Al Trianon ricordato il grande cantante
Una serata in onore di Mario Abbate
Testimonial d’eccezione il prof. Pietro Gargano e il figlio Massimo


Trent’anni fa scompariva Mario Abbate,ricordato quale “re” della sceneggiata, lasciandoci però il particolare pregio di aver conosciuto l’interprete dall’emozionante bellezza vocale. La sua famiglia eredita i contatti, le amicizie, la stima, che negli anni aveva costruito con musicisti, con i suoi ammiratori e con gente comune. Abbate,uomo di grande umanità, è stato ricordato la sera del 27 luglio dal giornalista e saggista Pietro Gargano e da suo figlio Massimo, direttore artistico del Trianon, il teatro della canzone napoletana. Presente la signora Maria Abbate. Anche la musica beneventana, i suoi fans, gli amici, ricordano con affetto il loro Marittiello, particolarmente il suo figlioccio, ragioniere Peppino Covino, la professoressa Benedetta Miracolo, l’avvocato Nino Del Vecchio, i fratelli Alfredo e Giuseppe Marlon Salzano, musicisti, il dott. Mario Del Grosso editore di TV7 e il geom. Francesco Racioppi. Tra gli irriducibili figura anche l’allora giovanissimo Enrico Salzano con un personalissimo ricordo.
Luigi sventolava la mano mentre, sovrastando il vociare, mi indirizzava una comunicazione di servizio: ”Enrico, su entra… Ti aspettano!” .Il tecnico audio-luci mi liberava così dalla folla di ammiratori che assediava il camerino di Mario Abbate, dopo l’entusiasmante concerto al “Massimo”. Il cantante, dalla bella voce melodica, che per primo interpretò “Malafemmena” di Totò nella Piedigrotta “La canzonetta” del 1951, mi accolse con un largo sorriso proponendomi un caffè. Ma, senza attendere risposta mi presentò al maestro Tonino Esposito come persona di famiglia e musicista. ”Sai Enrico, a Benevento mi sento a casa mia… Ho tanti amici che mi aspettano e questa città mi risveglia tanti ricordi… Le prime esperienze al “Teatro Viaggiante” in duetto con mia sorella Rosetta, dove conobbi il musicista Alfredo Salzano, il suo paroliere Edgardo De Rimini, Salvatore Ingaldi attore comico e Nicola Covino”, a guardia che mi vizia con torroni e cene… Che dici Nicò?”
Nicola sussultò intento com’era a rosicchiarsi le unghie ma, riprendendosi, esclamò entusiasticamente: ”Marittiè, Enrico è venuto per comunicarti le date delle prossime feste di piazza… Non devi mancare… ’e capì? Sono bravissimi musicisti, con il fratello Pino, ricordi?” Abbate annuì con un leggero movimento della testa, mentre si ostinava a colpire con l’indice la “Nazionale” che non aveva più cenere da lasciar cadere. Avevo necessità di comunicargli le mie impressioni circa le difficoltà in cui versava la musica partenopea e lo feci: ”Caro Mario, credo che la sopravvivenza della musica napoletana adesso dipenda da un gruppo di coraggiosi e valenti compositori ,autori e voci. ”Stringendo la mano a pugno e l’anello che la impreziosiva, l’interprete di “Indifferentemente” esclamò: ”Siamo rimasti in pochi a difendere la cultura musicale di Napoli e, pur proponendoci con rigore e qualità non riceviamo il giusto riconoscimento, se non il consenso popolare della nostra regione, poiché non c’è un valido sostegno di diffusione attraverso radio e televisione.”
”I polli alla diavola si raffreddano e le olive nere di Ruggiero diventano oleose… Su andiamo! E là hai voglia ‘e parlà!” Così ‘a guardia goliardicamente ripristinò l’umore del salotto. E con umore diverso il cantante: Nicolino, lo so che ci tieni ma quando propongo “Brava gente” posizionati meglio ai piedi del palco, altrimenti non vedo “il brigadiere” che si è fermato zitto ad osservare.”
“Schiavo d’ammore” e “Core napulitano” furono le ultime e più intense pagine di musica che ci regalò da “Ciccone”, Mario Abbate, il cantante di grande valore espressivo accompagnato dalla fisarmonica di Pino Salzano e dalla batteria del fratello Enrico.
“…Napule/ ‘na musica…/ …ca nun se po scordà!”

Enrico Salzano

* Omaggio alla Sig. Maria Abbate,a Massimo e alla Famiglia tutta

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