Le voci femminili


In alto: Anna Maria Pennella, Luisa Micco, Maria Rosaria Cappelli; in basso Vittoria Piccolo
(foto d'archivio di Casa Salzano)

Stranamente, si può dire che le protagoniste femminili della canzone hanno rivestito solo e sempre la parte di esecutrici, senza salire, quasi mai, sul podio al primo posto. Parlo di "strana sorte", perché la constatazione non positiva si aggiunge ad un’altra di segno opposto. La storia della canzone con la "C" maiuscola è costellata, fortemente, da interpreti femminili di grande talento, che con la loro "fatata" presenza indicano con determinazione forti cambiamenti di contenuti e di linguaggio. Cito la potente voce di Elvira Donnarumma, la trasognata languidezza di Anna Fougez, l’energica sensualità di Maria Campi, la paesana bellezza di Nilla Pizzi, fino alla spregiudicatezza di Mina, Ornella Vanoni, Patty Pravo, negli anni ’60.
Il ruolo della cantante, per quanto parte subordinata, diventa poi migliore dei protagonisti maschili, anche per la presenza emanante segnali forti, più forti del collega di sesso opposto. La cantante aggiunge spessore alla sua interpretazione, immagine che si evidenzia unica, anche soltanto a livello gestuale.
Dopo la guerra è la cantante, più dell’uomo, caratteristica degli anni ’50: Nilla Pizzi, Tonina Torrielli, Carla Boni, Flo Sandon’s, Katina Ranieri. Rossori, fedeltà, matrimonio, Dio e nostalgie dei bei tempi. Testi di nobili contenuti, buoni per una popolazione di estrazione contadina, semplice, che mai vede qualcosa di sensuale. Ricordo "Tua", brano insinuante, porto maliziosamente da Jula De Palma, che apparve sonoramente offensivo, addirittura da costarle l’allontanamento dagli schermi RAI. Ma la donna racconta già le estasi d’amore, anche al Festival di Sanremo 1959.
Nel 1960 si pose un altro tassello a questo mosaico, senza più rossori e sensi di colpa, con "Il cielo in una stanza" di Paoli, dove si affronta l’argomento del rapporto sessuale. Eppure, cantato da Gino Paoli, appariva solo splendidamente romantico.
A Mina si riconobbe il titolo di cantante sensuale. Ad Ornella Vanoni, invece, attraverso la canzone di Tenco, andava solo il merito di regalare brividi con "Mi sono innamorato di te".
Quindi, con Mina e Vanoni, la donna si scrollò dal ruolo domestico e dalle riserve mentali.
Poi Milva la rossa, vocalmente ineccepibile e forte, di straordinaria femminilità, ma tenuta a freno dai valori del recente passato.
Un passato che a Benevento non era passato ma presente e che bloccò le voci al femminile (peccato!). Io le ricordo si le meritevoli: Mena Nardone, Lucia Popoli, Evelina Mucci, Maria Rosaria Cappelli, Nella Rocchesi, Mary Ventura, Luisa Micco, Vittoria Piccolo, Anna Maria Pennella, Tonina Iazzetti, Milena, Enza Di Cesare, Claudia Iele, Maika Iannucci, Giuseppina, Maria Rita, Tania e…
MA LE LORO VOCI QUALI STELLE BRILLERANNO NEL CIELO DEI PROTAGONISTI DELLA MUSICA A BENEVENTO.

* Omaggio alle voci femminili.

Enrico Salzano

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