Quella sera che incontrai Nunzio Gallo

 

Quella voce baritonale dall’inequivocabile accento partenopeo, dalla passionale e simpatica loquacità e dall’istintiva inclinazione alla polemica, conquistò definitivamente il folto gruppo di ammiratori.
NUNZIO GALLO, che studiò la lirica con il tenore NUNZIO BARI e il maestro CAMPANINO, non tardò ad incrociare il mio sguardo e, prima che potessi proferire una sola parola, esclamò: "Ciao! Tu sei Enrico?…Sai, ho sentito tante cose belle su questo BENgio Festival! Stasera sono qui in veste di padrino di tanti giovani artisti, che cantano le belle melodie degli anni ‘50".
"E’ così maestro! E sono certo che molti portano con sé i motivi e i testi che hanno caratterizzato i momenti, belli e non, della loro esistenza"
"’E ‘ntiso?" Enfatica e musicale la risposta dell’interprete di "Corde della mia chitarra" e di "Credere".
Gallo, dotato di una voce sorprendente e superba, scambiò più di una battuta originalissima con un duo che gli chiedeva se avesse cantato "Vurria" e "Sedici anni".
L’entusiasmo per l’approssimarsi della serata musicale, ma forse più il suo bel carattere, mi spinsero ad eseguire una variazione sul tema: "Maestro, la stampa ultimamente ha riportato le sue leggendarie cene con ruoti di baccalà, in compagnia del famoso maestro Anepeta".
Nunzio Gallo guardò prima tutta la sala, poi riaggiustandosi la sciarpa bianca sul cappotto blu, mi rispose : "E’ vero! Dopo le prove si chiudeva la serata con solenni scorpacciate di ruoti di baccalà che tanto piaceva a Giuseppe Anepeta, ma anche ai tanti amici artisti…Ah! Sai pure questo? Allora che vogliamo dire più?…Che ne dici, amico ‘e Nino Taranto? Hai capito?"
"Hai capito" questa volta era rivolto alla moglie, una bella signora bionda che, silenziosamente, sin dall’inizio aveva partecipato all’incontro.
"Ah! A proposito di baccalà e di ruoti…Errì che dici, vogliamo cenare prima che inizia lo spettacolo?"
Ahimè !Non mi fu possibile accompagnarlo, perché sollecitato dal M° Lombardi e dell’Avvocato Giuliano a coordinare la Giuria del Concorso canoro.Ma, quella sera che incontrai Nunzio Gallo finì solo dopo aver ascoltato " Mamma " e la coinvolgente " O’ Surdato nnammurato.
…Oje vita, oje vita mia
oje core è chistu core,
si state o’ primm’ammore:
o’ primmo e ll’ultimo sarraje pe’ me!

Enrico Salzano

* Omaggio al mio amico Nunzio Gallo

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