Pino D'Arienzo: vocalità antica

Pino D’Arienzo, occhi sinceri, riservato, capelli scuri che hanno lasciato ormai una calvizie che non menoma quell’aria da eterno ragazzo, ha dimostrato di essere un musicista puro, intelligente, ricercato, che omaggia i suoi numerosi e discreti ammiratori con uno stile che gli si addice completamente. Infatti, ha alle sue spalle una carriera seria, organizzata con cura e voluta con tutta l’anima.
Pino, all’anagrafe Oscar, dotato di una voce espressiva e appassionata, nasce a Benevento e, sin da piccolo, si avvicina, prima istintivamente poi consapevolmente, alla canzone napoletana con uno stile di canto più vicino alla tradizione.
"Mio padre credeva nelle mie possibilità, indirizzandomi al maestro Italo Cammarota, che mi "promosse", invitandomi però allo studio corretto della musica e del canto." Così il giovane, da quel momento in poi, con la solita lucida determinazione, si propone nell’interpretazione di certi testi dell’anima popolare napoletana.
Alla ricerca della grande opportunità, canta ma non gli bastano gli applausi dei familiari e degli amici, sogna un vero palcoscenico. Finalmente, nel ’62, invogliato dai musicisti Pino ed Enrico Salzano, partecipa con "The Marines" al fuori-programma del "II Festival della canzone" con la beguine-lenta "Sì ce’ lassammo", incontrando, al "Massimo", il favore del pubblico. Conosce, così, tanti altri giovani pieni di speranze e riesce a farsi apprezzare negli ambienti musicali. Successivamente, partecipa con soddisfazione ad uno spettacolo ENAL con il complesso "Alba", diretto dal fisarmonicista Mario Lamparelli.
Per Pino D’Arienzo seguono altri spettacoli, serate, feste di piazza, ma un momento felice lo vive nel ’73, allorché, presentato da Corrado Mantoni, risulta secondo nella classifica di ammissione al "Cantagiro". Gli anni Sessanta e Settanta sono piacevoli da ricordare, ma lontani, i Novanta riescono ancora a dargli soddisfazioni. Da allora, appare nel complesso tipico "Momento Napoletano" e in tv con il famoso "Don Saverio" (Tonino Sorgente) presentato dalla esimia giornalista Maria Ricca e accompagnato dalla chitarra classica di Ninì Pagliuca.
Oggi, riascoltando il repertorio classico-napoletano proposto da Pino D’Arienzo colgo, particolarmente in "Era de’ maggio" e "Serenata napulitana", non più le influenze di Bruni, Abbate e Trevi, ma un’autentica voce antica..
Nel 1950, "Da Ruggiero" non era solo ristorante-pizzeria, ma anche un salotto, in via Erik Mutarelli, dove a tarda ora si potevano trovare, davanti allo speciale pollo allo spiedo, i maestri Cammarota, Fasoli, Russo, D’Elia, Tonino e Silvio Sorgente.
E quella sera del ’62 in quel salotto si trovarono anche Pino ed Enrico Salzano, con Pino D’Arienzo, cantante.

Enrico Salzano

* Omaggio al mio amico Pino D’Arienzo e alla memoria del papà Ruggiero.

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