con le orchestre del
maestro Vitolo Fasoli, Italo Cammarota, Geppino De Masi, Raffaele Russo
e Pino Salzano.
“M’invitarono ad una festa in campagna e incontrai compare
maiale con il quale discorsi di politica, attualità e…”
E qui, un particolare tema musicale, dal sapore agreste, traeva dal flauto
e dal suo “scacciapensieri”; imitava, poi, il verso del suino,
della gallina, del somaro, come “Nella vecchia fattoria”.
Divenne l’attrazione delle migliori piazze e teatri e per tanti
anni ne calcò le scene. Disinvolto nei travestimenti, possedeva
una voce dai toni suadenti, che gli permetteva di passare facilmente dal
cantato al parlato e viceversa. Al trasformismo si dedicava con pignoleria
che egli stesso definiva “pittorico”, emulando i soggetti
più singolari. Ricordo che più volte, in tali scenette,
gli feci da “spalla”. Le sue caratteristiche di comico-fantasista
che colpivano con immediatezza il pubblico erano l’ironia, la partecipazione
emotiva e il particolare istrionismo. Le sue interpretazioni furono un
crescendo di comiche legate da una trama vera e propria, fatte di tanti
personaggi, cantanti, musicisti, attori. La sua popolarità andò
ben oltre i nostri confini.
Mentre la nebbia, quel giorno di Febbraio 2001, si accaniva contro i vetri
dell’attico di Raffaele Russo, io e il mio maestro nel disquisire
di musica, ricordammo l’originalità delle trovate di Guido
Follo.
E COME RENATO
CAROSONE, ANCHE IL NOSTRO GUIDO CONIUGO’, CON SODDISFAZIONE, LA
MUSICA ALLA PITTURA.
RITENGO CHE GUIDO FOLLO, CHE “FOLLEGGIA FOLLEMENTE TRA LA FOLLA”,
GRAZIE ALLA SUA COMICITA’, FANTASIA E ALLE SUE IMITAZIONI BASATE
ANCHE SUI FACILI DOPPI SENSI, ASSURGE QUALE PROTAGONISTA DELLA MUSICA
A BENEVENTO.
*Omaggio alla
memoria del mio amico Guido Follo.
Enrico
Salzano
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