Il rogo: catarsi o condanna?

Le streghe e il rapporto con la natura

Chi non crede nelle teorie umanistiche del Wier (vedi puntata n. 1), può credere che le streghe siano, come i vampiri, dei reali esserei soprannaturali. Di quali poteri sono dotate, dunque, le streghe? Prendiamo ad esempio le vicende della nostra Teresa. La loro storia giunge sino a noi attraverso i secoli, riportata dalle cronache locali e dagli atti del processo.
Teresa era una strega che ammise di aver compiuto diversi malefici. Eppure l’uomo che la raccolse in fin di vita dal sentiero (vedi puntata n. 5), non s’era accorto per tempo della presenza, in lei, del demonio. Che fosse anche un’abile simulatrice? Alcuni raccontano che, accanto a una strega, si senta come un venticello gelido che fa venire la pelle d’oca. Non accanto a Teresa. Ma era veramente una strega Teresa? E se non lo era, per quale ragione abbia confessato tutti quei malefici, noi non possiamo saperlo. Forse si sentiva colpita da una sorta di peccato originario, il comune peccato d’Adamo che la maggior parte degli uomini rimuove, e che in lei, invece, rimase vivo e attivo, e da qui il desiderio di confessarsi, per purificarsi dal male. Che le fiamme del rogo siano state, per Teresa, l’ultima, definitiva catarsi?
A quei tempi i concetti di "psicosi", "nevrosi", "mitomania" erano sconosciuti all’umanità, e gli inquisitori erano il primo prototipo, goffo e grezzo, dei futuri psichiatri e guaritori. Il principio dell’inquisizione, in fondo, è lo stesso che sta alla base della cura: l’indagine dei fattori patologici, ovvero, degli elementi dell’eresia. Il rogo, come catarsi definitiva, stava al posto della cura: in entrambi i casi, il male veniva debellato, bruciato. Nel caso del nevrotico, c’è una differenza rispetto alla strega: il nevrotico può godersi i frutti della propria guarigione, la strega no, o, nella migliore delle ipotesi, se li può godere solo nell’aldilà.
La natura è una forza con la quale la strega entra in contatto. La strega chiede alle forze della natura "favori" tramite l’uso dei suoi poteri trascendentali. Terra, aria, acqua, fuoco si piegheranno secondo il volere della strega, ma solo pre brevi periodi, perché la strega non ha un controllo definitivo sulle forze della natura. Le streghe, per compiere il loro lavoro, hanno bisogno dei componenti più svariati. Il tempo necessario al rituale può variare da qualche minuto a diversi giorni, a seconda della complessità del rituale. La strega deve tener conto dell’opposizione fra alcune forze. La strega, per questo motivo, potrà agire solo grazie a due forze, ad esempio, potrà chiedere dei servigi al fuoco e alla terra, ma non all’acqua e all’aria, essendo le ultime due forze in opposizione alle prime. La strega potrà anche chiedere servigi agli spiriti e ai demoni, ovvero, alle forze della morte, per creare zombi e avere un controllo sul regno dei morti.
Ma le streghe non ricevevano servigi solo dalle forze della natura. Le cronache riferiscono che Teresa avesse l’aiuto di una ostetrica compiacente, che sottraeva placente e menbrane fetali, necessarie a creare i suoi unguenti. L’ostetrica, dopo il processo, fu arsa viva, pochi giorni dopo Teresa. La storia di Teresa e dell’ostetrica è molto rara nel suo genere. Solitamente le streghe operavano in assoluta segretezza, e traevano aiuti e servigi solo da forze invisibili, non umane. Il marito di Teresa, dopo la sventurata notte del sabba (vedi puntata n. 4) non ricordò più nulla, e così, per il resto dei suoi giorni, non si rese conto di vivere accanto a una Janara.


Elementi di stregoneria

BREVE - Il breve deve essere sigillato e portato sempre con sé, perché possa avere un reale valore apotropaico. Esso è un supporto che contiene formule magiche o preghiere. La confezione del breve era una delle pratiche magiche più diffuse.
GRASSO UMANO - Esso veniva sottratto ai cadaveri, ed entrava nelle composizioni delle pozioni magiche. Il grasso dei bambini sacrificatri serviva per la preparazione di unguenti miracolosi.
OSSA Venivano prelevate ai cadaveri, ed avevano la stessa funzione del grasso umano.
CAPELLI - Essi - sottratti alla vittima - servivano a compiere i più comuni malefici. Impastati con altri elementi, come la cera, formavano una figura simbolica che poi si trafiggeva o bruciava.
ROSPO - Questo animale anfibio rientrava tra gli elementi principali del calderone della strega. Da esso venivano tratti unguenti per il volo magico. Il muco secreto dalle ghiandole del rospo ha proprietà allucinogene, di cui le streghe si servivano nel sabba.
RONDINE - Questo volatile, ridotto in polvere, è tradizionalmente impiegato nella medicina naturale e nella magia. Nei trattati del XVII secolo se ne evidenziavano le virtù antiepilettiche.

 

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