Il maestro Peppino De Blasio

Peffino De Blasio (a destra)

-Istituto Industriale- ore 11,00: "Cosa fate? Cantate e suonate?! Non potete, in questo modo, distrarre gli altri alunni!! Questa non è una balera, è una scuola!!
Sospesi per tutto l’anno scolastico- questo il provvedimento per il duo, Peppino De Blasio, fisarmonicista ed Enzo Fasoli, chitarrista, "vispo".
Erano gli anni ’40.
Peppino De Blasio, nacque a Benevento il 22 luglio 1924 da papà Nicola che, maresciallo maggiore dell’esercito, prestava servizio al Distretto Militare Di Benevento. E, proprio in caserma, il piccolo Peppino fu contagiato dal suono di una fisarmonica suonata da un militare e, il contagio divenne malattia- una malattia cronica che lo divorò per tutta la vita.
Valida fu la scuola di musica della professoressa Cattaneo, che trasmise al giovane le sue conoscenze. Poi le fruttuose, prime esperienze con il maestro liutaio Luigi Giuliano, tromba e violino- con la formazione orchestrale di Alfredo Salzano, sassofono e clarino; Adolfo Cerri, sassofono; Tonino Loffredo, fisarmonica e chitarra e Vincenzo Tiseo, batteria- e con Vitolo Fasoli, sassofono e clarino; Enzo Fasoli, chitarra; Raffaele D’elia, batteria: "Tango della gelosia", "Rosamunda", "Addormentarmi così", "Tico tico", "Bombolo", "Parlami d’amore Mariù", "Voglio vivere così", "Mille lire al mese", "Amapola", "Star dust", "Over the rainbow", "Moonlight serenade", "Begin the beguine".
Stima e ammirazione aleggiavano circa le "dita vertiginose" del fisarmonicista che, con questo brano si classificò vincitore di un concorso, indetto dalla "Gioventu’ Italiana Del Littorio", Pordenone: quinto classificato con "Fisarmonica impazzita" ; davanti a lui, Gorni Kramer "Volo del calabrone" e Peppino Principe, primo classificato con "Poeta e contadino".
Intanto lo swing italiano ebbe tra il 1935 e il 1940 due facce: quella delle orchestre che, con PETRALIA, BARZIZZA e ANGELINI, videro le loro fortune legate soprattutto alla radio, e quella dei piccoli complessi attivi non solo per gli intrattenimenti danzanti ma, spesso esclusivamente di "studio", riuniti cioè per delle incisioni discografiche. Fu soprattutto con i piccoli complessi che fecero le prime esperienze le più importanti figure della musica da ballo e del jazz italiano- Alberto Rabagliati e Natalino Otto, voci; Franco Cerri e Luciano Zuccheri, chitarra; Lelio Luttazzi, pianoforte; Gorni Kramer, fisarmonica che fu il vero ispiratore del "nostro" brillante musicista, che interpretò con chiarezza e disinvoltura "Merci beacoup", "Ma… le gambe", "Pippo non lo sa", "Crapa pelada", "Adagio Biagio", "Lodovico", "Ba ba baciami piccina", e il brano strumentale-virtuosistico "Play the accordion". Eloquenti le sue capacità di fare dello "swing" con la fisarmonica. Nelle sue interpretazioni portò lo "scat", il tipico stile jazzistico fatto di sillabe sconnesse, senza significato, in cui eccelse Louis Armstrong.
-Anni ’50: il virtuoso Peppino De Blasio dà vita ad una formazione orchestrale con gli strumentisti Nini’ Pagliuca, chitarra; Silvio Sorgente, sassofono alto e Raffaele D’Elia, batteria, che riscosse vivi consensi. Il repertorio spaziò dal samba al twist, dallo slow al liscio, passando attraverso mode esotiche come il calipso, il mambo, il bajon e il cha-cha-cha.
I SUOI RICORDI: "Caro Enrico, la musica è stata la vera musa ispiratrice della mia esistenza- tanti orizzonti ho esplorato grazie ad essa. E al mio amato strumento devo anche l’incontro con la compagna della mia vita. Una festa campestre fu la ribalta ideale per musiche brillanti, spensierate, ma anche malinconiche, lente, vellutate, allorché scoprii il volto dai lineamenti angelici di Adele Carolla e, mentre incantato la fissavo intensamente, il mio cuore e l’anima della mia fisarmonica le dichiararono il mio amore con "Polvere di stelle"." Le stelle poi accompagnarono PEPPINO E ADELE sull’altare.
La canzone italiana, intanto, si rinnovava- c’erano Fred Buscaglione con le sue criminal songs, Ugo Calise con il suo quasi jazz da taverna ischitana, i cantautori e i rocher pronti a fare irruzione sulla scena.
E sulla scena napoletana, il maestro Peppino De Blasio, si distinse con Mario Merola e Gloriana nei film "Zappatore" e "Lacreme napulitane"; con la ballerina Flora Lodigiani nel film "Malavita"; esibizioni televisive a Napoli canale 21 con Pino Moris e a "Forum" con Rita Dalla Chiesa su rete 4; collaborazioni con il maestro Pregadio; strabilianti performance al rinomato ristorante "Zì Teresa"; citazioni in pubblicazioni dai giornalisti Mimmo Liguori e Nino Masiello; la lunga tournee negli USA e l’apprezzamento dei "giganti" Glenn Miller, Artie Shaw, e da Jimmy e Tommy Dorsey al "RAINBOW ROOM", dove conobbe GARY COOPER, CLINT EASTWOOD, BURT LANCASTER, e JACQUELIN KENNEDY; a "LITTLE ITALY" suonò con Renato Carosone, Peter Van Wood e Gege’ Di Giacomo: "That’s amore". "Mambo italiano", "Torero", "Tu vuò fa l’americano", "’O sole giallo", "Ho giocato tre numeri al lotto", "Guaglione".
IL MUSICISTA: "Tanta stima e affetto infinito vanno ai maestri Pino Rosiello, Italo Cammarota, Alfredo Salzano, Vitolo Fasoli e Raffaele Russo, veri artefici della nostra cultura musicale."
IL MAESTRO PEPPINO DE BLASIO E’ STATO IL MUSICISTA PIU’ VIVACE DELLA MUSICA SINCOPATA. EGLI HA SAPUTO, NELLA SUA MISURA, DI UNA ITALIA PROFONDAMENTE PROVINCIALE E APPENA PERCORSA DA ANSIE INAPPAGATE DI NOVITA’, SINTETIZZARE IL SENTIMENTO DEL LINGUAGGIO JAZZISTICO MUTUATO DALLA GRANDE ESPERIENZA AMERICANA. QUESTI VALORI LO FANNO PROTAGONISTA DELLA MUSICA A BENEVENTO.
*Omaggio al mio amico PEPPINO DE BLASIO e alla signora ADELE.

Enrico Salzano

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