Tony Dallara l'urlatore

Bambina bella,| sono l’ultimo poeta,| che si ispira ad una stella,| bambina mia,| sono l’ultimo inguaribile,malato di poesia,| e voglio bene a te,| perché sei come me… romantica.
O –o -only you, urlato dalla ragazzona in minigonna e stivali alti, lucidi, scosse il pubblico del Calandra, ma il goffo co-o-me prima, più di prima lanciato dalla impellicciata amica, fece intuire che si trattava dei fans di Tony Dall’ara (nome d’arte di Antonio Lardera) e non l’anteprima del BENgio Festival anni ’50 e…oltre - dodicesima edizione. L’urlatore dalla nera e folta chioma riccioluta che nel ’58 rispolverò Come prima e Ti dirò, accompagnato dai Campioni, con gli inconfondibili vocalizzi singhiozzati, nato a Campobasso ma trasferitosi a Milano, si dichiarò soddisfatto dell’ottimo livello qualitativo delle voci presenti alla kermesse dicembrina e dell’accoglienza riservatagli.
Maestro, che il suo ruolo di Special guest abbia un grande significato per questo festival e per le giovani promesse che propongono questa sera le favolose, irrepetibili, melodie degli anni ’50 e …oltre.
Dallara, che nel ’60 vinse il Festival di Sanremo - in coppia con Renato Rascel - con Romantica e poi Canzonissima con Bambina bambina, vestita di scuro e con il suo timbro inconfondibile, piagnucoloso, ma trascinante, puntandomi uno sguardo penetrante, a dir poco, mi rispose: Certo! Quegli anni semplicemente unici, restano un punto di riferimento per la musica e i motivi conservano tutta la loro energia, validità e bellezza.
Affascinato, osservavo Tony Dallara mentre riapparivano i juke-box dalle luci multicolori, che risuonavano: Brivido blu, Ghiaccio bollente, Romantica, My Tennesse, Ti dirò, accompagnati con il tipico terzinato alla Platters. Ma l’urlatore si fece largo anche con brani poco o niente urlati quali: La novia di Antonio Prieto, convincendo così critica e pubblico. Ormai il tempo delle balere era passato.
…Sai Enrico, l’autore di “Romantica”, Dino Verde ispirandosi alla storia sentimentale di Rascel con Hughette Cartier, sua prima moglie, mi consigliò di eseguire il brano con ritmo veloce, tagliando alcune strofe… ottenendo grande effetto e trasmettendo energia pura. Nella stessa edizione del festival cantai anche “Noi”, con Jula De Palma, classificandomi al quinto posto.
Dallara, divenne così sull’esempio dei Platters e di Frankie Lane, il capostipite degli urlatori portando con altri, Betty Curtis, Jenni Luna, Anna D’Amico, Joe Sentieri… una situazione nuova come quella di cantare… urlando.
Tony, non vi è dubbio alcuno che gli urlatori contribuirono a svecchiare il panorama della musica italiana…
L’interruzione, dovuta dal direttore di palco che invitava, con sollecitudine, lo Special guest a riapparire sulla scena, non mi permise di completare l’intervista ma, dalla mia postazione di coordinatore di giura del “BENgio festival”, ascoltai i lunghi e fragorosi applausi e i complimenti, a gran voce, tutti per Tony Dallara, “re” degli urlatori.
“…Ogni giorno| ogni istante,| dolcemente ti dirò: “come prima,| più di prima,| t’amerò”.

Enrico Salzano

* Omaggio a Tony Dallara,l’urlatore

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