Il sale e il sabba

Ipotesi sull’ubicazione del noce

Si narra che la storia delle streghe di Benevento si sia protratta almeno un millennio, a partire dal VI secolo d.C. Prima delle guerre sannitiche, la città si chiamava Maleventum. Furono i romani, dopo la vittoriosa battaglia contro Pirro, a cambiarne il nome in Beneventum. Essa fu luogo di un importante culto pagano, quello della dea Iside, dea della magia. Magie e sortilegi erano quelli operati dalla strega Teresa, di Pesco Sannita. Il noce era stato abbattuto cirta settecento anni prima, ma nell’incavo del suo tronco si trovavano ancora scheletri di bambini e animali sacrificati. Teresa usciva la notte, per recarsi al noce. Ma una notte, il marito la costrinse a farsi portare con lei. Si narra che Teresa scongiurò il marito di non pronunciare mai le parole "Dio" e "Gesù", per nessuna ragione. Ma il marito, giunto al noce, chiese un po’ di sale da mettere sul cibo. Le Janare non usano il sale, e poiché il sale tardava ad arrivare, quando finalmente gli fu portato, il marito esclamò: "Sia lodato Gesù…ecco il sale!". All’improvviso la scena del Sabba, intorno a lui, scomparve, e lui rimase solo, impaurito e tremante dal freddo.
Ma dove si trovava, precisamente, il noce? Ancora oggi non c’è un completo accordo tra gli studiosi. Varie testimonianze, soprattutto di epoca medievale, fanno supporre che ci fossero diversi luoghi, e non uno solo, dove si radunavano le streghe. L’ubicazione del noce sradicato da San Barbato, si suppone sia quella dello Stretto di Barba, una gola che si incontra sulla strada per Avellino. Su questo luogo, oggi, sorge una chiesetta abbandonata, poco discosta da un bosco. Altre testimonianze fanno pensare che il luogo fosse un altro. Ancora lungo il fiume Sabato, ma più vicino a Benevento, in una zona pianeggiante, anch’essa abitata da una chiesetta abbandonata, oltre che da un cimitero. Terra magica, attorno a Benevento, dove storia e mito si fondono nelle credenze popolari. I folletti infestano questo luogo, senza far del male a nessuno, a parte qualche scherzo ai poveri anziani contadini, costretti ad alzarsi la notte per sciogliere la criniera del cavallo, che i folletti si sono divertiti a intrecciare, senza mai essere colti sul fatto. Questa contrada è una zona poco abitata, oltre il Ponte Leproso, al principio di una stretta stradina. Da qui si può vedere la piana del fiume Sabato, al di là delle poche casette che sorgono vicino alla chiesetta abbandonata. Si narra che la Janara entri in casa come il vento. Ti accorgi della sua visita, perché una invisibile mano gelida ti carezza il viso! Se una Janara ti visita una volta, dopo ritorna. Tornerà sempre, sino a quando non la riuscirai a vedere in faccia e a dirle: "Vieni domani a prendere il sale".
Nei luoghi dove storia e credenza popolare sono elementi così fortemente intrecciati fra di loro, dove le streghe ancora non si sa se esistano o siano frutto di fantasticherie, si può ancora trovare chi, andando a dormire, chiuda finestre e porta, ma non per paura dei ladri. Il freddo scorrere del fiume sembra portare verso di noi, dalle lontananze dei secoli, le voci di quelle streghe che si riunivano attorno al noce. Ma forse è solo il vento che soffia nella notte. Un semplice fenomeno fisico, semplice e naturale. In certe contrade, ci sono ancora anziani contadini che possono raccontare di aver visto l’ombra sfuggente di una janara, in notti come questa. Per loro il vento gelido del fiume è naturale come la presenza della janara. Fantasia? Realtà?


Inquisizione e processi illustri

La nascita dell’Inquisizione si può collocare storicamente tra la fine del XII secolo e l’inizio del XIII. Allora la Chiesa considerava insufficienti i mezzi ordianri e il potere vescovile per reprimere l’eresia. Da qui la nomina di propri delegati (domenicani e frati minori) con l’incarico di scovare e condannare gli eretici.
Chiunque si sia occupato di storia del pensiero scientifico e filosofico, si è sicuramente imbattuto in alcuni processi divenuti celebri. Primo fra tutti quello contro Galileo Galilei, incolpato di aver sostenuto, nel "Dialogo dei massimi sistemi", le tesi copernicane condannate dalla Chiesa. Seguono i processi contro Giordano Bruno e Girolamo Savonarola, anch’essi accusati di essere degli eretici. Solitamente si fa una distinzione fra Inquisizione romana, e Inquisizione spagnola. Quest’ultima, istituita da Sisto V, aveva il compito di agire severamente contro i marrani e i protestanti. La Spagna ha avuto un terribile inquisitore, Tomas de Torquemada, il domenicano nemico numero uno degli ebrei, dei quali ottenne l’espulsione dalla Spagna.

 

 

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