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Il
maestro Simone Alaimo
(foto d'archivio
di Casa Salzano)
La campana,
con i suoi rintocchi, invitava i fedeli allascolto della buona parola.
E quella volta la buona parola ebbe come colonna sonora il primo concerto
di Simone Alaimo, che, sistemato sulle ginocchia della madre, organista
della chiesa, estasiò lauditorio a soli sei anni.
Simone Alaimo, nativo di Villabate (Pa), dopo i primi incisivi insegnamenti
di musica (organo e pianoforte) impartitigli dalla madre Annamaria,
seguì il suo istinto, che lo portò decisamente a delineare
un tipo di cantante fuori dagli schemi, con i benefici e i danni che da
questo possono derivare. In pratica, è ancora vivo in lui il ricordo
di un maestro che allinizio tentava di convincerlo che un basso
che si rispetti, non solo deve cantare le note della sua chiave, ma deve
anche avere suono profondo e cavernoso, a costo di crearlo artificiosamente,
ma a rischio delle corde vocali. Però il discorso tecnico era filtrato
decisamente dallistinto. Infatti, il giovane Simone tentò
in maniera disciplinata di applicare i suggerimenti, ma, accorgendosi
che questi artifici di emissione limitavano sia la sua attenzione musicale
che quella interpretativa, decise di seguire la sua natura, anche a rischio
di esporsi a critiche. Però non fu così. E la vincita dei
concorsi alle borse di studio al centro di avviamento lirico del Teatro
Massimo di Palermo prima, e poi al "Teatro alla Scala" di Milano
lo fortificarono. Studiò tecnica ed interpretazione del canto con
i maestri Gino Cigna, Ettore Campogalliani. Con Rodolfo Celletti
si specializzò nel repertorio del bel canto affermandosi come interprete
dei ruoli di coloritura, soprattutto rossiniani. Altro elemento di fondamentale
differenza, per il bravo Simone, è stata la tendenza a non inquadrarsi
in un repertorio piuttosto che in un altro, ma penetrando tutti gli aspetti
del bel canto; infatti, un cantante con un bel legato, a cui però
manca lagilità, non è completo, e non lo è
neppure se, studiati questi due aspetti, tralascia il canto di forza,
laspetto drammatico di unemissione o, ancora, se non cura
contemporaneamente il sillabato ed il canto spiegato, le mezze voci e
la pienezza espressiva.
Gli anni 70-80 videro Simone Alaimo vincitore del premio assoluto
in concorsi internazionali: AS.LI.CO.- Achille Peri - Voci Verdine Busseto
Beniamino Gigli Toti dal monte - Bel canto di Ostenda (Belgio)
e nel primo concorso internazionale Rai "Maria Callas" . Premiato
come miglior interprete delle opere di Gaetano Donizetti, Simone incise
varie opere di questo autore, anche del repertorio desueto.
Allinizio della vita artistica, Simone Alaimo era insofferente alle
classificazioni e lo turbava non poco essere definito un rossiniano d.o.c.,
o ancora, allorché gli conferirono il "Premio Donizetti"
come bel cantista, si sentiva limitato. Poi quando i teatri gli offrirono
Nabucco, Macbeth, Falstaff nei ruoli del titolo, o Requiem
di Verdi o Stabat di Rossini o ancora Alfio in Cavalleria Rusticana
e Figaro, Don Giovanni, indifferentemente Miller
o Walter senza suscitare il dissenso della critica, passò
per un momento di confusione ma capì subito che aveva vinto. Tutto
quello che Simone sapeva cantare poteva cantare, al di là di ogni
schema preconcetto.
In ventitre anni di carriera, Simone Alaimo ha cantato e brillato in tutti
i più prestigiosi teatri italiani. Ospite fisso del Metropolitan
di New York, il Covent Garden di Londra, lOpera di Parigi, lo Staatas
Opera di Vienna e di Monaco di Baviera ed ancora San Francisco, Los Angeles,
Dallas, Chicago, Caracas, Tel Aviv, Madrid, Siviglia, Barcellona, Lione,
Marsiglia, Berlino, Amsterdam e
ha cantato con la direzione musicale
dei nomi più prestigiosi del momento: Abbado, Muti, Sawallisch,
Campanella, Levine, Sinopoli, Gatti, Ferro, Pappano, Chailly, Gavazzeni.
