Backstage


Dietro le quinte i cantanti aspettavano il loro turno, dando l’ultimo tocco al papillon, mentre le donne si stringevano per evidenziare il vitino di vespa; c’era anche chi ripassava il testo della canzone in gara e chi amoreggiava con il pianista e il fotografo.
“Adesso basta! Farò interrompere la manifestazione immediatamente!!” , minacciò il funzionario di turno, spalancando la porta dell’ultimo camerino del Teatro Massimo, sorprendendo così le coppie. Povero Edoardo Caselli, al quale non bastò un solo fazzoletto per asciugarsi il sudore e per riportare la pace agli spiriti colpiti dal
“Virus Cupidi”!
Caselli presentò, un poco turbato, “Canzone mia” di Sica-Somma, per la voce di Beniamino Reitano, proponendosi ottimisticamente per il prosieguo.
Ma spesso lo spettacolo vero, si dice, si tiene nel retroscena. E così fu!
“Rita Pastonchi è impegnata a Fiuggi!”. “Chi interpreterà Fenéstella e Marechiaro?!” Ancora una iattura calò sul presentatore-regista-organizzatore del “Secondo Festival della Canzone”.
Subito dopo Edoardo Caselli si rianimò, allorché Alfredo Salzano propose per il suo brano, su versi di Antonio Esposito, la voce di Andrea Principe. Ma il sollievo non durò: si assentarono anche il maestro Cosimo Minicozzi e il cantante Tullio Zitani (elementi di spicco della musica a Benevento), il gruppo delle vallette di Battipaglia e, all’ultimo momento, persino il …notaio non si trovava! Intanto, continuando con la stampa dell’epoca, nel backstage aumentava a dismisura la confusione per le operazioni di voto: “Un vero e proprio mercato della compravendita” e ancora “Si lodano le composizioni e si accusa la mancanza di un’organizzazione davvero valida”.
Infine gli organizzatori, dietro le quinte, con il regista e i soliti maneggioni, diedero vita ai consueti litigi: chi urlava, chi chiedeva spiegazioni, chi protestava, chi chiedeva, addirittura, l’intervento della pubblica sicurezza.
Vinse, per la cronaca, il “Secondo Festival della Canzone” “Luna ‘nfosa” di Oropallo-Barile, seguita da “Mio caro Michele” degli stessi autori. L’annuncio fu accolto da una bordata di fischi e da crescenti applausi per “Fenéstella e Marechiaro”, “Serenata antica” di De Rimni-Bove, e “Luna ‘e primmavera” di D’Aronzo-Russo, classificatesi rispettivamente al terzo, quarto e quinto posto.
Sempre per la cronaca, i giornali riportavano anche: “La nostra meraviglia è incomprensibile, perché i migliori cantanti si sono dimostrati proprio Andrea Principe, Gino Mercurio e Anna Maria Pennella. Forse fattori estranei (prescelti da un discutibile sistema di votazione) hanno favorito quelle manovre che gli intenditori di politica definiscono di corridoio”.Tutto questo ed altro accadde nel backstage del “Secondo Festival della Canzone” in quel lontano maggio del 1962, invece oggi…
“CHE NOTTE, CHE NOTTE QUELLA NOTTE!
SE CI PENSO MI SENTO LE OSSA ROTTE!
BEH, M’ASPETTA QUELLA BIONDA
CHE FA IL PIENO AL ROXY BAR.
L’AMICHETTA TUTTA CURVE
DEL CAPOCCIA BILLY KARR…”
(Buscaglione-Chiosso)

Enrico Salzano

Torna all'indice