Con "The Marines" al Grand Hotel Italiano

Buon anno!/ a chi è felice nella vita/ Buon anno!/ alla spigliata gioventù/ un’altra primavera è già finita/ Buon anno!/ a chi vent’anni non ha più/ Buon anno!/ a chi sognando insegue una chimera/ Buon anno!/ a chi non ha speranza alcuna/ lo guarderanno i raggi della luna/ Buon anno!/ Buona fortuna!”.

Almeno un giorno, una volta all’anno è bello ma anche giusto dimenticare, illudersi, sognare che tutto sarà diverso con l’avvento del nuovo anno, aiutandosi con brindisi e musica. Via allora alle danze, ma solo dopo l’accogliente e spumeggiante benvenuto che il dott. Giulio Italiano rivolgeva alle comitive provenienti da Roma, Caserta e dalla Puglia, ma anche ai tanti beneventani che entusiasti affollavano il salone delle feste del  Grand Hotel ‘ Italiano ‘ . La colonna sonora della kermesse affidata allo storico gruppo de “The Marines”, fondato e diretto da Enrico Salzano, iniziava il proprio repertorio con gli incomparabili e seducenti motivi di Jao Gilberto, Antonio Carlos Jobim e Vinicius de Moraes, dove la sezione ritmica appariva precisa e raffinata. Alfredo Salzano alla batteria; Enrico Salzano, percussioni e voce; Bruna Orlacchio, piano e voce; Pino Tiso alle tastiere e Jack Corona, chitarra, voce e mandolino, proponevano una piacevolissima linearità musicale. D’altra parte questo genere nasce e vive proprio dal contatto con la gente.
Alle 22.00 circa, il naturale temperamento del gruppo sfociava, anche assecondando le richieste della sala, in musica introspettiva, pittoresca, corposa, dove emergeva ora la voce di Jack, da consumato bluesman, ora quella tesa, roca, swingante, caratterizzante di Enrico, ora quella di Bruna, che in “Città vuota” evidenziò una voce corposa a tratti vibrante dal perfetto controllo. Il concerto poi assumeva, nella grintosa sobrietà con una girandola di suoni accattivanti diretti e di ritmi sicuri, un particolare significato scaturito dall’estrema personalità dei musicisti che, gratificati dai continui e calorosi consensi del pubblico, davano tutto il loro essere. Aspettando il Buon Anno e la Buona fortuna, “The Marines” proponevano “Guarda che luna” interpretata intensamente, con una timbrica a tratti roca da Enrico che, apparendo in modo vissuto, omaggiava così il grande Fred Buscaglione, quello dal wisky facile.In questo brano gli strumenti spesso si fondevano in un sound unico; con l’iniziale intervento del piano di Bruna e con l’assolo vigoroso e strategico del tastierista, Pino, mentre Alfredo Salzano, batterista, forniva più che un supporto dinamico, dando il tempo agli altri musicisti, che ne apprezzavano il temperamento ed il sound, evidenziato in particolar modo in lunghi assoli; una forte presenza dello strumento con il piatto squillante, spesso,      in primo piano.
Da mezzanotte all’alba, quasi, musica latino - americana, caraibica, pop, rock, liscio-romagnola, blues, soul e testi gustosi, ironici e, a completamento, la quadriglia, comandata dal maestro Bruna Orlacchio.
Un evento spettacolare: “Aspettando il 2010” voluto dal Grand Hotel con l’entusiastico apporto artistico musicale de “The Marines” che da moltissimi, ormai, è vicino alla famiglia Italiano.
Ar-ri-ve-der-ci, dam-mi la ma-no e sor-ri-di sen-za pian-ge-re… Que-sto sa-rà l’ad-dio ma non pen-sia-mo-ci. Con una stret-ta di ma-no da buo-ni a-mi-ci sin-ce-ri ci sor-ri-dia-mo per dir… Ar-ri-ve-der-ci!

Enrico Salzano

* Omaggio al nuovo anno

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