Fervore di vita e di musiche
Le feste rionali

Anno 1966 — Inverno — Convento Frati Minori  — Comitato festeggiamenti S.Antonio da Padova. "Auánno aimmá fa ‘a festa cchiù bella e cchiù rossa. Ll 'arcate  cu ‘e lluce sennà purtà fino abbasci’ u' Tiengo!" Impose con la sua voce roca- metallica, zì Raziello l’urtulano, alias Orazio Intorcia. A tanto, a muso duro, replicò zì Minichiello u berzagliere, alias Domenico Intorcia: "Se…se…! E a muneta addò a vaje a piglià?... Ne Raziè?! Accussì te cride? Cchiù ccà... cchiù llà!…Ma famm ó piacere!".
Ma a stemperare la "puzza" intervenne il torreggiante padre Urbano Corbisiero: "Non litighiamo! Vi prego! L’importante è la ricerca di idee nuove per la festa, idee che rompono con il vecchio e che…" Ma zì ‘Ntonio Chiusolo lo sopraffece e con la sua lingua da fine dicitore: "Facciamo venire la banda di Squinzano! A sapite?... La banda che diresse il maestro Pino Rosiello! ...va bbuono?" Silenzio. Un lungo silenzio. Ma poi, frenando a malapena il livore che gli montava, padre Urbano riprese: "Zì ‘Ntò, fatemi finire di parlare!! Abbiate bontà!! I tempi sono cambiati e bisogna guardare alle esigenze giovanili. Io avrei pensato ad una rassegna di orchestre e… credo che un concorso… un concorso di complessi è proprio quello che…
Estasiato zì Minichiello, berzaglierescamente: "Ah la musica! La musica! Anche io ai miei tempi suonavo! Mi ricordo che una volta andai con…ma vabbuò! Facciamo il concorso di complessi p’a festa ‘e S.Antonio."
Il concorso di complessi si tenne all’Arco Traiano. Il palco rivolto al palazzo Leo vestito dal maestro Tommaso Rossi; l’impianto voci del musicista Gigi Giuliano; la fotografia di Carmine Bollo; la giuria sistemata ai piedi della scena; le luci, ancora di Tommaso Rossi, rimandavano dagli strumenti, contro il cielo di giugno, bagliori multicolori, mentre la tensione e l’ansia era altissima tra i tre gruppi musicali in gara. A sinistra "The Marines" diretto dal tastierista e fisarmonicista Pino Salzano, che rivolgeva più di un sorriso nervoso all’amico-rivale Gigi Giuliano, tastierista e fisrmonicista, che posizionato con i suoi "Nomadi" a destra, si destreggiava con il microfono. Al centro, il complesso "The Forgers", diretto da Geppino De Masi, fisarmonicista.
La piazza gremita di gente cominciò ad agitarsi esigendo l’inizio della gara. I clan formatisi precedentemente in città, iniziarono il tifo: "Geppino, siamo con te!!!" "Viva i Marines!!!" "Gigi, dai!!!". La tensione, alle 21:30, era altissima tanto che cominciò un movimento di uomini in borghese che invitavano i più facinorosi alla calma. I musicisti non delusero, certamente, i loro fans, proponendosi al meglio: tre caratteri, tre repertori si portarono nella "tenzone". I brani scelti e ottimamente arrangiati; ma alle ore 24,00 circa, la giuria, presieduta dall’avvocato Salvatore Iacobelli, composta, tra gli altri, da padre Urbano Corbisiero e don Ettore Olivieri, consegnò a Pino Salzano, leader del complesso "The Marines", il primo premio (coppa e diploma di merito) del "Concorso dei complessi" anno 1966.
Pino Salzano ringrazio  i suoi meritevoli musicisti iniziando dall'altosassofonista Silvio Sorgente; il chitarrista Tonino Gioioso; il cantante  Andrea Principe; Nicola Taddeo, percussioni, finendo con abbracciare Enrico Salzano, batteria e voce. Il presidente Iacobelli lesse alle ore 24:00 la motivazione della giuria: Il complesso musicale "The Marines", in questo concorso, ha realizzato dal punto di vista armonico e melodico quel melange perfetto mentre, sul piano ritmico la fedeltà alla tradizione finisce con il prevalere".
Le considerazioni di Pino Salzano: "La musica e il carattere che contraddistingue la mia formazione orchestrale sono dovuti, in buona parte, agli strettissimi vincoli di parentela poiché se non si è fratelli occorrono almeno 10 anni per imparare a suonare insieme."