Collaborazioni con i registi: Streler, Fo, Ponnelle, Pizzi, Savary, Frisel,
Montresor, De Tommasi, Levi. Simone ha al suo attivo circa 50 incisioni
con le più famose case discografiche del mondo: Philips, Ricordi,
Fonit-Cetra, Decca, Naxos, Sony, Accadia, Agorà, Chicco, Music,
Frequens. Citazioni lusinghiere in molti testi di stimati musicologi.
Spaziando dalla musica barocca fino agli autori contemporanei, Strawinskij
e Mannino, Cacciapaglia, Rota, Puccini, Ma scagni, approfondendo soprattutto
Mozart, Rossini , Bellini, Donizetti, Verdi.
Simone Alaimo, vanta apparizioni in programmi televisivi di settore e
inoltre figura tra le più importanti enciclopedie specializzate.
16 Settembre 2002- Brooklyn- "Simone Alaimo, uomo dellanno".
Una sera di Novembre, nel salotto della mia abitazione ricevo la bella
voce di Simone Alaimo, in compagnia della consorte Vittoria Mazzoni, maestra
di canto, nonché della figlia Annamaria, degna erede delle doti
vocali dei genitori.
"Dopo più di ventanni di carriera come ti definiresti?
Un artista fortunato?"
"Ma! Diciamo che a più di 40 anni di vita stento a potermi
definire un uomo fortunato. Lartista fortunato ne è solo
la logica conseguenza. Dico questo perché ogni qual volta tiro
le somme e considero la mia famiglia, i miei tre figli, Alessandro, Annamaria,
Nicolò e mia moglie trovo una giustificazione legittima alla mia
esistenza"
"Ti capita spesso di tirare le somme?""Ogni tanto, mi aiuta
a restare ben ancorato alla realtà, a non perdere di vista i valori
precipui dellesistere e a godere maggiormente di ciò che
la vita offre. Per quanto riguarda la mia carriera, di cui posso ben dire
di esserne entusiasta, è stata così prepotentemente vincente
che io stesso ho faticato a captarne repentinamente lintensità
del successo, quando arrivava. Mi sono sempre serviti i cosiddetti "tempi
di assestamento" per rendermene consapevole. Rammento un giorno di
10 anni fa, quando, insieme a nomi come June Anderson, Criss Merritt,
Marilyn Horne inauguravo il teatro di San Francisco con il "Maometto
II" di Rossigni, il New York Times titolò:<<Debutto
di stars>>. Confesso che mi ci vollero giorni per identificarmi
tra le cosiddette stars e anche più tempo mi ci volle per capire
che, in quanto protagonista, ero decisamente la stella più attesa.
E questo un momento della mia vita artistica a me caro, perché
individua una delle più rassicuranti prese di coscienza che hanno
sicuramente velocizzato e alleggerito il percorso successivo."
"Sembra proprio una rosa senza spine, dunque?"
"Non è una rosa senza spine, ma non cè sacrificio
che non si dimentichi se ti ha condotto dove volevi. Ho fatto tanti sacrifici,
ma ne è valsa decisamente la pena. Mia moglie dice spesso che grazie
alle esperienze di ieri sono luomo di oggi ed io, certo del suo
amore, lo annovero tra i complimenti."
"Quali sono le spine di oggi, se ve ne sono?"
"Cè sempre qualcosa nella vita che non è, a tuo
avviso, nella casella giusta. Per esempio, questanno inauguro il
Metropolitan di New York, ma non il mio teatro nella mia città.
Sarà un caso? O forse dipende dal fatto che manca tra i miei talenti
la captazio benevolenzie, anzi tendo a reprimere anche istintivi slanci
di cortesia per tema di essere frainteso. So perfettamente che è
una teorizzazione perdente in tempi dominati dalla forma ma, mio malgrado,
è un aspetto del mio carattere che non riesco a mitigare, pagandone
lo scotto."
"Con questo che vuoi dire? Che avresti rinunziato al Met per Palermo?"
"Bè, diciamo che li avrei inaugurati entrambi!"
Il maestro Simone Alaimo, grazie anche allacclamata longevità
artistica, può permettersi di guardare compiaciuto al futuro.
LA MUSICA A BENEVENTO ACCOGLIE CALOROSAMENTE TRA I SUOI PROTAGONISTI SIMONE
ALAIMO INTERPRETE DEL BEL CANTO.
* Omaggio
a SIMONE ALAIMO e alla sua famiglia.
Enrico
Salzano
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