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Il
contrabbassista che amava lo swing

"Questo
strano ritmo che can-ta-re mi fa/ lo si può bal-la-re dondo-lando
qua e la/ Quando la tua bella ca-pricciosa è con te/ tut-ti i ba-ci
i-nu-ti-li sa-ranno per-chè/ non si può re-si-ste-re, bi-so-gna
provar/ questo nuovo ritmo che cin-vi-ta a sognar/ un mo-ti-vo al-le-gro
la po-trebbe calmar/ dunque questo ritmo tu le de-vi cantar/ è
u-na ten-ta-zio-ne che ci viene dal cuor/ che vuol sen-ti-re so-lo rit-mo
ten-ta-tor
/ questo strano ritmo che mi-ra-co-li fa/ ma che - grida-re
fol-lemen-te ti fa-rà
" "In the mood"
(A. Razaf J. Garland)
Il particolare che mi colpì di quellocchialuto giovanotto
non fu la singolare espressione, allorché si lasciava andare negli
assoli, ma la sua mano bella e grande da contrabbassista. Mano che ereditò
con la musica dal maestro Italo Cammarota, suo padre. Ma Ermanno,
per gli amici Ermannino, nome che vantava dal nonno, ebbe anche
la fortuna di nascere da Lavinia Iasiello, professoressa di musica.
"Fortunato, poiché la sua strada è tutta in discesa!"
commentavano a Benevento. Niente di più sbagliato! Infatti
Ermannino Cammarota, visceralmente musicista, ebbe la sola "colpa"
di approfittare dei severi insegnamenti dei genitori e di Don Ermanno,
il nonno. Nellorchestra "Hula Hula", tipica formazione
diretta da Italo Cammarota, locchialuto strumentista apparve,
con il suo gigantesco strumento, sin dagli anni 50 accanto a Raffaele
Russo (fisarmonica); Tonino Sorgente (fisarmonica e voce);
Luigi Cammarota e Filippo Citarella (chitarra); Silvio
Sorgente (sax alto); Raffaele DElia (batteria) e al cantante
Benedetto Politi dalla voce calda e vellutata. Con il suo stile
potente, chiaro, si pose subito in totale interdipendenza dagli altri
strumenti, delineando linee armoniche esatte. Forse caratterialmente diverso
dal padre, ma con la medesima vivace intelligenza, Ermannino si rivelò
anche un forbito arrangiatore, portando alle composizioni volume sonoro
e dinamismo. A quel tempo le orchestre tenevano ancora repertori tradizionali,
che lasciavano al nuovo poco spazio ma, indossando un maglione a collo
alto ed il vestito trasandato che lo faceva "vissuto", il contrabbassista
si poneva in versione swing, dove portava il meglio di sé.
"I want to be loved, but only by you,
I shouldnut
be so crazy but you
But what can do
I want to be loved,
but only by you, I want to be you". "I want to be loved"
(Savannah Churchill).
Suonò con una carica incredibile e forte energia che scaricava
sullo strumento, il meglio di Cole Porter, di Benny Goodman,
di Hoagy Carmichael, di Harold Arlen.
Figurò con il "Quartetto R"; con il maestro Geppino
De Masi (fisarmonicista); con lorchestra del maestro Ettore
Paragone in "Serata della Canzone Beneventana" e
con "The Marines", diretto dal tastierista Pino Salzano.
"Pino Salzano, passionale e inguaribile perfezionista, condivideva
larte musicale con il fratello Enrico, batterista"e oggi raffinato
musicologo. Così lultima volta che mi scrisse il mio
amico contrabbassista.
Ma a volte il mio pensiero va a quella casa dove viveva il contrabbassista
che amava lo swing di Louis Armstrong, di Count Basie
e di Duke Ellington.
"Vecchia America dei tempi di Rodolfo Valentino/ quando
Al Johnson canticchiava e Frank Sinatra era un bambino/
quando Gershwin rapsodiava tutto in blues/ sei rimasta un bel ricordo
e nulla più/ Vecchia America dei neri piantatori di cotone/ dei
magnati a quadrettini con il sigaro e il bastone
Charleston,
Dixieland
Dollari, Chesterfield whisky a volontà/ sembrava
davere scoperto la formula della felicità
Vecchia America
dei baffi alla Menjon/ sei rimasta un bel ricordo e nulla più".
"Vecchia America" (Lelio Luttazzi)
Enrico Salzano
* Omaggio alla memoria
di Ermannino Cammarota
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