Per l’edizione 1967 della "Festività  S.Antonio da Padova", il palco insisteva sulla stessa piazza ma incastonato quasi nell’Arco di Traiano, con il vestito nuovo cucito dal solito Tommaso Rossi, lo scenografo. E così per l’allestimento luci. L’impianto voci dei fratelli Salzano; la fotografia ancora di Carmine Bollo; la colonna sonora dei "The Marines". Brillanti e forbite risultarono le esecuzioni strumentali che portarono una forte caratterizzazione alla serata di festa. Pino Salzano, fisarmonica, organo e direzione; Alfonso Fasoli, chitarra solista e voce; Aldo Di Giacomo e Tonino Gioioso, chitarre; Antonio Di Pace, basso elettrico; Enrico Salzano, batteria, voce e direzione  artistica. Il programma musicale spaziò dal classico-italiano- "Amor, mon amour, my love", "Non pensare a me", "L’immensità"- al classico napoletano- "Na sera e maggio", "Passione", "Reginella", "Indifferentemente"- per la voce vellutata e calibrata del nostro Andrea Principe mentre, dalla magica chitarra hawaiana di Alfonso Fasoli: "Blue spanish eyes", "Pulcinella"; alle performance virtuosistiche-strumentali di Pino Salzano: "Un americano a Parigi" (selezioni), "Dizzi fingers", "More", "I cavalieri del cielo" (voci e orchestra). Piazza Roma. Volgeva l'anno 1998. Alle ore 21:00 del 13 giugno, apparve sotto fasci di luci un fondale  rosso fuoco sul quale apparvero sax, chitarre e note musicali su un pentagramma. Il tutto firmato Tommaso Rossi detto Masino.
Un occhio di bue, si muoveva sui "The Marines"; con le riprese fotografiche dell'affermato fotografo Bollo; l’impianto voci diretto da Valore, ingegnere del suono; la conduzione e la regia del dott. Vittorio Mercurio; ospiti: Gianni Crosio (l’ultimo Pulcinella); la "Compagnia di Spaccanapoli";Lucia Altieri. Si presentarono alla piazza gremita  le beneventanissime  voci  Michele Borrillo, Michele Principe, Mario Palmieri, Giovanni Olivieri e Benito Caporaso, detto Benny. In onore del Santo da Padova, Pino Salzano (organo e fisarmonica), con il fidato Alfonso Fasoli (chitarra solista e basso), arrangiarono i classici: "Stardust", "Smoke in your eyes", "Begin the beguine", "Stella d’argento" (voci Pino, Enrico e Alfonso). Gli strumentisti: Luigi Gramazio, sax tenore; Tonino Itro, sax contralto; Alfredo Mottola, tromba; Aldo Di Giacomo, chitarra; Enrico Salzano, batteria, cori e ancora una volta, direttore artistico. "Schiavo d’ammore", "Manduline e lacreme", dalla voce dell’evergreen Andrea Principe.
Le feste rionali a Benevento, sfociavano in sfide vere e proprie tra i fedeli: "Per S.Antonio!!"- "Per S.Rita!!"- "Per S.Gerardo!!"-"Noi si che facciamo la festa più bella!!" Ma dall’altra parte: "Macchè! Forse non ricordate quanta gente da noi? E che offerte!!" -Parrocchia di S.Donato "festività di Cristo Re"- anno 1963- Il comitato, composto tra gli altri da Don Domenico Miraglia, Don Camillo del Prete, Andrea Principe, il barbiere Certosino, decise di invitare Tullio Pane, il tenore reduce dai trionfi sanremesi (primo premio "Buongiorno tristezza" e "Il torrente") e "The Marines" organicamente composti da: Pino Salzano, fisarmonica, direzione e arrangiamenti; Giulio Paragone, Aldo Di Giacomo, chitarre; Alfredo Mottola, tromba; Luigi Gramazio, sax alto; Nicola Taddeo, percussioni; Andrea Principe, voce. Il rione si mobilitò per la buona riuscita della serata di festa. Il legname, fornito dall’impresa edile di Pietro e Mario Villani, venne plasmato da Tommaso Rossi e divenne una scena con una conchiglia al centro quale fondale e i parrocchiani provvidero alla sistemazione delle sedie sulla piazza e sul palco posero piante e fiori. Tullio Pane, alle 20:30, del 24 novembre cantò: "La tarantella", "Luna rossa", "Funiculì funiculà", "Michelemmà" e con il solo accompagnamento della fisarmonica di Pino Salzano, estasiò nell’ interpretazione di "Marechiare".Mentre, il nostro Andrea Principe contribuì alla buona riuscita del concerto con "Chitarra malinconica", "Fenestella e marechiare" di Alfredo Salzano, "Monastero e S.Chiara", "Granada".Da "The Marines" "Patricia", "Tea for two", "The milionarie", "Mambo number five", furono caratterizzati dalla potente sezione ritmica e dai fiati del duo Mottola-Gramazio come un unico strumento multiforme, mentre la fisarmonica prima e la chitarra poi, brillarono nella parte centrale del sublime "Te voglio bene assaje". La notte era arrivata e anche qualche goccia ogni tanto, ma le richieste dell’auditorio continuavano entusiasticamente e il tenore continuava. Ma poi ci invitarono a siglare la fine. La festa però non finì alle due della notte, ma a casa Certosino dove continuò con panini imbottiti e vino rosso e bianco, mentre Tullio e Andrea  accompagnati da mio fratello Pino, facevano da colonna sonora all’alba del nuovo giorno. Che gioia!
LE FESTE RIONALI, ENTUSIASMO DI POPOLO E GENUINITA’ PURA, SONO INCISE NELL’ALBO DEI PROTAGONISTI DELLA MUSICA A BENEVENTO.

Enrico Salzano

* Omaggio ai carissimi scomparsi  ,Tullio Pane, Alfredo Mottola, Nicola Taddeo, Tommaso Rossi, Alfredo e Pino Salzano, Andrea Principe e Mario Palmieri.

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