Il trombettista michele Alleva. Un artista senza smanceria

"Michele, quando ti proponi nell’assolo alzati e fatti valere!"
"Si. Sono certo che con "Amapola" e "Ramona" faremo scena, ma è importante che Nazzareno
De Japinis alla batteria non ci distragga con i suoi virtuosismi."
Era il mese di giugno del ’54 e in via S. Gennaro 6, Alfredo Salzano, clarinettista e sassofonista, ricordava al trombettista le sue parti e le ricordava anche al giovane Raffaele Russo, fisarmonicista. E così "l’occhio di bue" quella sera si spostò dalla trapezista del circo "Arbel" alla tromba di Michele Alleva. Questo strumentista di media altezza, dal volto bruno, baffuto, calvizie incipiente, cominciò, ancor giovanissimo, a studiare musica, figurando nella banda diretta dal maestro Sassanelli. Si racconta che, con la sua inseparabile tromba, a soli 16 anni, era riuscito a vincere un concorso musicale per dilettanti. Suonare era tutto per lui ed era fermamente deciso ad intraprendere la carriera di musicista per professione, qualsiasi cosa costasse. Michele rimase con l’orchestra di Salzano fino alla fine di quel ’54, per passare poi con il violinista e sassofonista Alfredo Gramazio e talvolta con Italo Cammarota ed Ettore Paragone. Era ormai padrone dello strumento e aveva perfezionato un sound squillante e inconfondibile. Nel periodo seguente suonò un po’ con tutti e in particolare col musicista Vitolo Fasoli, che lo aiutò a venire fuori con uno stile più personale.
"Pensavo di rimanere con Fasoli solo per qualche tempo limitato e poi riprendere a suonare con altri. Invece mi resi conto che dovevo rimanere". Tanto mi dichiarò, incontrandolo una mattina nel negozio di Raffaele Russo.
Il suo punto di forza rimane, il momento dell’incontro con il pubblico.
Il trombettista Michele Alleva ha dimostrato, nella sua lunga carriera, di amare la musica, tutta la musica, senza smancerie, musica dall’inizio alla fine. Ed è per questo che risulta un personaggio vero, fondamentale nella storia de "La musica a Benevento: i protagonisti".
Oggi posso dire: "Suonai con lui".

Enrico Salzano

* Omaggio alla figlia Maria

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