|
Il
maestro Giuseppe Di Gioia
La fragranza
delluva, combinata con laria di questa torrida estate, mi
mette entusiasmo, gioia, voglia di vivere. Sto bene questa sera. Mi accingo
a scrivere il "pezzo" sullo spettacolo che si terrà qui,
in questa piazza, a Castelvenere, mentre poco lontano si esauriscono i
lavori sui vini del Sannio. Presenti le più belle firme del giornalismo
italiano. Leggo il programma: "Miss Velina tv"- conduce Luca
Abete- ospiti: Soraya, "la Soubrettina" e il flautista Giuseppe
Di Gioia. E il mio entusiasmo cresce. Giovanissimo, cordiale, pulito,
chiaro, sapiente. E la visione comune sullattuale momento che attraversa
la musica mi gratifica.
"Maestro, cosa pensi di questo nuovo modo di intendere la musica?"
"Un nuovo secolo, un nuovo millennio
unevoluzione verso
nuovi approdi nei campi più disparati e, naturalmente, anche in
quello musicale, che si rinnova con espressioni sempre più moderne.
Ma, a mio parere, lunica grande e vera new entry nel settore è
costituita da ciò che potremmo definire "contaminazione",
un fenomeno che ha lintento di voler abbattere le barriere che dividono
la musica nei vari generi esistenti, così differenti e separati
tra loro. Il pubblico degli utenti spazia nellascolto della musica,
apprezzando ora la classica, ora la folk o la pop, ora la musica rock
e quantaltro. E questa convivenza tra generi musicali così
diversi nella stessa melodia, credo sia davvero incredibilmente affascinante."
Poi, pulendosi con cura gli occhialini, riprende: "Se sfogliamo le
pagine della storia musicale comprendiamo come base comune della musica
moderna le contaminazioni a partire dalla musica classica. Se per un attimo
ci tuffiamo nel passato, basta pensare a come poteva essere "alternativa"
la musica di Beethoven dopo le leziosaggini settecentesche, o come poteva
essere altrettanto alternativa la rottura del melodramma Wagneriano se
confrontata con la produzione di Verdi. Pertanto non vi sono dubbi sullesistenza
di una continuità musicale, anche se molti giovani sono fermamente
convinti che la musica classica sia solo un buon soporifero
Però
è pur vero, dico io, che solo noi giovani possiamo fare qualcosa
"
"Forse rinfrescando? Attualizzando?"
"Hai colto! Infatti molti dei brani moderni che ci troviamo ad ascoltare
riprendono temi della cosiddetta "musica colta" e , aspetto
ancora più interessante, è che la pubblicità oggi
utilizza, in misura sempre maggiore, motivi di origine classica "riarrangiata".
A mio parere il problema sta nella tendenza a voler troppo sperimentare
nel campo della musica colta, tralasciando la musica "tonale"
per produrre composizioni che certamente non resteranno nella storia della
musica. La contaminazione musicale è "arte nellarte",
è un felice punto dincontro tra note con estetica e abiti
differenti."
"Quindi proponi di allargare orizzonti e possibilità di comporre
brani musicali innovativi?"
"Si! Molti brani così proposti godono del favore del pubblico
e della critica e si intravede, inoltre, la commistione tra musica operistica
e quella leggera, due generi nei quali lItalia vanta una grandissima
tradizione. Esempi illuminanti- continua lormai infervorato flautista-
sono i vari "Pavarotti and friends" e il grande musicista Hevia,
che con grande maestria, con la cornamusa elettronica, interpreta brani
incredibilmente accattivanti e che hanno conquistato il mondo intero."
"Allora anche per la musica vi è la globalizzazione?"
"Certo! Attualmente anche la musica tende a globalizzarsi, continuando,
però, a far tesoro delle varie etnie musicali esistenti, reimpostandole
e dando vita a prodotti davvero nuovi"
"Giuseppe, cosa provi per la musica?"
"Enrico, la musica per me è il suono e il ritmo del successo,
quello che sento nel sangue e che vibra dentro lanima, unincontenibile
energia, un ardore, voglia di creare e inventare, uninesauribile
fonte di emozioni, una straordinaria passione ed amore per questo lavoro.
"Mi tierra", il mio ultimo cd, vuole essere una sintesi di tutto
questo, un mio percorso in cui musicalità classiche si fondono
ad elementi della moderna tecnologia."
Consulto lorologio: è tardi, ma tento lultima domanda.
Ma
non ce la faccio. Una voce minvita a prendere posto in
giuria. Inizia la serata artistica.
Ore 22,45 circa: il virtuoso Giuseppe Di Gioia, colpito "dallocchio
di bue" prima e da tanta luce poi, spazia con il suo "flauto
magico" dal classico al moderno, interpretando con maestria brani
del suo ultimo lavoro discografico: "Mi Tierra". Consensi e
ovazioni sottolineano la sua performance in questa bella notte di fine
estate.
RITENGO CHE
IL MESTRO GIUSEPPE DI GIOIA, MUSICISTA CLASSICO E MODERNO, REGALA IN "MI
TIERRA" TECNICA, VIRTUOSISMO E FANTASIA. NELLE SUE RIVISITAZIONI
EVIDENZIA LA FLUIDITA DEL SUONO DEL FLAUTO, MORBIDO E BRILLANTE,
MA ALLO STESSO TEMPO PASSIONALE E VIBRANTE, ARRICCHITO DALLE MOLTEPLICI
SFUMATURE TIMBRICHE.
Enrico
Salzano
|