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Aspettando
il nuovo anno con "The Marines" e Rosanna Vaudetti


Il giorno
di S. Silvestro volava via nel tumulto dei preparativi, degli impegni,
dei sentimenti e delle emozioni varie che la grande occasione suggeriva.
Verso il pomeriggio inoltrato, però, si avvertiva un bisogno di
riposo, una volontà di evitare assolutamente turbamenti e distrazioni
non necessarie. Una pace tranquilla viveva sovrana nelle case e nelle
strade e, solo dopo aver trascorso con i propri cari un lungo momento,
si avvertiva la necessità di uscire e di incontrarsi con gli amici
di sempre per gli auguri, gli abbracci, rinsaldando in noi la persuasione
intima che il nuovo anno ci avrebbe portato bene. Almeno un giorno, una
volta allanno, è bello ma anche giusto dimenticare, illudersi,
sognare, che tutto sarà diverso con lavvento del nuovo anno,
aiutandosi con abbondante cibo e brindisi.
Questo il clima proposto dallattenta regia del dott. Giulio Italiano
che, aprendo le porte del salone delle feste dellomonimo hotel alla
comitiva romana, regalava una serata unica e spumeggiante anche ai tanti
beneventani, che davano ben presto lavvio alle danze. La colonna
sonora della kermesse veniva affidata alla storica band "The Marines",
fondata e diretta da Enrico Salzano, la quale iniziava il proprio
repertorio con musiche di Joao Gilberto, Antonio Carlos Jobim e
di Vinicius de Moraes, dove evidente risultava la sezione ritmica,
precisa, raffinata con Alfredo Salzano alla batteria, Giuseppe
Marlon Salzano al basso, Enrico Salzano alle percussioni e
voce, mentre la sezione melodica, con il bluesman Jack Corona,
chitarra e voce e con il pianista e tastierista Antonio Bocchini,
proponeva una piacevolissima linearità musicale. Daltra parte
questo genere nasce e vive proprio dal contatto con la gente. Poi, la
naturale personalità della band sfociava, anche assecondando le
richieste della sala, in brani introspettivi, pittoreschi, corposi dove
emergevano ora la voce irruente di Jack, ora quella caratterizzante
di Enrico, ora quella morbida di Giuseppe Marlon. Il concerto,
dopo i forbiti interventi della presentatrice Rai Rosanna Vaudetti,
assumeva, nella grintosa sobrietà con una girandola di suoni accattivanti
diretti e di ritmi sicuri, un particolare significato scaturito dallestrema
personalità dei musicisti che, gratificati dai calorosi consensi
del pubblico, davano tutto il loro essere. Aspettando il nuovo anno, "The
Marines" proponevano "Guarda che luna", interpretata
con la timbrica leggermente roca da Enrico, che apparendo in modo
vissuto omaggiava così il grande Fred Buscaglione. In questo
brano gli strumenti si fondevano in un sound unico, con lassolo
della chitarra del bluesman che, grazie anche ai particolari effetti,
lacerava lanima, con liniziale intervento suggestionante del
piano di Antonio Bocchini, con linesauribile lavoro del basso
di Giuseppe Marlon Salzano, con le originali figure ritmiche della
batteria di Alfredo Salzano.
Da mezzanotte allalba, quasi, musica brasiliana, giamaicana,
pop, rock, blues, soul e brani dai testi gustosi e ironici.
"In-co-min-ciò co-sì mi chie-se-ro che fai vie-ni
con noi sta-se-ra/ e poi quan-ta al-le-gria per fe-steg-gia-re te che
a-ve-vi un an-no in più/ qual-cu-no fra di noi ti cor-teg-gia-va
già/ io sta-vo lì im-pac-cia-to ti die-di il mio re-ga-lo/
e poi ti dis-si pia-no au-gu-ri" (Depsa Iodice
Di Francia)
Enrico Salzano
* Omaggio
al nuovo anno
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