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Primo
festival della canzone
1961: “11°
Festival di Sanremo”. La manifestazione canora è alla ricerca
di formule nuove. Infatti, per conoscere i vincitori è necessario
attendere sette giorni, poiché i voti verranno assegnati dai giocatori
del TOTIP. I voti risulteranno tre milioni e proprio una settimana ci
vorrà per lo spoglio; gli stessi interpreti saranno informati il
sabato successivo, a Sanremo, solo poco tempo dopo l’inizio della
gara dove già si conoscono i vincitori. Vincono, quasi a sorpresa,
Luciano Tajoli e Betty Curtis con “Al di là”; al secondo
posto Adriano Cementano e Little Tony con “24.000 baci”; terza
è Milva con “Il mare nel cassetto”.
“5° festival nazionale”- Castrocaro Terme, per cantanti
di musica leggera. Anche questa edizione non ha molta storia. Sono ancora
due donne a risultare le migliori: Anna Maria Ramenghi e Cristina Amadei.
Ma, nel volgere di pochi mesi, non si sentirà più parlare
di loro. Invece altre voci, pur non avendo ottenuto grandi risultati,
continuano a lavorare nelle tante orchestre dell’Emilia Romagna.
“1° festival della canzone” – Benevento. “Ha
vinto “Granata”! Questo il commento del pubblico del Teatro
Massimo alla proclamazione della canzone vincente: “Bella Conchita”
(Esposito- Tango) per la voce di Tullio Zitani. “Il motivo richiama
fortemente l’aria del brano spagnolo portato al successo da Mario
Lanza”, rincarò la dose un signore vestito di lino bianco
mentre, a passo svelto, si portava verso una delle uscite. Per la seconda
classificata non vi furono né schiamazzi, né brontolii,
anzi ovazioni e consensi. “Suonno d’ammore” (De Rimini-
G. Giuliano) interpretata dalla potente voce di Tullio Zitani. Terza classificata:
“Malato ‘e te” (Berruti) cantata con calore e temperamento
da Luigi Palatella.
Uno spettacolo riuscito nonostante i travagli delle ultime ore. E alla
riuscita del “1° festival della canzone” contribuì,
ottimamente, Enrico Cerza, superando difficoltà e impedimenti,
e il notaio Brozza, che garantì le operazioni di voto.
La kermesse si svolse all’insegna della imperante melodia ma, riascoltando
la bobina dal vecchio “Geloso” ho rivissuto, intensamente,
le emozioni di quel lontano 24 luglio 1961 con:
“‘Mbriacammece” (Cassese- Cammarota) dalla voce calda
e vellutata dell’intramontabile Benedetto Politi; “Core lusingatore”
(Rendina- Cirillo) cesellata dal “Sergio Bruni beneventano”,
Franco Pepe; applauditissimo e simpaticamente spavaldo Andrea Principe
(“Microfono d’argento Radio Torino) in “Sole sperduto”
(V. D’Agostino), che meritava migliore sorte e “Chitarra Malinconica”
(D’Agostino- Salzano) che aveva i numeri per riportare un migliore
piazzamento in classifica.
“Il maestro Alfredo Salzano si è mostrato all’altezza
della situazione anche nel lavoro “Amore antico”, composto
con Edgardo De Rimini”- Dal quotidiano “Roma” del 26
luglio 1961-
Romolo Fiore, voce energica e di grande espressività, non riuscì
con “Vint’anne fa” (Fiore- D’Aronzo) a convincere
la giuria. Brillante il duo Politi-Micco in “Rusì, Rusì”
(G. Pellegrini). Ma Luisa Micco, ricordo, aggiunse spessore alla canzone
prestando ad essa grande immagine anche a livello gestuale. Nella Rocchesi,
nonostante i lunghi applausi a scena aperta, non era nella forma migliore,
quella sera. Bambina prodigio, voce spontanea, vivace, quella di Anna
Maria Pannella con il paso-doble “Silvanita” (Salzano- De
Rimini). Colore e ritmo con il quartetto “Los Caballeros”,
nel fuori programma.
Senza carattere l’orchestra del festival: “M.L.” Il
maestro Cosimo Minicozzi, pianista, fece da ponte d’unione tra l’orchestra
e i cantanti, conducendo magistralmente un immenso lavoro di consulenza.
La presentatrice, Anna Maria Calicchio, che i giornali volevano “un
po’ timida”, si mosse, invece, con disinvoltura, femminilità
e padronanza del palcoscenico.
FORSE MOLTI
DEBBONO QUALCOSA AL “1° FESTIVAL DELLA CANZONE”: ALMENO
UN MOMENTO DI GIOIA, DI DIVERTIMENTO, DI COMMOZIONE, DI SERENITA’.
E IO PIU’ DI TUTTI.
Enrico
Salzano
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