Cità Spettacolo e… dintorni


"Impressionava quella abnorme T che si snodava partire dalla parte più alta del Corso Garibaldi, illuminatissimo fino a raggiungere, a destra il monumento dedicato all’imperatore Traiano, mentre a sinistra lambiva l’ex palazzo INPS, in Piazza Roma. Il candore del vestiario e dei tavoli imbanditi per la “Cena in bianco”, rifletteva lo stato d’animo dei 1500 e più partecipanti nella gioia. Evento, questo, che gli storici riporteranno con dovizia di particolari, a soddisfazione dei cittadini assetati di felicità, dopo un percorso di buio totale, durato dieci lunghi ed estenuanti anni.
“È la prima volta in Campania... Sono soddisfatto nel vedere una attiva partecipazione... Questo è un momento di aggregazione, di socializzazione, di amicizia... I commercianti si sono disfatti di tante camicie, pantaloni che non riuscivano a vendere...” Così visibilmente commosso il sindaco onorevole Clemente Mastella.
Sulla stessa lunghezza d’onda, le dichiarazioni degli onorevoli coniugi De Girolamo - Boccia. Stiamo parlando, quindi, di un indiscusso successo di una delle trovate magistralmente concepite.
A tal punto, l’aggettivo “culturale” può essere usato a pieno titolo, allorché si legge uno spartito dal titolo: “Entusiasmo”. Il cartellone di “Città spettacolo 2016” presentava a Piazza Castello Giovanni Calone, in arte Massimo Ranieri che, da grande mattatore, interpretava le note: “Rose rosse”, “Erba di casa mia”, “Se bruciasse la città”, “Perdere l’amore” e le più belle melodie del ‘900 napoletano. Sempre eclettico con l’interpretazione nitida, forte ed espressiva, con grande riscontro critico e di pubblico. Poi la volta di Antonello Venditti, cantautore romano protagonista della “canzone  popolare” che regalava: “Roma Capoccia”, “Campo dei fiori”, “Grazie Roma”, brano popolarissimo,”Ci vorrebbe un amico”.
Una scaletta che accordava un pubblico di più generazioni. Una sagra? No! Ma una fusione “colto-popolare” che ha rivitalizzato ambiti archeologici con spettacoli vari, dove anche artisti locali hanno trovato lavoro e gratificazione. Grande prova del Conservatorio con allievi e maestri. Le cose sono cambiate: profeticamente avevo previsto tanto per la musica beneventana e per i nuovi talenti che chiedono legittimamente di uscire da una strada senza sbocco in senso reale e metaforico. Lo testimoniano i miei reiterati inviti espressi da anni nei numerosi articoli pubblicati su “Benevento” e “urlati “ dai palcoscenici, anzi dal palcoscenico del “Massimo”, l’unico ancora aperto. “...Sono stati giorni favolosi... serate, momenti musicali... realizzati con pochi soldi ... Piazza Santa Sofia non aveva niente da invidiare ai grandi ambiti di Parigi”. Queste le esternazioni vibranti di Renato Giordano direttore artistico di “Città spettacolo “.
Continuava l’assessore alla cultura, Oberdan Picucci: “Straordinario successo in una città letteralmente sopita... anche dal punto di vista commerciale. I termini “anacronistico” e “ localismo “, vanno assolutamente banditi perché da questo “humus” potrebbe nascere un festival in grado di farsi apprezzare anche al di là delle ristrette mura cittadine”.
“...Ovunque sei/ se ascolterai/ accanto a te/ mi troverai...in un concerto dedicato a te!”

Enrico Salzano

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