I compositori


I compositori che sin dagli inizi del Novecento hanno scritto per la canzone beneventana pagine indimenticabili sono numerosissimi. Molti sono competenti, altri, invece, non avendo cognizioni musicali “dettano”, di solito ad un pianista, il motivo da loro ideato. Canzoni per carnevale, serate, sagre, per protesta o per scherzo. E’ con questa visione che operano le figure, mai dimenticate di Giuseppe Grassullo, Giovanni Vernucci, Salvatore Rosiello e Raffaele Tedesco. Ancora sono ricordati i motivi di Davide Valillo, emigrato in America, di Salvatore Glorioso, di Giuseppe Iadarola, di Nino Martignetti che esprimeva la nostalgia trovata nelle ore passate “vocche e vocche” a fare l’amore per le zone ombrose nei pressi della villa comunale. Allora il maestro Antonio De Rimini musicava i versi dell’avv. Cosimo De Blasio e Antonio “bacchettone” lanciava acuti stralci di feroce ironia al sindaco don Achille Isernia: “Don Achì, nun te stancà, ca tu ce fa stà carità, sei, sette vote u juorno u calmiere e affissà”.
Nella “Piedigrotta Beneventana” che si tenne in piazza Commestibili intorno al 1920 si improvvisarono carri che sfilarono per le strade di Benevento, tra un popolo esultante che manifestava così la sua genialità e spontaneità cantando: “Piedigrotta paisana”, “A luna me dicette”, “Nennella mia”, “Funtana nova”.
In questi brani si colgono i compositori a rappresentare ad ogni costo i sentimenti del popolo. E nelle loro opere, infatti, si evidenziano arie di vecchia data.
Ma, figura anche un nutrito gruppo di compositori di solito strumentisti, che omaggiano la musica beneventana di autentici gioielli, come il maestro Pino Rosiello, direttore d’orchestra e accompagnatore ufficiale, nel 1949, di Beniamino Gigli. Tra le opere più importanti figurano: “Mirka”, “Diva”, “Gondola”.
Altro esponente di questo ambito colto è il maestro Italo Cammarota, emblematica figura della nostra città, che vanta brani melodicamente perfetti, quali: “Nù munn e bene”, “Lavinia”, “Garibaldina”, su testi del napoletano Alfonso Chiarazzo, mentre con Lorenzo Celegato: “Santarella”, “Trieste mia” e, interpretata dal grande comico Nino Taranto “O’ guappo”.
Altro compositore che si ricorda per la corposa produzione musicale è il maestro Ettore Paragone. Direttore d’orchestra, divenuto popolare negli anni ’50, fornisce a Vincenzo De Masi la musica del vivace brano: “Tarantella zitto zitto”, vincitrice del “ Primo Carnevale Beneventano “. Nel 1961 dirige l’orchestra della manifestazione artistico-musicale “Serata della canzone beneventana”, dove primeggia “Uocchie nire” interpretata dal duo Luigi Palatella - Luisa Micco; ma ricordo anche la guappesca: “Malandrino” con la voce di Romolo Fiore: “Scusate giuvinò, addò scinnite? A copp a casa e à nnammurata mia? Embè, pruvate pure vuje stu curtiello!!”
Alfredo Gramazio, “rey del tango”, appassionato di musica argentina, musica “Nina enamorada”, “My guidara”, “Alma gitana”, “My dulce amor”, “Amo solo te bambina” e “Come un angelo biondo”. Rivedo ancora la sua bella figura in tenuta da gaucho, portare con il suo violino nelle sale da ballo, le note del tango combinate a tristezza e sensualità.
“Stasera nun passa nisciuno sott’a stà luna, pe chesta via sulagna affianc’o mare ch’è tutta primavera…” brano nostalgico e di grande effetto di Antonio De Rimini, con i versi di Oscar Rampone, vincitore del “Concorso della canzone” tenutosi nelle Terme di Telese negli anni ’30.
Alfredo Salzano, allievo dei maestri Baldini, Cammarota, Rosiello, De Rimini, è il compositore di “Nennella Pacchianella”, “Chitarra malinconica”, “Nostalgia paesana”, “Antico amore” con il fedele amico Edgardo De Rimini, mentre con Vincenzo D’Agostino: “Dimme” e “Silvanita”, brani che figurarono nel repertorio del tenore Tullio Pane, di Mario Abate, di Tullio Zitani e di Andrea Principe. Partecipa con Antonio Esposito al “Secondo Festival della canzone” con “Finestrella e Marchiare” e “Ciccillo terremoto”. Scrive le colonne sonore per i fratelli Mario e Carmine Abbuonandi de “L’opera dei pupi”. Clarinettista negli anni ’40 dell’orchestra di Pippo Barzizza, a Milano e della banda musicale diretta da Pino Rosiello e dal maestro Sassanelli.

MA AL DI LA’ DEL DISCORSO DEI COMPOSITORI, MUSICISTI COLTI O SEMICOLTI CHE HANNO AVUTO IN MODO DIFFERENTE COMPETENZE MUSICALI, PRATICA STRUMENTALE, ARMONIA ED ALTRO, O DI COLORO CON POCA O PER NIENTE COGNIZIONE MUSICALE, RESTANO PUR SEMPRE LE LORO MELODIE EFFICACI POPOLARESCHE, CHE HANNO ACCOMPAGNATO I MOMENTI MIGLIORI DELLA STORIA DELLA MUSICA A BENEVENTO.

* Omaggio ai compositori della musica a Benevento.

Enrico Salzano

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