|
Il
maestro Italo Cammarota
Copertina
di un successo di Nino Taranto "O guappo" del maestro Italo
Cammarota dallarchivio di casa Salzano
"Bahia
sei leterna mia vision, Morena sei leterna mia canzon
".
Questa la sigla dellorchestra del mitico maestro Italo Cammarota.
Erano gli anni 50.
Italo Cammarota, nacque a Benevento nel 1909 e nacque nel suo elemento
naturale la musica.
Figlio del maestro Ermanno, contrabbassista e, fratello di Ivano
(chitarrista), di Ermanno (chitarrista), di Elio, Enea,
Eaco (chiamato Cocchetto), Wanda, Lola, Elda
e Malida, tutti legati al mondo musicale.
Iniziò lo studio del violino, secondo i severi canoni di papà
Ermanno ma, successivamente volle conoscere un po tutti gli strumenti
che gli capitavano a tiro, riuscendo a passare, di volta in volta, al
pianoforte, alla fisarmonica, alla "famiglia" dei sassofoni
e, anche alla batteria.
Anni 30. Italo si diplomò in violino presso il Conservatorio
"S.Pietro a Maiella di Napoli". Sposò la professoressa
di pianoforte Lavinia Iasiello e iniziò il sodalizio artistico.
Si dedicò alla difficile e, allora, quasi inedita attività
di creatore di commenti musicali per il cinema muto. Al "Select"
con i maestri: Pino Rosiello piano; Ermanno Cammarota
contrabbasso; Todeschini Gogliano violino; Vitolo
Fasoli e Alfredo Salzano clarino e sassofono; Arturo
Zitani e Cosimo Iasiello voci: "La cumparsita"
da "I quattro cavalieri dellapocalisse"; "Torna"
di Vento-Valente; "Zappatore" di F.Albano.
Tante le scritture, per il nostro maestro, che con il suo magico violino
trasmetteva le belle melodie italiane, finanche, da Radio Tirana (Albania):
"O Paese do sole" di Bovio-DAnnibale;
"A canzone e Napule" di Bovio-De Curtis; "Parlami
damore Mariù", "Solo per te Lucia",
"Portami tante rose", "Bombolo", "Non
dimenticar le mie parole" di Bixio-Mascheroni-Lazzaro-DAnzi;
con la compagnia di rivista: "Cettina Bianchi and he boys",
"Ma
le gambe" di DAnzi-Bracchi; "Bambina
innamorata" di DAnzi, "Sentimental" e
"Mi parleranno damor" di Wanda Osiris che, portarono
nel varietà il lusso del "musical".
Piume colossali, parure di collane, immense scalinate, tra cui le vedettes
scendevano, ondeggiando e sfoggiando sontuose nudità. Era lera
dei "Telefoni bianchi".
Anni 40: La guerra! Con gli americani sbarcarono in Italia, i grandi
motivi della canzone ritmica: "Stardust" di Charmichel;
"Saint Louis Blues" di Handys; "Begin the
beguine" di Porter; e, in casa Cammarota Ermanno poi contrabbassista.
Palazzo Collenea, sede del circolo degli ufficiali americani, fu testimone
dello spessore artistico dellecclettico Cammarota che, con il violino,
sassofono, ocarina, e il grande carisma, estasiò, elettrizzò
"i liberatori": "Bolgie woogie e Blues", con
gli strumentisti Lavinia Iasiello Cammarota piano; Todeschini
Gogliano e Giuseppe Vallone violino; Vitolo Fasoli
e Alfredo Salzano clarino e sassofono; Antonio Telamone
batteria: "Il walzer delle candele"; "Danny
boy"; "My prayer"; "Temptation"
e i raffinati calibrati brani di Duke Ellington.
Intanto, altro felice evento in casa Cammarota: la nascita di Enzina.
1947. "La Piedigrotta beneventana", organizzata da Boccardo,
C.Russo, G.Russo, e da E.Ferrara, vede, Italo Cammarota, animare,
con le sue composizioni, quella festa di popolo che, ottenne grande successo
ed entusiasmo.
I brani di Caggese, De Masi, M.Matassa e, DAgostino su musiche di
Fasoli, Salzano, Paragone, toccarono il cuore dei beneventani.
Compose, poi, per manifestazioni, festival, brani negli stili più
disparati, bellissime pagine melodicamente perfette: "Nu mun e
bbene"; "Lavinia"; "Garibaldina",
mentre su testi del napoletano Chiarazzo: "Sartulella",
"Santarella", "Trieste mia" con il poeta
Lorenzo Celecato, "O guappo" interpretata dal grande
Nino Taranto e, immensa fu la soddisfazione dei beneventani.
In piazza Roma, che delizia, per gli avventori del "Gran Caffè":
"Italo Cammarota e la sua orchestra" con la voce di Gaetano
Quadraro; "Munastero e Santa Chiara" di Galdieri-Barberis;
"Simme e Napule paisà" di Fiorelli-Valente; "Tammurriata
nera" di E.A.Mario. Brani, ricchi di filosofia che, inneggiavano
alla vita, dopo la catastrofe.
Anni 50. Il vivace maestro mise su lorchestra "Hula Hula":
alla fisarmonica Raffaele Russo, alle chitarre Ninì
e Silvano Pagliuca; alla batteria Raffaele DElia successivamente
Silvio Sorgente sassofono, voci Benedetto Politi e Tonino
Sorgente.
Quanti amori sbocciarono allombra della secolare vegetazione delle
Terme di Telese e, sullonda delle romantiche musiche: "Me
so mbriacate e sole" di Esposito-Salve; "Anema e core"
di Esposito; "Nu quarto e luna" di Tito Manlio-Oliviero;
"Aggio perduto o suonno" di Natili-Redi; "Accarezzame"
del maestro Pino Calvi.
Attestati e benemerenze gli tributò la città di Benevento:
lopera pittorica del maestro Errico, presente nella cosiddetta "Taverna
do u puntillo" oggi "Taverna di Orazio" di Palmieri,
che, vede tra i grandi della cultura, arte, spettacolo e politica, il
maestro Italo Cammarota (Nevius, Liberto di gran classe).
Anni 60. Il musicista si trasferì a Roma quale I° violino
nellorchestra stabile della RAI TV. Lasciando, al suo erede naturale,
maestro Raffaele Russo lorchestra Hula Hula.
La vena musicale collaudata, di questo artista, grazie alla stesura di
brani per sola orchestra, con la continua preparazione di arrangiamenti
per le formazioni, grandi, grandissime e medie, che aveva diretto negli
anni precedenti, e la naturale inclinazione e linteresse per la
ricerca, e non ultimo il desiderio di sentirsi pioniere in un mondo in
cui, quasi, nessuno tentava di staccarsi dai clichès tradizionali,
gli diedero una notevole spinta, e gli consentirono di diventare un bravo
arrangiatore e direttore dorchestra in questo non ebbe concorrenti.
Pertanto, IL MAESTRO ITALO CAMMAROTA E PROTAGONISTA DELLA MUSICA
A BENEVENTO.
"Bahia sei leterna mia vision, Morena sei leterna
mia canzon
".
* Omaggio a Eaco (Cocchetto) Cammarota, mio amico e alla famiglia tutta.
Enrico
Salzano
|