Quella sera che incontrai Mario Abbate

Luigi sventolava la mano mentre, sovrastando il vociare, mi indirizzava una comunicazione di servizio: "Enrico, su entra…Ti aspettano!" Il tecnico audio-luci mi liberava così dalla folla di ammiratori che assediava il camerino di Mario Abbate, dopo l’entusiasmante concerto al Massimo.
Il cantante, dalla bella voce melodica, che per primo interpretò "Malafemmena" nella Piedigrotta "La canzonetta" del 1951, mi accolse con un largo sorriso, proponendomi un caffè. Ma, senza attendere risposta, mi presentò al maestro Tonino Esposito come persona di famiglia e musicista. "Sai Enrico, a Benevento mi sento a casa mia…Ho tanti amici che mi aspettano e questa città mi risveglia tanti ricordi…Le prime esperienze al "Teatro Viaggiante" in duetto con mia sorella Rosetta, dove conobbi il musicista Alfredo Salzano, il suo paroliere-poeta Edgardo De Rimini e Nicola Covino " ‘a guardia" che mi vizia con torroni e cene…Che dici Nicò?"
Nicola sussultò intento com’era a rosicchiarsi le unghie ma, riprendendosi, esclamò entusiasticamente: "Marittiè, Enrico è venuto per comunicarti le date delle prossime feste di piazza…Non devi mancare…’e capì? Sono bravissimi musicisti, con il fratello Pino, ricordi?"
Abbate annuì con un leggero movimento della testa, mentre si ostinava a colpire con l’indice la "Nazionale" che non aveva più cenere da lasciar cadere.
Avevo la necessità di comunicargli le mie impressioni circa le difficoltà in cui versava la musica partenopea e lo feci: "Caro Mario, credo che la sopravvivenza della canzone napoletana adesso dipenda da un gruppo di coraggiosi e valenti compositori, autori e voci."
Stringendo la mano a pugno e l’anello che la impreziosiva, l’interprete di "Indifferentemente" esclamò: "Siamo rimasti in pochi a difendere la cultura musicale di Napoli e, pur proponendoci con rigore e qualità non riceviamo il giusto riconoscimento, se non il solo consenso popolare della nostra regione, poiché non c’è un valido sostegno di diffusione attraverso radio e televisione."
"I polli alla diavola si raffreddano e le olive nere di Ruggiero diventano oleose…Su andiamo! E là hai voglia ‘e parlà!" Così " ‘a guardia" goliardicamente ripristinò l’umore del salotto. E con umore diverso il cantante: "Nicolino, lo so che ci tieni ma quando propongo "Brava gente" posizionati meglio ai piedi del palco, altrimenti non vedo "il brigadiere" che si è fermato zitto ad osservare."
"Schiavo d’ammore" e "Core napulitano" furono le ultime interpretazioni che ci regalò, da "Ciccone", Mario Abbate il cantante dalla bella voce melodica, quella sera che l’incontrai.

Enrico Salzano

* Omaggio alla Famiglia Abbate

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