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Il
maestro Vincenzo Boniello
Il maestro
Vincenzo Boniello con la sua fisarmonica e a destra alcune sue composizioni
"Er
Papa nun vò er tango, perchè, spesso, er cavajere spigne
e se strufina sopra la panza de la ballerina che, su per giù, se
regola lo stesso".
Così il poeta Trilussa in romanesco. Non così "il Poeta"
beneventano, Vincenzo Boniello e la sua fisarmonica: tanghi, valzer,
polche, mazurche, e musiche di tutti i generi. Erano gli anni 50.
Vincenzo Boniello classe 1932, nacque in contrada Cubante del Comune
di Calvi (Benevento) ed evidenziò, ben presto passione e capacità
artistiche per la musica superando, con grande volontà, ogni tipo
di ostacolo.
Tanti i chilometri percorsi, con il sole e con la pioggia, con la bicicletta
e con la cara fisarmonica a tracolla, per raggiungere la scuola di musica
a Benevento, dove conseguì il diploma.
Tra i suoi maestri: Italo Cammarota, suo punto di riferimento.
La straordinaria sensibilità artistica emerse in un contesto sociale
difficile ma, tanto lo portò prima nel mondo artistico con "La
Fisarmonica": "Tango della Gelosia, Rosamunda, Reginella
campagnola, Se vuoi goder la vita".
Feste in piazza, serate, matrimoni, furono un ghiotto boccone per gli
amanti del genere e, un po, si cominciò a parlare della brillante
voce del suo strumento.
Anni 60. Il matrimonio con la giovane Elena Leonardis e la
successiva numerosa e bella famiglia, rafforzarono, nonostante i continui
problemi di lavoro, limpegno musicale e, sotto il profilo creativo,
emersero spiccate capacità di compositore: "Danza Sannita,
Briosa polca, Valzer del sabato sera, Mazurca degli innamorati, Mazurca
delle quattro note, La Fortorina, Valzer snak, Il vento del Sannio, e
Jazz fantasy".
Il genere "folk" divenne "Il liscio". Ma, il nostro
fisarmonicista, grazie, ormai, ad una visione completa della musica, suonò
anche Kramer. Ricordo: gli arrangiamenti di brani trattati con chiarezza
e semplicità e, non vi era possibilità di interpretarli
erroneamente "Pippo non lo sa, Mercy beacoup, Ho il cuore in paradiso",
ed il pezzo strumentale virtuosistico "Suona la fisarmonica",
internazionalmente noto come "Play the accordion".
Anni 70. Il maestro Vincenzo Boniello, forte di un bel "pizzo"
che lo magnificava, venne immortalato da fini intenditori e scuole di
ballo: "Il Re del Liscio" e, i locali pietrelcinesi divennero
lo scenario artistico delle sue gesta: maratone di liscio, gare di ballo.
Tanti i riconoscimenti e le premiazioni: medaglia e diploma ad Ancona
ed in U.S.A. (Long Island), partecipò quale ospite donore
nel 67° Anniversario della nascita de la "Pietrelcinese".
In televisione, con il magico chitarrista Ninì Pagliuca.
Ricordo: era una bella sera dagosto, ed in una immensa piazza: "The
Marines in concerto" diretto da Pino Salzano. Ad un
tratto, mio fratello, mi informò della presenza di "Vincenzo
Boniello e la sua fisarmonica" "Tango appassionato, Kriminal
tango, Il valzer delle candele, Polvere di stelle, Tico Tico", in
particolari arrangiamenti. Alla fine dellesibizione, ovazioni ed
entusiasmo gratificarono il virtuoso.
Un pergolato che faceva da cielo ed un piatto di prosciutto e melone,
ascoltarono le dissertazioni di Vincenzo e Pino sul tema: "La Fisarmonica
e le grandi orchestre".
Anni 80-90. Un malore impose un periodo di riposo al portentoso
Vincenzo ma, che presto superò brillantemente ritornando sulla
scena ma, con la fisarmonica diatonica e con un gruppo formato dai suoi
amati figli: Fausto batteria, Wilma fisarmonica,
Giulio contrabbasso e basso elettrico; mentre, Fausta,
diplomata in canto insegna. "Che soddisfazione!"
Tante le collaborazioni con i maestri Italo Cammarota, Raffaele
Russo, Cosimo Minicozzi, e con gli strumentisti Pino Tiso,
Pino Luongo e Antonio Musco.
IL MAESTRO VINCENZO BONIELLO PROTAGONISTA DELLA MUSICA A BENEVENTO E
STATO UN COMUNICATORE DI PASSIONI E, I SUOI ALLIEVI, SIANO ESSI RIUSCITI
AD EMERGERE O MENO, NON LASCIANO SICURAMENTE A DESIDERARE, SOTTO TUTTI
PROFILI; NE SONO CERTO!
*Omaggio al mio amico maestro Giulio Boniello e alla famiglia.
Enrico
Salzano
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