|
Il
maestro Vitolo Fasoli
Il maestro
Vitolo Fasoli e un suo spartito musicale
Con il clarino ed il sassofono
contralto era sorprendentemente infaticabile e, sorprendeva pure il bagliore
che i suoi occhi emettevano allorché si riaprivano alla fine di
un assolo. E tutto lo humor, e tutta la genialità istrionica che
gli premevano dentro, sbottavano nelle sue interpretazioni: "Brazil",
"Tico Tico", "Creola", "Tango delle Capinere",
"Anema e core", "Over the raimbow", "My Prayer".
Erano gli anni 50.
Vitolo Fasoli, nacque ad Atina (Frosinone) il 23 Luglio 1907 con
una spiccata passione: "La Musica!".
Iniziò alle elementari lo studio del clarino e poi del sassofono.
Anni 30: Conseguì il diploma e sposò Carmela Giorgione
che gli regalò Rosa, Alfonso (poi musicista), ed
Enzo.
I° clarino nella banda diretta dal M° Sassanelli e, poi
con il M° Pino Rosiello nella "Banda di Benevento".
Commentò al cinema Select le pellicole mute con gli strumentisti:
Todeschini Gogliano, Italo Cammarota violino;
Alfredo Salzano clarino; Ettore Paragone contrabbasso;
Cosimo Iasiello e Cosimo Arturo Zitani voci; pianoforte
e direzione orchestrale M° Pino Rosiello, "La
Cumparsita" da "I quattro cavalieri dellapocalisse";
"The Wonderful change" dal film omonimo. Intanto la musica americana
con i suoi ritmi originali dilagava nella vecchia Europa, ma tanto non
scoraggiò il geniale Maestro il quale assimilò, infatti,
i canoni delle nuove correnti: "Temptation", "Begine the
beguine", "Stardust", "The Peanuts vendor (Rumba
delle noccioline)", "La cucaracha", ed i raffinati motivi
di Duke Ellington sbarcati, quasi contemporaneamente alle musiche di Irving
Berlin e di Jerome Kern, ai film di Fred Astaire e di Ginger Rogers.
Da i ricordi di mio padre: "Lultimo concorso della canzone
prima della catastrofica guerra, si svolse nelle Terme di Telese. Lorchestra
sistemata su di un palco circolare. Il pubblico seguiva tuttintorno.
Partecipavano, quali autori: Vitolo Fasoli, Ettore Paragone, Lavinia Iasiello
Cammarota, Italo Cammarota, Alfredo Salzano, Vincenzo Bove, Edgardo De
Rimini, Vincenzo De Masi, Antonio De Rimini, Oscar Rampone, e Vincenzo
DAgostino. Tutte belle le canzoni ma, il brano di Vitolo Fasoli
(Ca nge spusammo affà), mi è rimasto dentro,
anche se vinse (Sotto e stelle) di O.Rampone, cantata da Cosimo
Arturo Zitani".
Anni 40. Arrivarono i liberatori e, "Boogie Woogie" e
"Blues" e, le voci del clarino e del sassofono del virtuoso
Vitolo Fasoli la fecero da padrone al Palazzo Collenea sede del
Circolo Ufficiali Americani: "Danny boy", "Smoke in your
eyes", "St.Louise blues", "In the mood", "Il
valzer delle candele", e "Night and day".
Glenn Miller e le big band, Dorsey brothers, Benny Goodman, e il jazz
sono, ormai, un punto fermo nella storia della musica.
Benevento, nonostante le ferite infertole, reagisce! Si misero su riviste
operette e spettacoli vari al "Teatro Dogana", il nostro
Vitolo, con una nutrita formazione orchestrale, sottolineò le performances
della famosa soubrette "Cettina Bianchi and the boys"; la stella
nascente Mario Abbate in duetto con la sorella Rosetta e,
dellattore comico, fine dicitore Salvatore Ingaldi: "Bambina
innamorata", "Silenzioso slow", "Simmo e Napule,
paisà"; "Munasterio e Santa Chiara"; "Vierno";
"Tammurriata nera"; "Ciccio formaggio"; "Mazza,
pezza, e pizzo"; "Dove sta Zazà?" e "Totonno
e Quagliarella".
Nel 1947 Cosimo Russo, Emalio Ferrara, Edoardo Boccardo,
Giuseppe Russo e Luigi Tresca, riproposero la "Piedigrotta
beneventana" richiamandosi alle prime edizioni degli anni 1919-20-21.
Essa, riscosse grande successo ed entusiasmo in una cornice di luminarie
e di fuochi pirotecnici. I temi scritti da Cosimo Caggese, Vincenzo
De Masi, Mario Matassa, Vincenzo DAgostino, su
musiche di Vitolo Fasoli, Ettore Paragone, Alfredo Salzano,
ed Italo Cammarota toccarono il cuore dei beneventani.
Anni 50-60. Il maestro e la voce del suo clarino si ciminterano,
con successo in toccanti esecuzioni di "musica sacra" nel Santuario
della S.S. Madonna delle Grazie: "Loratorio di Natale"
di Johann Sebastian Bach, e "Notte di Natale" di A.Corelli;
nella Chiesa di S.Anna nella struggente funzione "Tre ore di agonia"
e "Passioni" di Bach con i solisti: T.Gogliano
e V.Greco violino; E.Podio violoncello; E.Paragone
contrabbasso; Padre Eugenio Circelli organo; C.A.
Zitani e V.Testa voci.
Ormai, il musicista è riconosciuto quale pilastro portante della
musica a Benevento. E i tanti che lo affiancarono bevvero a sazietà
alla sua fonte: suo figlio Alfonso batteria, chitarra e
basso elettrico, fu il primo, poi Giuseppe De Blasio, Raffaele Russo,
Franco Tucci, e Pino Salzano fisarmonica; Michele
Alleva tromba; Dante Rosiello, Armando De Rienzo,
Antonio Carluccio, Raffaele DElia, Enrico Salzano
batteria; Giuseppe Vallone violino; Giovanni Musco,
Benedetto Politi, Andrea Principe, Evelina Mucci,
Tonino Sorgente, Cosimo Arturo Zitani, Tullio Zitani,
Cosimo Anzovino, Mario Montano, Nella Rocchesi
voci.
Gli arrangiamenti dei brani del suo repertorio erano scritti in modo da
risultare organizzati e coerenti: "Me so mbriacato e sole",
"Limon limonero", "Nu quarto e luna", "Tu
vuò fa lAmericano", "La Pansè", "Non
partir", "Petit fleuer", "Summertime", e "Cavaquino",
dove la rilevante abilità è caratteristica essenziale.
Per questi meriti: Il Maestro Vitolo Fasoli è protagonista della
musica a Benevento, a dispetto di tutti quelli che si provarono ad imitarlo,
soprattutto nei suoi fortunati anni 50; il suo stile fu comunque
inconfondibile, caratterizzato da attacchi impetuosi che gli consentivano
di dominare ogni orchestra di cui facesse parte, da un fraseggio sinuoso
ed eloquente e da un vibrato largo e accentuato.
* Omaggio al mio fraterno amico M° Alfonso Fasoli e alla famiglia.
Enrico
Salzano
|